The Terror: la recensione del terzo episodio – La Scala

Con questo terzo episodio, intitolato La Scala, The Terror procede nel suo percorso confermandosi una delle opere più interessanti di questo 2018 e del mondo televisivo degli ultimi anni. Tutto ciò grazie ad un comparto tecnico che continua a stupire e ad una gestione dei personaggi mai banale grazie anche a prove attorniati maiuscole. Continuiamo quindi a consigliarvi caldamente la serie reperibile su Amazon Prime Video, piattaforma streaming Amazon compresa con l’abbonamento Prime che fornisce 30 giorni di prova gratuita.

Oh Death, come close mine eyes

La Scala sembra gridare allo spettatore ed all’equipaggio che no, nessuno uscirà da questo inferno bianco vivo. I componenti delle due navi si affannano, in preda all’alienazione ed alla dedizione più completa, a svolgere i propri compiti ma con un’oscura luce e bieca consapevolezza. I membri sono consci della loro situazione e non riescono più a discutere allegramente come nel primo episodio. Tutto attorno a loro sembra andare in malora, dai membri che muoiono e rischiano la vita cacciando quello che si dice sia un orso fino ad arrivare ad una parte del cibo, quello sulla Erebus, che sta andando in malora. Il terzo episodio di The Terror si muove poi mostrandoci gli esiti della relazione vista nella scorsa puntata tra lo scanzonato Hickey (Adam Nagaitis) ed il pavido Gibson (Edward Ashley). Quest’ultimo per paura di una eventuale punizione rivela, o meglio mente, a Irving raccontandogli di essere stato obbligato e sedotto dal giovane irlandese. Hickey è per ora l’unico personaggio realmente vivo e non curante della situazione estremamente tragica che li sta attanagliando. La sua ingenuità si può cogliere anche da come il ragazzo sia rimasto entusiasta e speranzoso dal bicchiere di whiskey condiviso con Crozier. Una pulsione vitale tenera e compassionevole per quanto illusoria: l’inferno bianco li attende tutti, nessuno escluso.

The Terror

Death is Slow in the Great White Nothing

The Terror fino a questo momento è un grande poema sull’immensa potenza della Natura e sul suo essere punitiva verso chi, come l’equipaggio delle due navi, non le mostra il dovuto rispetto. Né Dio né tanto meno gli uomini di fede hanno la certezza sul loro domani. Non basta quindi essere devoti al Signore come Sir John per garantirsi una nuova alba. In un opera come The Terror non poteva certo mancare un topos della letteratura e del teatro greco come quello di Hybris, un’azione o meglio un peccato dovuto alla tracotanza o all’eccesso, In questo caso il protagonista di tutto ciò è il personaggio interpretato da Ciáran Handis, appunto Sir John Franklin, colpevole di superbia nel non ascoltare i consigli di Francis Crozier sugli imminenti pericoli e di voler assistere all’esecuzione del Terrore, ovvero del presunto orso. La sua grande fede non lo salverà e neanche gli garantirà una “morte onorevole”. La sua ostinazione nel non voler rimanere ai margini dei grandi dell’impero britannico gli si ritorcerà contro con grande ironia sotto forma di una cerimonia funebre dedicata non ad un corpo bensì ad una sola gamba. Non è un caso neanche che l’unica forma di clemenza da parte della Natura, vista alla fine di questo episodio, sia a favore di un’indigena del luogo che tanto la rispetta.

The Terror con questo episodio conferma tutte le sue premesse e le sviluppa con grande coerenza ed efficacia. La sensazione è quella di vivere in prima persona l’orrore psicologico e fisico cui è sottoposto l’intero equipaggio, una resa dei conti tra Uomo e Natura, tra ambizione e destino, tra fede e realtà, ai confini del mondo nel Grande Nulla Bianco.

Continua a seguire l’epopea degli equipaggi della Terror e della Erebus qua su Ciakclub

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