Venezia, giorno 1: i nostri brevi commenti su First Man e Sulla Mia Pelle

Venezia, Giorno 1: inizia così la prima avventura di Ciakclub al Lido, terra di sogni, gioco d’azzardo, vino e (se capita) di qualche film. I nostri ragazzi sul campo sono Marcello e Giovanni. La dura vita degli inviati a Venezia, senza garanzie su un possibile ritorno e sulla qualità delle opere in concorso, sembra già aver influito sulla loro salute mentale. Come possiamo però non capire la situazione? Effettivamente l’alternanza continua di anteprime, red carpet, belle donne, alcol e casinò sembra essere realmente logorante e senza alcuna possibilità di sopravvivenza.

Ieri i nostri ragazzi hanno avuto la possibilità di vedere due dei film più attesi del Festival di Venezia. Stiamo parlando de Il Primo Uomo di Damien Chazelle che segna il ritorno del giovane regista dopo il successo di La La Land, con il fedele Ryan Gosling nei panni di Neil Armstrong; e di Sulla mia Pelle, film sulla vicenda Cucchi diretto da Alessio Cremonini con Alessandro Borghi nei panni di Stefano.

Saranno piaciuti ai nostri inviati? Scopriamolo subito.

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Il Primo Uomo

Il Primo Uomo

Marcello:

Il Primo Uomo non c’entra nulla col cinema precendente di Chazelle? Affatto, perché è sempre e comunque un film sull’ossesione e i sacrifici che essa pretende. Biopic con tutto ciò che ne consegue ma assai intelligente, dove meraviglia e morte si intrecciano emergendo da ogni inquadratura.

Giovanni:

Nonostante il montaggio coinvolgente e le inquadrature mozzafiato in orbita e sulla luna (sensazione accentuata dal contrasto cavalletto/camera a mano), il film rimane comunque il classico biopic: diretto strizzando gli occhi a oscar e botteghino, osa poco e rimane superficiale sul piano emotivo. Successo commerciale assicurato.

 

Sulla mia Pelle

Venezia

Marcello:

Fosse stato ancora più essenziale sarebbe stato persino meglio, ma rimane un film spoglio, secco e brutale come doveva essere, e soprattutto non ci permette di dimenticare un’orribile vicenda come quella di Stefano Cucchi. Alessandro Borghi è colossale.

Giovanni:

Il film di cui il cinema italiano aveva bisogno. Un’opera coraggiosa che fa meditare tanto quanto farà discutere, interpretata magistralmente da un cast in ottima forma come raramente capita nel cinema italiano. Intera sala in lacrime a fine proiezione, Borghi compreso.

Leggi la recensione completa de Il Primo Uomo

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