Cinemadays 9-12 Aprile: la guida di Ciakclub su cosa vedere

Come vi dicevamo in un precedente articolo, che vi lasciamo qua per tutte le info, tornano i Cinemadays, giornate in cui i biglietti del cinema costeranno solo 3 Euro (5 per gli spettacoli in 3D). L’iniziativa partirà domani, 9 Aprile, e durerà fino a Giovedì 12, per conoscere quali sale aderiranno all’iniziativa ecco il sito ufficiale dell’evento dove potete facilmente scoprirlo. Quattro giorni molto utili per recuperare uscite perse e per farsi una vera e propria abbuffata di cinema. Ma cosa vedere quindi durante? Alla domanda rispondiamo noi con questa semplice guida. Ecco quindi i nostri consigli su cosa vedere ai Cinemadays.

Ready Player One

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“…il consiglio è di andarlo a vedere perchè la sensazione è che Ready Player One sia uno dei pochi casi di Instant Classic, uno di quei film che verranno visti e rivisti nelle decadi divenendo un’opera cardine di una generazione intera. Quello che fa più sorridere è che a realizzare un prodotto del genere sia stato un uomo di 71 anni, a dimostrazione che il cinema è, prima di tutto, di chi lo ama.”

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Nella Tana dei Lupi

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“…Ed è proprio in questi confronti continui delle reciproche forze, sia quelli a suon di spari sia quelli non fisici, che il film ottiene un maggior respiro. E si rivela godibile, specie per chi ama le storie in cui inseguimenti, coperture che rischiano di saltare, e soprattutto duelli a fuoco, sono all’ordine del giorno. Lodevole la regia di Gudegast, alla sua opera prima, che riesce a tenere sempre alto il livello del ritmo e del dinamismo. E che, nascendo come sceneggiatore, impreziosisce il genere con qualche trovata da manuale. Anche se, certo, diventa tutto più semplice, quando a recitare i tuoi dialoghi hai a disposizione un Gerard Butler in forma smagliante, nei panni di un poliziotto sui generis.”

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Tonya

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“…Il tiranno, in questa commedia di situazioni e personaggi grotteschi, non è la madre arcigna, non è l’incauto e violento Jeff e non è neppure l’amico Shawn. Il vero bersaglio critico di I, Tonya è il sistema mediatico che esalta e distrugge, che avidamente cerca e si nutre di scandali, umiltà, segreti, sconfitte e poi, quando è sazio rigetta tutto e tutti come spazzatura poiché, tutto ciò che va bene per intrattenere gli americani, non va bene per rappresentarli. E la tragedia, al fin della commedia è che non importa quanta speranza, fede e impegno tu possa investire, con quanta foga provi a cambiare ciò che sei o sei stata, con quanta determinazione rinneghi le tua famiglia, le tue origini… nessuno, proprio nessuno potrà mai davvero riscattarsi dal proprio passato.”

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I segreti di Wind River

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“…Wind River si mostra come un’opera completa e di assoluto livello. Una grande elegia autoriale sul dolore e sulla difficoltà di vivere in certe parti del mondo. Un affresco sulla pena e sull’impossibilità di reprimerla, sull’esigenza di accettarla e farla nostra. Taylor Sheridan con Wind River ci parla di vita e di famiglie distrutte, di un mondo differente da quello in cui viviamo ma che, in realtà, è proprio qua ad un battito di ciglia da noi. La grande vena autoriale viene abilmente nascosta sotto i panni di un film di genere abilmente scritto e diretto. La scelta di mostrarci il flashback subito prima della parte finale è una mossa brillante, così come è indiscutibile l’abilità con cui vengono gestite le sequenze di tensione e quelle di azione tipicamente western. Non ci sarà però catarsi, musiche liberatorie, sprazzi di eroismo. Non è il Western degli eroi senza macchia, è il Western delle difficoltà, di chi sopravvive ma che preferirebbe morire. Un film sui luoghi e su quanto essi influiscano sulle nostre vite. Perchè come dice Cory a Jane, la fortuna esiste in città dove puoi vincere o puoi perdere ma a Wind River le possibilità sono differenti. Sopravvivi o ti arrendi, perchè i lupi non uccidono gli sfortunati, ma i più deboli.”

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A Quiet Place – Un posto Tranquillo

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“… Krasinski e il duo di sceneggiatori, Bryan Woods e Scott Beck, riescono in maniera quasi minimalista a definire un modo originale di fare cinema horror. Basato su pochissimi dialoghi, con una narrazione alquanto ordinaria e senza ostentare troppo sadismo, trattengono lo spettatore ugualmente in tensione verso le sorti della famiglia protagonista. Non possiamo definirlo un horror di completa rottura, come lo fu The Blair Witch Projectal tempo, che sperimentando una manovra già usata da Ruggero Deodato venti anni prima, allargò il range di scelte possibili nell’assetto formale di un film del genere. Però, non si può togliere il merito, di aver comunque cercato di dare un tocco singolare a un cinema horror, che oramai il più delle volte segue la linea del sensazionalismo spicciolo. Con A Quiet Place, non saremo disturbati dalla visione di terrificanti demoni, né da orripilanti omicidi, basterà lo scricchiolio del pavimento o la rottura di una lampada, per rompere la sovrastante silenziosa quiete che aleggia nella casa della famiglia Abbott e in sala.”

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Hostiles

Hostiles

“… Nonostante sia un Western ambientato nel lontano 1892, Hostiles si presenta come un’analisi dell’America odierna e delle sue contraddizioni. La pellicola infatti, più che porre la sua attenzione sul puro accadimento filmico, tende a soffermarsi sulle reazioni che determinate azioni causano nell’animo dei personaggi. Uno studio sui tipi umani che Cooper aveva già iniziato nel suo primo lungometraggio, Crazy Heart. La violenza allora diventa, nelle mani del regista, un malleabile strumento di analisi e di coesione: il pericolo esterno costringe il gruppo ad unirsi e a superare le divergenze interne che passano così in secondo piano, mentre la convivenza e il dialogo si rivelano luoghi di comprensione della sofferenza altrui.”

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Pacific Rim 2 – La Rivolta

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“…La regia, come detto, gestisce bene le scene degli scontri e quelle d’azione in generale. Nel resto delle situazioni il montaggio è frenetico, il ritmo veloce e c’è spazio per alcune sporadiche scene discorsive, dunque il film scorre veloce ed intrattiene a dovere. Il tono non è mai troppo serio, anzi, uno dei momenti più attesi, cioè quello del discorso di Jake, ricade in un’autoironia coraggiosa a sottolineare di nuovo la differenza netta fra i protagonisti delle due pellicole. Pacific Rim – La Rivolta forse paga un pò il debito con il suo predecessore, così come DeKnight non riesce (e come potrebbe?) ad eguagliare la bravura di del Toro, eppure questo secondo capitolo regge bene fino alla fine, e getta delle buoni basi per quello che sarà il capitolo finale della trilogia, sperando che a chiuderla sia colui che l’aveva iniziata cinque anni fa.”

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Questi i nostri consigli per i Cinemadays. Come potrete notare abbiamo inserito diversi generi di film per cercare di incontrare le preferenze di tutti. Sperando di esservi stati utili vi auguriamo dei buoni Cinemadays dandovi appuntamento sempre qua su Ciakclub.

 

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