Malcolm & Marie: l’amore spietato e in bianco e nero di Sam Levinson

Siamo a Marzo 2020. L’intero mondo è fermo, in quarantena. Il mondo del cinema ancora di più. Le riprese della seconda stagione di Euphoria sono ferme, come tutte le produzioni. Ma il regista Sam Levinson ha altro in mente: nasce così il suo nuovo progetto, un nuovo film da girare nonostante le restrizioni. Nasce così Malcolm & Marie, la prima pellicola girata interamente durante la pandemia.

In una situazione difficile anche e soprattutto per l’industria dello spettacolo, Sam Levinson riesce a regalarci un piccolo gioiello, semplice ma efficace. L’appassionata e violenta relazione tra il regista Malcom e la sua ragazza Marie diventa non solo una storia ben costruita e raffinata, ma anche un messaggio: il cinema si adatta, si modella, ma non si ferma. Nonostante la situazione di crisi e difficoltà c’è ancora la possibilità di realizzare qualcosa di bello.

La trama di Malcolm & Marie

Malcom abbraccia Marie

Malcolm (John David Washington) è un promettente regista, di ritorno dall’uscita del suo primo film insieme alla ragazza Marie (Zendaya). Nonostante la prima sia stata un successo e Malcolm sia entusiasta del proprio lavoro e dei commenti ricevuti, Marie non sembra di buon umore: è infatti offesa dal fatto che il fidanzato non l’abbia ringraziata nel suo discorso, nonostante il film sia ispirato alla sua vita.

I due iniziano così una discussione che si fa sempre più enfatica e personale. Toccheranno diversi temi, si attaccheranno su più fronti, si feriranno e rinfacceranno aspetti del loro passato. Da un dettaglio apparentemente secondario, scopriremo man mano che la dimenticanza di Malcom ha radici più profonde, e il loro litigio si baserà sempre più sull’essenza stessa della loro relazione.

Malcolm & Marie è un film basato principalmente sul dialogo. Due soli personaggi, l’ambiente limitato di una casa isolata e un bianco e nero levigato e raffinato: questi pochi e semplici elementi fanno da contorno ad una sceneggiatura fitta, intensa e ben scritta. I litigi della coppia diventano quasi una coreografia concitata, un duello senza pietà. Zendaya e Washington risultano magnetici e capaci di riempire tutto il tempo della pellicola, senza tempi morti, in una storia in cui, a tratti, non si distingue il confine tra amore e crudeltà.

Un’architettura ben studiata

Malcom e Marie seduti in terrazzoPer far sì che un film con una trama così semplice non risulti monotono, bisogna saper trovare un giusto equilibrio. La scrittura di Sam Levinson ci riesce, con un’attenzione particolare all’architettura di Malcolm & Marie. Possiamo infatti quasi suddividere il film in tre parti, di durata circa equivalente, corrispondenti a tre diverse riprese del litigio. Ad intervallare queste parti ci sono dei momenti di respiro, in cui i toni si fanno distesi e tranquilli.

Nelle tre parti principali, Malcolm e Marie sono distanti: lo sono mentalmente ed emotivamente, quindi non si comprendono, si attaccano e si feriscono. Ma questo si rispecchia anche fisicamente. Sin dall’inizio li vediamo quasi opposti: Malcolm che balla, canta e parla entusiasta della prima da un lato; dall’altro Marie silenziosa, quasi immobile, che compie azioni concrete come andare in bagno o preparare la pasta, mentre cerca di riportare il partner con i piedi per terra. Durante tutta la durata delle liti li vediamo distaccati tra di loro: sono seduti ai capi opposti della sala, con le gambe incrociate quasi a formare una barriera, oppure si urlano contro a vicenda da stanze diverse, oppure Marie si fa il bagno e Malcolm è seduto sul bordo della vasca. Nei momenti di distensione, invece, si avvicinano: ricominciano a comprendersi, ad essere complici. Allo stesso tempo riprendono a toccarsi, a giocare tra loro. E allora li vediamo abbracciati, con le gambe che si intrecciano, o mentre si lasciano prendere dalla passione.

Ma sono sempre attimi di respiro destinati a non durare, e ogni litigio diventa sempre peggiore del precedente. Il primo sembra quasi superficiale: Marie rimprovera a Malcolm di aver dimenticato di ringraziarla, sottolinea l’influenza che ha avuto sulla creatività di Malcolm. La discussione verte soprattutto sul film e sulla cerimonia dell’uscita: un po’ di gelosia, qualche rancore.

Ma poi la lite si fa sempre più violenta. I due conoscono i punti deboli l’uno dell’altra e li sfruttano senza pietà. La discussione si fa sempre più personale, mentre cercano di distruggersi a vicenda, ognuno sminuendo l’altro. Tra una digressione sulla critica cinematografica e sulle opere realizzate da autori di colore e la loro percezione e un momento di apparente quiete, la situazione precipita sempre di più fino a rivelare, finalmente, la vera radice del problema. Mano a mano film e relazione si sovrappongono, rivelando la conflittualità e l’ambiguità dell’intera relazione.

Bianco e nero e giochi di specchi

Malcom e Marie sul finale del filmAnche l’estetica in Malcolm & Marie è sempre molto curata, forse quasi a limite dell’artificioso. Levinson gioca molto sulle inquadrature simmetriche, su immagini ampie e, spesso, su giochi di riflessi. Vediamo diverse volte i due protagonisti guardarsi attraverso i riflessi degli specchi, quasi a volersi scorgere solo indirettamente, a sottolineare ancora di più la loro distanza. Particolarmente interessante è in questo senso la sequenza finale, in cui proprio un gioco di specchi ci permette di vedere Malcolm e Marie alternarsi tra bagno e camera, guardarsi ma a distanza, in una separazione che sembra veramente netta, accompagnata dal silenzio della loro incomunicabilità.

In tutto il film la scelta del bianco e nero è efficace: da un lato rende tutta la scenografia più semplice e minimale, permettendo allo spettatore di concentrarsi sui dialoghi e i movimenti. Dall’altro rende tutto più elegante e, in qualche modo, più onesto; la luce rimane la stessa, sembra quasi che le ore non passino. Le emozioni non sono trasmesse da una palette di colori, ma solo dall’intensità della recitazione, unica e vera protagonista.

Conclusioni

Malcolm & Marie riesce ad essere un film allo stesso tempo semplice e molto efficace. Impossibile non rimanere stregati dal fascino di Zendaya o dal carisma di John David Washington. La sua scrittura densa riesce a mantenere l’attenzione dello spettatore sempre alta, coinvolto nella discussione e scisso tra le due parti. La bellezza estetica delle scene crea quasi un contrasto rispetto alla violenza che le parole dei protagonisti assumono nel corso della pellicola. Inoltre, Levinson riesce ad inserire diverse tematiche importanti e delicate, senza che prendano il sopravvento sulla trama, ma senza superficialità. Forse potrebbe risultare fin troppo costruito su alcuni aspetti, nel mantenere sempre una certa eleganza anche nei momenti più forti. Tuttavia, Malcolm & Marie si dimostra un gioiellino ben confezionato, che vi consigliamo assolutamente di guardare!

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