Il cacciatore torna al cinema restaurato in 4K: ecco quando

Michael Cimino nel 1978 ha segnato per sempre la storia della settima arte con un capolavoro come Il Cacciatore. Uno spaccato sulla storia americana. Sui suoi uomini partiti e tornati. Sull'amicizia, sull'amore ma anche sul cinema della New Hollywood, una delle ere più importanti e ricche del cinema.
Robert De Niro in una scena del film Il cacciatore

Parlare di un film di portata mondiale come Il Cacciatore significa fare una riflessione su più fronti. Significa, innanzitutto vuol dire aprire una parentesi sulla cosiddetta New Hollywood, un’era cinematografica che a partire dagli anni Sessanta ci ha regalato Il laureato (1967), Tutti gli uomini del presidente (1976), Easy Rider (1969), Taxi Driver (1976) e Cabaret (1972). Nel caso specifico del film di Michael Cimino significa poi parlare del contesto devastato e devastante degli effetti della Guerra del Vietnam. Significa infine riflettere sugli aspetti più nascosti ed intimi di una cultura così sfaccettata eppure riconoscibile come quella americana.

Uscito nelle sale nel 1978, si è aggiudicato ad 9 nomination ai premi Oscar dell’anno successivo, vincendone 5 tra cui quello per il Miglior film e Miglior regia. Una decina di anni dopo è stato inserito nel National Film Registry per la conservazione nella Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, perché considerato “culturalmente, storicamente o esteticamente significativo“.

La storia dei tre amici di origine ucraina Mike, Nik e Steven, che da operai in un’acciaieria della Pennsylvania diventano soldati e partono per il Vietnam dopo i festeggiamenti del matrimonio di uno di loro, è il ritratto della consapevolezza di un regista come Cimino che è riuscito in maniera artisticamente intensa a far fruttare il ruolo politico ed artistico che il cinema possiede.

Il risultato è un introspettivo racconto sui comportamenti del fronte interno, ovvero dal punto di vista di chi è rimasto nella propria casa negli Stati Uniti. Il messaggio è quello che è impossibile comunicare l’esperienza bellica se non l’hai vissuta. L’atroce esperienza diventa così indicibile ed incomunicabile.

Questo ancora considerabile (e per sempre lo sarà) capolavoro della storia del cinema è si un film sulla guerra, sugli effetti psicologici e fisici su un soldato, ma è anche un film sull’amicizia. Tra situazioni felici, attriti e tragedie i tre compari Robert De Niro (reduce dal successo del suo William Hale diretto da Scorsese in Killers of the Flower Moon) Christopher Walken e John Savage sono credibilissimi.

A sostenere la portata di questi nomi e dei tecnicismi registici ci sono poi altri parti di un cast eccezionale come John Cazale, che proprio durante le riprese apprende di essere vicino alla morte ma non interrompe il lavoro, e Meryl Streep nei panni di Linda, uno dei migliori ruoli della sua carriera. Tutti attori che entrano perfettamente nei tessuti di una sceneggiatura essenziale ma potentissima. Tutti motivi per non tralasciare un film come questo. Sincero, generoso nel racconto, amaro nel sapore, riuscitissimo.

Nei prossimi giorni Il Cacciatore compie i suoi 45 anni e per festeggiare StudioCanal e Park Circus ne hanno realizzato un restauro in 4K disponibile in sala grazie alla distribuzione di Lucky Red nei giorni 22-23-24 gennaio 2024. Tre atti di riflessione sul dolore causato dalle guerre, su chi resta e chi parte, su chi non torna, su come si fa del grande cinema. Non perdetevelo insieme ad altre attesissime uscite del mese!

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