Maze Runner – La rivelazione: la cura alla morte

In uscita prossimamente al cinema l’ultimo capitolo della saga Maze Runner. Il secondo film aveva lasciato dei dubbi in sospeso che vengono spiegati in questo film.

maze runner

Il labirinto non vuole abbandonare le strade dei protagonisti. Sia che circondato dai muri, sia in un enorme spazio aperto correndo sulla superficie di un treno, Thomas, seguito dai fedeli compagni, non trova pace nel mondo e viene continuamente inseguito da quello che sembra una vera e propria combutta contro di lui.

La Trama

In Maze Runner – il labirinto e la fuga si era già potuto notare come nel cosmo della storia fosse accettabile il tradimento di alcuni dei compagni per il conseguimento di altri fini. Nel caso di Teresa, il suo amore per l’umanità va oltre all’amore che prova per Thomas (Dylan O’Brien) e decide di tradire lui e tutti gli altri consegnandoli alla W.C.K.D. In questo terzo capitolo della saga basata sul romanzo di James Dashner vediamo un Thomas ormai pienamente consapevole del mondo che lo circonda, seguito da i compagni Radurai che uniti alle forze ribelli del “Braccio Destro” cercano di salvare il compagno Minho, rapito durante lo sconto con le truppe del W.C.K.D.

Maze Runner – La rivelazione, si apre con una sequenza interessante che introduce i personaggi in maniera dinamica, cercando di indirizzare il mood del film. Alcuni Radurai, accompagnati dai ribelli e capitanati da Thomas si trovano all’inseguimento di un treno nel mezzo di un deserto. L’obiettivo è di prelevare la carrozza in cui è tenuto prigioniero Minho. Sul treno sono presenti degli agenti della W.C.K.D che, nonostante le armi all’avanguardia e l’addestramento ricevuto, vengono miseramente uccisi dai protagonisti. Purtroppo la carrozza prelevata si rivela quella sbagliata, motivo per cui Thomas non ferma le sue ricerche. Per paura di perdere un altro dei suoi amici, decide di usare la tranquillità notturna per andare alla ricerca del compagno. Ovviamente un selezionato gruppetto di amici lo coglie di sorpresa e lo convince a intraprendere questo pericoloso viaggio insieme.

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Sviluppo Narrativo

Come spesso accade in questo particolare genere cine-letterario, dopo lo stupore iniziale dovuto a una situazione lievemente diversa dai già triti “Hunger Games” e “Twilight”, la trama del nuovo Maze Runner si affossa e naviga in un mare di cliché e superficialità narrativa. I personaggi sono rimpinzati di dialoghi ridondanti che non contribuiscono al procedere della narrazione e l’intreccio della storia segue il classico schema drammaturgico usato al solo scopo di permettere ai personaggi di mostrare quanto buonismo c’è in loro. La morte viene trattata con freddezza e semplicità in tutto il film, ma farcita di pathos e dettagliata per un paio di personaggi chiave, volta a giustificare il dolore immenso che il protagonista deve sopportare. Un protagonista dalla personalità bidimensionale che non si rende conto di essere il centro pulsante di tutto il mondo. E se gli inseguimenti, le task force e i piani per catturare Thomas non bastassero per metterlo al centro dell’attenzione, il concetto che lui è il prescelto e il preferito viene ulteriormente sottolineato dalla scoperta che la cura a tutti i mali del mondo risiede proprio lui.

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 Regia e Fotografia

Maze Runner inizia con una sequenza esterna in movimento di inseguimento molto interessante e curata. Lunghi carrelli, campi ampi e riprese aeree rompono immediatamente il ghiaccio portando l’attenzione sull’azione dei personaggi. I colori aridi sottolineano l’ambientazione distopica e post-apocalittica dell’universo in cui la storia è immersa. Un inizio ben pensato e divertente da seguire che però, purtroppo, è interrotto dalla scarsa credibilità della trama. Subito dopo infatti i movimenti di macchina, la fotografia e la colonna musicale diventano scolastici e deprivati di uno stile autonomo. Tutta la pellicola viene lasciata nelle mani della sceneggiatura che però non riesce a trascinarsi dietro la vicenda in maniera indipendente. La macchina si muove in funzione delle scene considerate più “vendibili” e procede con cambi stilistici confusionari.

CONCLUSIONI

Per gli appassionati del filone letterario, il film può risultare godibile, forse per via dell’immaginazione indipendente creatasi durante la lettura del libro. Per tutti coloro che invece hanno seguito solo le trasposizioni cinematografiche la saga di Maze Runner è destinata al decadimento a meno che non si riesca a dare un giro di vite, cambiare prospettiva e mostrare una storia più complessa sia da punto di vista narrativo, sia da un punto di vista più tecnico.

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