Riff Raff: la recensione del film più divertente di Torino 42

Riff Raff è l’ultimo film del regista Dito Montiel. Si tratta di una commedia nera irriverente, caratterizzata da echi postmoderni nell’utilizzo della componente grottesca e dei dialoghi surreali. Il cast è un mix tanto bizzarro quanto riuscito: tra i tanti, troviamo Bill Murray, Pete Davidson, Ed Harris, Lewis Pullman e Jennifer Coolidge.
Bill Murray e Pete Davidson in una scena del film Riff Raff

Riff Raff, ultimo lavoro del cineasta Dito Montiel, è una delle piccole perle nascoste del Torino Film Festival. Nulla di speciale o innovativo, ma comunque un film abilmente congegnato, capace di mantenere un equilibrio tra commedia nera e tensione oscura. Stiamo parlando di un’opera tutto sommato semplice, le cui coordinate stilistiche si rifanno a schemi classici arricchiti da sfumature dal riflesso postmoderno. A dimostrarlo è l’incipit: un fugace prologo che anticipa il momento culminante del film, accompagnato da una voce fuori campo che ricostruisce il percorso narrativo fino a quel punto.

Dito Montiel si diverte a fare cinema, come si evince dai suoi trascorsi e, soprattutto, da quest’ultimo film, in cui il cast risulta il più ricco e, al contempo, quello con la maggiore chimica tra gli attori. Inoltre, il suo lavoro come istruttore di sceneggiatura presso l’UCLA gli ha permesso di accumulare esperienza e affinare le sue capacità, consentendogli di creare opere cinematografiche con passione e un approccio personale. Riff Raff è un’opera diretta e lineare, una di quelle che potrebbe essere utilizzata come esempio in un corso di sceneggiatura per la sua capacità di creare personaggi iconici, funzionali e ben caratterizzati. Senza fare paragoni con i grandi maestri come i Fratelli Coen, Quentin Tarantino o il più recente Martin McDonagh, il film riesce comunque a raggiungere un livello di efficacia lascia divertiti e sorpresi.

Di cosa parla Riff Raff

Vincent (Ed Harris) è un ex criminale che ha lasciato il suo passato violento per costruirsi una nuova vita accanto alla sua seconda moglie. Tuttavia, a pochi giorni dalla vigilia di Capodanno e con l’imminente partenza per il college del figlio DJ (Miles J. Harvey), la pace familiare viene sconvolta dall’arrivo improvviso dell’ex moglie Ruth (Jennifer Coolidge), del primogenito Rocco (Lewis Pullman) e della fidanzata Marina (Emanuela Postacchini) incinta. Questi portano con sé una notizia allarmante: due vecchi nemici di Vincent stanno arrivando per un regolamento di conti.

Una commedia nera dal sapore pulp

Jennifer Coolidge in una scena del film Riff Raff

“Riff Raff” è un termine informale inglese usato per descrivere persone di bassa estrazione sociale o considerate volgari e prive di valore. In senso figurato, spesso in chiave dispregiativa, può indicare qualcosa di irrilevante o di scarso valore. Con questo titolo, Dito Montiel richiama implicitamente un’eredità cinematografica influenzata da Quentin Tarantino e il suo rivoluzionario Pulp Fiction. sintomi dell’influenza postmoderna emergono chiaramente in diversi momenti del film: dalla caratterizzazione dei personaggi, in particolare quelli interpretati da Bill Murray e Pete Davidson, alla rappresentazione grottesca di scene di violenza ed esecuzioni. Il tono del film oscilla costantemente tra ironia demenziale, humour nero e momenti di serietà. Questo equilibrio è delicato e rischioso da gestire, poiché una delle componenti potrebbe facilmente sovrastare le altre, compromettendo l’armonia complessiva dell’opera.

Nel corso dell’opera di Montiel, questa sensazione si accentua in modo particolare nel finale, l’unica parte che risulta davvero problematica. Il climax narrativo manca di incisività e lascia spazio a una chiusura brusca e anticlimatica, che spezza l’equilibrio costruito fino a quel punto. Malgrado ciò, Riff Raff offre molte scene esilaranti, tra cui spicca quella dell’omicidio dei vicini di casa, un’esecuzione “obbligatoria” secondo il personaggio di Bill Murray. Questa scena richiama per atmosfera e dinamica l’omicidio di Bridget Fonda per mano di Robert De Niro nel parcheggio in Jackie Brown, offrendo un evidente omaggio al cinema di Tarantino e al suo approccio ironico e grottesco alla violenza.

La forza del cast e il bilanciamento dei personaggi

Ciò che rende davvero speciale Riff Raff è la coralità dei personaggi e la loro chimica in scena. Ed Harris, che appare anche in un altro film fuori concorso al Torino Film Festival, è il vero centro di gravità del film, bilanciato dalla bizzarria naturale di Bill Murray. Allo stesso modo, il personaggio eccentrico di Jennifer Coolidge, la famosa “mamma di Stifler”, è bilanciato dalla sobria presenza di Sandy, la seconda moglie di Vincent. Questo equilibrio tra generi e personaggi regge in maniera piuttosto convincente per tutti i 103 minuti del film.

Forse questo ottovolante impazzito di generi, a lungo andare, potrebbe risultare indigesto e forzatamente assortito per alcuni. Malgrado ciò, Riff Raff è un film che non intende prendersi sul serio, proprio come il suo regista. È uno di quei film che dimostra come il cinema possa essere anche divertimento e semplicità… proprio come gli ziti al sugo di Ruth.

Facebook
Twitter