Stranger Things 4: l’inizio della fine è arrivato ad Hawkins

Sono passati sei mesi dalla battaglia di Starcourt. I mostri che minacciavano Hawkins sono stati respinti e il Sottosopra si è finalmente richiuso, sebbene con molte vittime e sacrifici. I giovani protagonisti, però, sono ora costretti a separarsi: Undici, insieme a Will, Jonathan e Joyce si trasferisce in un altro Stato, lontana da Mike, Lucas, Dustin e gli altri ragazzi. Sono tutti pronti ad iniziare una nuova vita, tranquilla e sicura. Ma è realmente così?Stranger Things 4 è finalmente arrivata su Netflix: l’inizio della fine, la nuova, attesissima stagione dell’amata serie tv. Per il momento è disponibile solo la prima parte, composta da sette episodi. Per la seconda dovremo invece attendere il primo luglio. Ecco quindi la nostra recensione della prima parte della serie, senza spoiler!

La trama di Stranger Things 4

È un clima nuovo quello che accompagna l’inizio di Stranger Things 4. Un clima ambiguo, di attesa. Da un lato sembra che giovani protagonisti abbiano finalmente ritrovato la tranquillità: non ci sono più mostri spaventosi da combattere, possono tornare a delle normali vite da adolescenti. Undici (Millie Bobby Brown) ha una nuova famiglia che la ama, ha la possibilità finalmente di sentirsi come tutti i suoi coetanei. D’altra parte, per la prima volta i protagonisti sono separati, divisi da ore di aereo e costretti a sentirsi tramite lettere. Questo genera una certa inquietudine: siamo abituati ad un gruppo unito, inseparabile e imbattibile proprio grazie a questo forte legame.

E infatti da subito c’è qualcosa che non va: non saranno i mostri del Sottosopra, ma la difficoltà ad integrarsi, il sentirsi diversi, soli, il bullismo continuo sono altrettanto fastidiosi e distruttivi. I ragazzi sono tornati ad essere quelli di sempre: dei “nerd”, malvisti dai più cool della scuola, disadattati e maltrattati dai compagni.

Ma non è solo questo. Hawkins non può ancora stare tranquilla, la città maledetta ha ancora dei demoni da scacciare. Visioni inquietanti, ragazzi scomparsi, morti violente e terribili: forse il Sottosopra non è ancora chiuso del tutto? Forse c’è ancora una sfida da affrontare, una nuova guerra da combattere, prima della fine.

Salvare il mondo… da adolescenti

Undici al telefono in Stranger Things

L’aspetto interessante di Stranger Things è, sin dalle prime stagioni, il mescolare generi molto diversi tra loro. Sicuramente è una serie fantasy, di avventura e azione, con tratti anche horror o inquietanti. Allo stesso tempo, però, è una serie adolescenziale, che racconta questa età particolare con i suoi dubbi e problemi. Undici e gli altri ragazzi sono indubbiamente degli eroi che hanno più volte salvato il mondo, affrontando pericoli e traumi; ma sono pur sempre dei giovani adolescenti, goffi e insicuri, in un periodo di crescita e scoperta del mondo.

Questa dualità ritorna anche in Stranger Things 4: nonostante Undici, Mike e gli altri ragazzi si trovino alle prese con un mistero spaventoso e mortale, i tipici problemi da adolescenti non passano in secondo piano. Primi amori, gelosie, insicurezze, le instabilità della crescita, sono tutti elementi che ritornano anche nelle loro avventure più assurde.

Da una parte questo elemento funziona ai fini dell’intrattenimento: è quello che costituisce l’atmosfera peculiare di Stranger Things, che mantiene un costante equilibrio tra le scene spaventose e violente e quelle invece leggere e divertenti. Inoltre serve a mantenere sempre realistici e ben caratterizzati i protagonisti: nonostante le loro esperienze sono decisamente sopra le righe e lontane dalla norma, rimangono sempre personaggi concreti, con tutte le caratteristiche tipiche della loro età (tra pregi e difetti), in cui è facile immedesimarsi e riconoscersi. Non sono mai supereroi straordinari che combattono il Male con i loro poteri eccezionali, ma sono sempre adolescenti “sfigati” che salvano il mondo un po’ per caso, unendo le loro forze.

Inquietudini e nuove scoperte

Alcuni dei personaggi guardano qualcosa

La prima stagione di Stranger Things è uscita nel 2016, gli attori che interpretano i protagonisti avevano tra i 12 e i 14 anni. Oggi ne hanno più di 18, sono visibilmente cresciuti e maturati. Con loro sono cresciuti anche gli spettatori in questi sei anni. Di questo sono consapevoli anche i creatori della serie, i fratelli Duffer, che ora si rivolgono ad un pubblico più maturo.

Stranger Things 4 ha un’atmosfera molto cupa. Rispetto alle stagioni precedenti, mescola elementi visivamente spaventosi ad inquietudini tutte psicologiche, interiori. I giovani protagonisti hanno vissuto delle vicende traumatiche, hanno subito dei lutti e rischiato in prima persona la vita: tutto questo naturalmente ha lasciato un segno importante in loro, che li influenzerà sotto molti punti di vista. Inoltre, la quarta stagione si caratterizza per una buona dose di violenza: non mancano scene esplicite, che possono impressionare un pubblico particolarmente sensibile. Insomma, Stranger Things conferma di essere una serie che parla di ragazzi, ma non è per ragazzi.

Ancora una volta, però, la serie mantiene il suo marchio di fabbrica: l’effetto nostalgia. L’immersione in questi anni ’80 patinati e colorati, con i walkman, gli albori di internet e i capelli cotonati, è sempre una caratteristica fondamentale della serie. Sicuramente una strategia di marketing che Netflix sfrutta ormai da tempo e per diversi titoli, cavalcando un po’ la moda del momento. Ma, in parte, anche piegata ai fini di trama: non anticipiamo niente, ma proprio questa ambientazione, dalla musica alla Guerra Fredda, saranno protagonisti di diversi episodi.

In più la nuova stagione farà chiarezza su alcuni misteri che vanno avanti sin dalle prime stagioni, e rivelerà dettagli inaspettati. Le puntate scaveranno nel passato di Undici, raccontando di più sugli esperimenti subiti, con diverse sorprese per i fan. Insomma, i misteri di Hawkins si faranno sempre più chiari, ma non meno inquietanti.

Insomma, non vediamo l’ora che esca la seconda parte per assistere al continuo delle avventure dei protagonisti. Sarà all’altezza delle aspettative? E quali altre sorprese ci rivelerà Stranger Things?

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