LOL – Chi ride è fuori è tornato. Dopo il grandissimo successo della prima stagione, il format di Amazon Prime Video riprende con una seconda stagione ed un nuovo cast. Le aspettative sono naturalmente molto alte, eppure anche LOL 2 sembra funzionare lo stesso. Ma qual è il segreto del suo successo?
LOL 2 riprende le stesse, semplici regole della prima stagione. Dieci comici, con stili ed esperienze diverse, vengono chiusi in una stanza per sei ore. Ognuno di essi può utilizzare come meglio crede il proprio umorismo e qualsiasi tipo di strumento scenico o sketch, oppure prendere parte ad alcune sfide proposte dai presentatori. L’unica regola è evitare categoricamente di ridere: pena l’ammonizione e poi l’espulsione dal gioco.
Un gioco quindi molto semplice, che si regge esclusivamente sulle iniziative dei concorrenti. Eppure la prima stagione è diventata il fenomeno del momento, conquistando il mondo di internet e creando tormentoni di lunga durata. Le prime quattro puntate di LOL 2 sono da oggi disponibili su Amazon Prime Video, quindi è ancora presto per stabilire se il riscontro sarà lo stesso. Però possiamo chiederci come mai questo format riesca ad ottenere un tale successo: perché LOL funziona così bene?
L’umorismo del paradossale
Sono diversi gli elementi intrinsechi nel meccanismo di Lol che portano al suo successo. L’aspetto più interessante è che il vero divertimento non deriva (solamente) dagli espedienti comici messi in pratica dai concorrenti, quanto dalla situazione in sé. LOL non è il primo programma che mette insieme una serie di artisti della risata: basti pensare a tutto il filone di programmi comici come Zelig o Colorado, o un qualsiasi evento comico open mic. In questi casi la reazione del pubblico dipende interamente dal talento del comico in scena: il pubblico reagirà positivamente a battute ben scritte e ben espresse e viceversa.
La risata è uno dei meccanismi di socializzazione che impariamo sin dai primi anni di vita: ci serve per comunicare la nostra approvazione e il nostro benessere in modo universale e inequivocabile. Nella vita quotidiana è uno strumento incredibilmente versatile e fondamentale all’interno di qualsiasi interazione umana. Insomma, la risata è un elemento così basilare della nostra espressione e comunicazione che neanche ci facciamo caso.
In LOL, però, il meccanismo è molto diverso. In questo caso la comicità scaturisce dalla situazione del tutto paradossale e straniante in cui i concorrenti si ritrovano. Pirandello sosteneva che la risata scaturisca dall’avvertimento del contrario: nel momento in cui ci troviamo di fronte ad una situazione assurda, che ribalta le nostre aspettative, la nostra reazione più istintiva è quella di ridere. Ora, immaginiamo di impedire ad un gruppo di persone di utilizzare uno dei meccanismi di comunicazione più frequenti e naturali che abbiano, di fatto costringendoli a rivedere il codice su cui da sempre basano le proprie interazioni. Immaginiamo che queste persone siano comici, e che trascorrano le sei ore del programma proponendo sketch e battute alle quali nessuno ride.
Il risultato? Ogni nostra aspettative è ribaltata, la situazione è assolutamente assurda e paradossale fino all’esasperazione: dunque estremamente divertente per chiunque la guardi da fuori.
A tutto questo si aggiunge la posizione privilegiata dello spettatore, sapientemente gestita dal format. Chi guarda LOL (o in questo caso LOL 2) da fuori si trova nella posizione perfetta. Può immedesimarsi nei concorrenti, in quanto subisce tutte le battute che i 10 comici si scambiano nel tentativo di eliminare gli avversari. Allo stesso tempo, però, è libero dalle regole e può ridere in tutta sicurezza. Questa posizione voyeuristica, che può apparire quasi sadica, è legittimata dalla presenza dei conduttori. Dalla sala di controllo Fedez e Frank Matano (che ha preso il posto di Mara Maionchi in questa stagione) sono a loro volta osservatori esterni del programma. Le loro risate libere accompagnano lo spettatore, facendolo sentire ancora più coinvolto e partecipe.
Infine, fondamentale è la replicabilità del format. Proprio perché le regole sono molto semplici, chiunque può sperimentare una serata con gli amici in stile LOL. Come abbiamo visto, non è necessario avere dei comici di professione a disposizione: bastano un po’ di chimica tra i partecipanti e l’assurdità della situazione di partenza per ricreare il gioco in modo efficace.
Il cast di LOL 2
Una situazione come quella di LOL è molto difficile da gestire per dei comici. Di fronte ad un pubblico che non può ridere, ma deve reagire con altre battute, è costretto a ricalibrare la propria tecnica. Non tutti ci riescono, lo abbiamo visto chiaramente con la prima edizione: alcuni dei concorrenti non sono riusciti ad integrarsi e ad interagire al meglio con gli altri, nonostante il proprio talento al di fuori del programma.
Probabilmente la scelta del cast di LOL 2 si è basata anche sugli “errori” della prima stagione. Comici abituati ad avere tempi lunghi per i propri spettacoli non si adattano bene al format. Per questo meglio limitare gli stand-up comedian, puntando invece su chi è abituato ai tempi televisivi, agli sketch brevi e ai personaggi d’impatto.
Naturalmente anche in questo caso alcuni concorrenti spiccano sugli altri, rubando la scena con il proprio carisma. I personaggi di Corrado Guzzanti risultano infallibili, il Mago Forest brilla di inventiva, le imitazioni di Virginia Raffaele sono sempre molto efficaci e la follia di Maccio Capatonda sorprende ogni volta. D’altra parte rispetto alla prima stagione sembra migliore l’interazione tra i vari concorrenti: tutti si trovano a collaborare, a punzecchiarsi e ad aiutarsi in nome dell’efficacia di ogni scena. Si tende quasi a dimenticare, a volte, che si tratta di una gara.
Naturalmente non manca l’effetto nostalgia. Gli autori sanno bene che il pubblico di LOL 2 sarà composto soprattutto dai fedeli della prima stagione. Per questo hanno deciso di riproporre due dei protagonisti del tormentone della scorsa edizione: da una parte Lillo, sfruttato come mina vagante per creare ulteriori ostacoli ai concorrenti; dall’altra Frank Matano, ora nel ruolo di conduttore con la sua fragorosa risata. Non è da escludere, tra l’altro, che anche Matano possa tornare in campo nelle prossime puntate per cercare di strappare un sorriso ai partecipanti.
Cosa ci aspettiamo da LOL 2?
Non ci resta quindi che aspettare la seconda parte di LOL 2, in arrivo giovedì 3 marzo. Sicuramente il confronto con la prima edizione crea delle aspettative molto alte, mentre la seconda edizione non può godere dell’effetto sorpresa. D’altra parte, come abbiamo detto, il format funziona bene e i concorrenti sembrano già agguerriti.
Non sappiamo se la risonanza mediatica sarà la stessa della prima stagione. Lo scorso anno una serie di battute facilmente replicabili sui social aveva scatenato un’ondata di meme che è durata a lungo dopo la finale: probabilmente chiunque ha usato “So’ Lillo” per presentarsi almeno una volta. Non è scontato che lo stesso accada anche questa volta: il mondo di internet ha le sue regole variabili e difficili da prevedere. Sta tutto nelle prossime puntate, che saranno sicuramente piene di sorprese e di svolte inaspettate. L’importante è sempre cercare di non ridere!
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