Animali Fantastici – I segreti di Silente, la recensione: una saga arenata

ANIMALI FANTASTICI 3 – RECENSIONE NO SPOILER

Animali Fantastici – I segreti di Silente è finalmente arrivato, e con non poca fatica. A ben sei anni di distanza dal primo capitolo, prequel dedicato al vasto e appassionante mondo di Harry Potter, la storica Warner Bros. è tornata per concludere i molti lati in sospeso sul passato dei (nuovi e non) protagonisti. Fuori Johnny Depp, dopo le accuse che ancora oggi lo tengono ancorato al processo contro la ex moglie Amber Heard, è infatti salito sul palco della Rowling Mads Mikkelsen, un rinnovato, granitico ma decisamente interessante Gellert Grindelwald. Ma a quanto pare, oltre ad effetti speciali incredibili e sempre validi, ottime interpretazioni da parte dei due indubbi protagonisti di questa pellicola, Jude Law e Mads Mikkelsen, il recente capitolo scaturito dalla penna “rowliniana” sembra essersi davvero arenato in un ricordo nostalgico del mondo di Hogwarts.

“I tempi pericolosi sono degli uomini pericolosi”

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Una tazza di thè, un lussuoso cafè londinese e due uomini che conversano: si apre così il nuovo capitolo di Animali Fantastici, un incipit che sin da subito mette in chiaro quali saranno i personaggi focus di questa nuova avventura rowlinina. Niente meno, però, che una fulminea retrospettiva per raccontare il passato sentimentale tra il giovane Albus Silente e il freddo Gellert Grindelwald, due personaggi cardine uniti da un patto di sangue che non ne permette lo scontro diretto.

Ed è proprio qui che entra in scena il magizoologo Newt Scamander, sempre in compagnia del piccolo Snaso e dell’aiutante Bowtruckle (asticello). Silente ormai cosciente degli imminenti, terribili piani che il proprio avversario nutre nei confronti della comunità magica e non, richiama all’ordine il suo ex allievo per affidargli una missione vitale: sconfiggere Grindelwald. Ben presto, sullo sfondo delle elezioni politiche per assumere il potere sul mondo magico, entrambi si troveranno (nuovamente) a combattere l’uno contro l’altro, sempre in compagnia degli stessi personaggi (o quasi) che ci hanno accompagnato nei scorsi capitoli: Ezra Miller (Credence Barebone), Dan Fogler (Jacob Kowalski), Jessica Reene Williams (Eulalie Hicks) William Nadylam (Yusuf Kama), Alison Sudol e Richard Coyle (Abelforth).

Una trama che riprende i fili del discorso lasciati aperti nei capitoli precedenti ma che, in quest’ultimo, vanno a braccetto una regia dispersiva, quella di David Yates, ora più che mai indirizzata verso una componente dark, che oltretutto stenta a trovare un proprio punto di originalità. Un’aria di confusione che coinvolge anche lo stesso assetto dei personaggi con l’assenza all’appello di un nome con cui avevamo avuto modo di legare nel 2018, con I Crimini di Grindelwald: Nagini, completamente dissolta nelle pagine del film.

Animali Fantastici 3: risvolti positivi e negativi

Jude-LawCon quest’ultima proposta, sembra chiaro che la saga legata al Wizarding World non necessiti di ulteriori trasposizioni cinematografiche, a meno che non si intervenga con qualche aggiustamento. Sebbene, ai tempi, la Warner Bros. ne avesse annunciate addirittura cinque, la staticità registica di Yates e alcuni buchi a livello di trama/ storyline mostrati all’interno di questo capitolo, fanno pensare che sia davvero arrivato il momento di ripensare ad alcuni aspetti del prodotto.

Come abbiamo avuto modo di dire precedente, tuttavia, I Segreti di Silente è stato un capitolo necessario per concludere determinati interrogativi aperti nei precedenti step verso Hogwarts. Durante il corso del film c’è sicuramente occasione per i fan di ottenere qualche risposta sulle vere identità di alcuni personaggi (Credence, ad esempio), o di scavare più a fondo su qualche questione legata alla famiglia di Silente. Ma non è difficile vedere come, sempre rimanendo su questo piano, il main character di Eddie Redmayne abbia perso un po’ della sua centralità, sovrastato dall’amatissimo personaggio di Jude Law.

E arriviamo ora agli effetti visivi, imprescindibili quando si vuole sondare il magico terreno di Harry Potter. Christian Manz con il suo team, ancora una volta, non ha perso occasione di regalarci un spettacolo visivo eccellente, incredibile in ogni suo aspetto. Dalle infinite sorprese che la valigetta/portale di Scamander fino ai sorprendenti scontri tra i vari personaggi, non possiamo che elogiare questo piano della produzione, decisamente votato a esaltare la componente dell’azione, intrinseca nel film. E il trailer ce ne aveva già dato un ampio assaggio.

Da I Crimini di Grindelwald ai Segreti di Silente: un passo in più

Tra i meriti de I segreti di Silente c’è sicuramente quello di aver saputo rendere il racconto più compatto, almeno rispetto al secondo caotico capitolo della saga. È importante tuttavia ricordare anche un grande ritorno al reparto della sceneggiatura, che sicuramente farà felici molti fan. Dopo un assenza durata ben due capitoli, la storica mano di Steve Kloves, che avevamo avuto modo di conoscere sin dal 2001 con Harry Potter e la Pietra Filosofale, è tornata a sostenere il suo ruolo. Una presenza che non passa certo inosservata.

Sorprende tuttavia che, forse anche per la sua presenza, ci siano alcuni equivoci sul lato dalla timeline temporale, errori che spaziano dalla continuità del personaggio di Minerva fino alla lotta tra i due emblemi del bene e il male, Silente e Grindelwald. Ma quello che forse più sorprende durante la visione è la presenza di un lato umoristico quasi forzato, che non abbiamo avuto modo di sperimentare durante gli altri due capitoli, e che qui si va ad inserire donando al racconto, più che un’aria divertita, un qualcosa di straniante rispetto al classico racconto di Animali Fantastici.

Una serie di confronti che vanno a mostrare quanto ormai la saga di Animali Fantastici necessiti di qualche miglioramento, o per lo meno, di un cambio di rotta per un prodotto che sembra sostenersi solo su quelli che sono gli altri grandi capitoli cartacei firmati dalla penna della Rowling.

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