Young Sheldon: recensione della serie spinoff di Big Bang Theory

Nonostante i pareri controversi riguardo alla produzione di questo spin-off, Young Sheldon è un ottimo prodotto capace di staccarsi dalla serie madre per camminare in autonomia.

È certo che l’amore sconfinato che per oltre dieci anni ci ha legato al personaggio cardine della serie TV madre The Big Bang Theory, il fisico teorico Sheldon Cooper, ha permesso a questa nuova serie di fiorire rigogliosa senza l’eccessiva necessità di sembrare nuova o diversa.

young sheldon

Il piccolo Sheldon è esattamente come lo si immaginava: un giovane genio alle prese con la quotidianità di una famiglia di paese che non ha troppe pretese ma che vive in funzione di lui. La costante presenza della voce narrante di  Jim Parsons ci porta a empatizzare immediatamente con il “Young Sheldon” e riesce a farci appassionare alla serie senza grandi giri di parole. Il tutto è ambientato nel 1989 quando Sheldon aveva 9 anni e viveva con la sua famiglia formata da una sorella gemella, non prodigiosa come Sheldon ma altrettanto determinata e spiritosa, il fratello maggiore George Jr. arrogante e superficiale, i genitori e la nonna materna libertina e dolce che ama far leva sulle peculiarità di Sheldon per ottenere ciò che desidera. Il personaggio più rilevante che orbita intorno al piccolo professor Cooper è la madre Mary, una religiosa donna del country side che non afferra appieno le capacità del figlio, ma ne percepisce la grandezza.

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Young Sheldon è una serie che vuole mostrare le origini del mito che tutti già adorano, vuole spiegare come alcune delle caratteristiche del personaggio dell’adulto fisico teorico si sono manifestate e sono cresciute in lui e lo fa con un linguaggio molto diverso dalla sua serie madre.

La produzione di Young Sheldon ha deciso di abbandonare lo schema da sit-com utilizzata in Big Bang Theory con una singola camera, le risate del pubblico e i tempi comici teatrali. La struttura di questo spin-off si rifà alle più moderne tecniche registiche in voga nelle serie TV di oggi, molto più vicine allo stile cinematografico rispetto a quelle della vecchia televisione. Basti pensare che gli showrunner della serie Chuck Lorre Steven Molaro, già in carica in Big Bang Theory, hanno affidato la regia della pilot all’esperienza di Jon Favreau che ha permesso un’inizio sfavillante dello show.

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Le prerogative sono molto buone e i milioni di spettatori confermano la buona riuscita della serie. Ci sono ancora alcune perplessità legate allo svolgimento della trama; conoscendo così profondamente il personaggio grazie alla serie principale, Young Sheldon potrebbe avere delle limitazioni dovute alla crescita e al cambiamento personale del protagonista. Fin da subito ci è stato presentato un piccolo genio colmo di manie, sicuro di sé, intrattabile anche se dolce. Questa descrizione potrebbe essere affibbiata allo stesso personaggio da adulto. Perciò sarà difficile per gli autori di Young Sheldon accontentare i vecchi puristi della serie e allo stesso tempo proseguire con la crescita di un personaggio che naturalmente deve affrontare tutti gli ostacoli che lo portano a crescere, a trasferirsi e infine a diventare il Dr. Sheldon Cooper idolatrato da tutti.

https://www.youtube.com/watch?v=NWCZCbZ5hU0

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