The First Slam Dunk, recensione: la partita della vita!

In sala in lingua originale dal 10 maggio e dall’11 al 17 maggio doppiato in italiano, The First Slam Dunk è il nuovo film anime tratto dall'omonimo manga di Takehiko Inoue. Completamento della serie andata in onda in Giappone negli anni ‘90 e in Italia agli inizi del 2000, il film è pronto ad emozionare i vecchi fan e a conquistarne di nuovi.
The First Slam Dunk, recensione: la partita della vita!

Erano gli anni 2000 quando tornando a casa da scuola ti fiondavi davanti al televisore e, facendo il consueto zapping, potevi imbatterti su un anime andato in onda su MTV. A partire dal 10 maggio in lingua originale e dall’11 al 17 doppiato in italiano, The First Slam Dunk è pronto a far parlare di sé non soltanto gli storici lettori del manga, non solo i divoratori della serie, ma chiunque decida di dare un’occasione a questo gioiello dell’animazione.

The First Slam Dunk: dal manga al grande schermo

Per chi non l’avesse mai letto o visto, o non sapesse proprio cosa sia, Slam Dunk è un manga spokon (genere sportivo) creato da Takehiko Inoue, è la storia di una squadra di basket scapestrata in cerca di una rivalsa personale e sociale. Personaggio principale risulta Hanamichi Sakuragi, un teppista del liceo che decide di dedicarsi al basket per fare colpo sulla giovane Haruko. Entrato nella squadra liceale dello Shohoku, Hanamichi conosce compagni caparbi, tormentati ma anche talentuosi con cui provare a raggiungere il sogno di vincere il campionato nazionale.

Questa è la storia del manga pubblicato in Giappone nel 1990 ma anche della serie, andata in onda sulle reti nipponiche a partire dal 1993. La differenza tra i due prodotti è però la mancanza del gran finale, del last dance, nella serie anime, conclusa proprio prima della partita più importante di tutte, anche se non è una finale. Perché quella presente in The First Slam Dunk è solamente la gara valida per il secondo turno del campionato nazionale interscolastico, ma racchiude e porta a termine il percorso intrapreso dal quintetto divenuto beniamino di lettori e spettatori.

Lo Shohoku contro tutti

Il quintetto base dello Shohoku
Il quintetto base dello Shohoku

I protagonisti di Slam Dunk sono tutti caratterizzati da elementi molto forti che li rendono non solo riconoscibili ma che permettono di empatizzare facilmente con ognuno di loro. Lo Shohoku è una squadra mal amalgamata composta da quelli che in partenza sono additati come perdenti, delinquenti e perditempo. Tutti provenienti da una realtà popolare segnata da rapporti familiari incrinati e dalla mancanza di prospettive per il futuro. L’unica via di fuga per assemblare questi giovani è la forzata convivenza in una squadra, l’avere obiettivi comuni condivisi finalmente tra quelli che diventano prima amici e poi famiglia.

La controparte è proprio la squadra avversaria presente in The First Slam Dunk, l’imbattibile Sannoh, la più forte del basket liceale giapponese, detentrice del titolo e composta dai giocatori più forti a livello giovanile. Formazione meticolosa, organizzata, pressoché senza punti deboli il cui fiore all’occhiello è il giocatore più forte a livello giovanile ma anche universitario, già prossimo al grande salto nella NBA. Un muro insormontabile che i membri dello Shohoku devono fronteggiare andando oltre i propri limiti perché il basket, in una realtà giudicante e discriminante, diventa l’unico motivo di vita.

La visione del playmaker

Ryota Miyagi in una scena di The First Slam Dunk
Ryota Miyagi in una scena di The First Slam Dunk

A rendere il film nuovo sia per i conoscitori dell’opera sia per i profani, è il punto di vista utilizzato. Inoue infatti decide di affidare le redini non più ad Hanamichi ma al playmaker dello Shohoku, quello che nel basket è il regista da cui nascono tutte le azioni, Ryota Miyagi. The First Slam Dunk parte dal passato tormentato di Ryota, dalla perdita del padre prima e del fratello maggiore Sota poi. Una figura quella del fratello che ricopre il ruolo di mentore sportivo ma anche di modello da emulare, diventando però un’ombra onnipresente.

Un dream team alternativo

Il "genio del basket" Hanamichi Sakuragi
Il “genio del basket” Hanamichi Sakuragi

Assistiamo quindi alla partita sul campo ma, attraverso flashback puntuali, scrutiamo la partita della vita nella quale, passo dopo passo, incontriamo i restanti componenti dello Shohoku. Il combattivo e determinato capitano Akagi, il cecchino-teppista in cerca di sé stesso Mitsui, l’asso taciturno ed individualista Rukawa e il vulcanico dilettante Sakuragi convinto di essere un “genio del basket”. A tenere insieme un roster così diverso è il saggio professor Anzai, unico adulto a dare fiducia e credere nei mezzi dei suoi ragazzi.

The First Slam Dunk: Inoue su “pellicola”

Una scena di The First Slam Dunk
Una scena di The First Slam Dunk

Il grande successo di Slam Dunk è certamente da ricercare nei personaggi accattivanti, nella storia che sfrutta il basket per parlare di una condizione sociale, ma è fortemente legato all’immenso talento di Takehiko Inoue. Il disegno del mangaka è contraddistinto da un’estetica dei corpi quasi scultorea, da un forte dinamismo e da una composizione delle tavole molto cinematografica. Ecco che l’incontro effettivo con il mezzo ed il suo esordio alla regia trovano magnifico completamento grazie all’utilizzo del 2D nelle scene di flashback e della 3D CGI durante l’incontro.

Una grafica con la quale lo spettatore deve inizialmente prendere confidenza ma che poi trascina nel vivo dell’azione grazie ad una regia fluida che non perde alcun dettaglio sul parquet. La colonna sonora è adrenalinica, rockeggiante nei contropiede e nelle esultanze, delicata nei momenti più toccanti, inframmezzata però da ampi silenzi. In più momenti siamo portati come i giocatori a fermarci, a respirare, ad ascoltare i rimbalzi del pallone, i battiti del cuore e l’incedere del tempo.

The First Slam Dunk è un film completo in ogni suo aspetto. È il completamento ma anche l’aggiornamento di un’opera imprescindibile per chi ama i manga, arricchita di piccole modifiche e nuovi risvolti. Non è ancora annoverabile tra i capolavori anime ma è un’esperienza visiva unica che ti entra dentro, che rilascia adrenalina come una schiacciata e fa scoppiare il cuore di entusiasmo quando il pallone centra il canestro.

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