Alice, Darling: recensione violenta di un amore tossico

Il 4 maggio è uscito in Italia il film Alice, Darling. Diretto dalla regista debuttante Mary Night e scritto da Alanna Francis, il film mette in scena un thriller psicologico che racconta la tossicità di un rapporto amoroso e i suoi possibili drammatici sviluppi. Questa è la nostra recensione.
Alice, Darling: recensione violenta di un amore tossico

Il 4 maggio è uscito nelle nostre sale il thriller psicologico Alice, Darling. La sceneggiatura di questa storia drammatica di origine statunitense-canadese è stata scritta da Alanna Francis, mentre il film è stato girato da Mary Night, al suo debutto alla regia. Il lungometraggio prodotto dall’Elevation Pictures e distribuito dalla Lionsgate è stato rilasciato in America lo scorso dicembre, solo dopo la sua anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, nel settembre 2022.

La trama di Alice, Darling

Alice è una ragazza apparentemente sorridente e spensierata, tra le mura di una bella casa e un lavoro appagante, ma in verità nasconde un segreto. È intrappolata in una relazione tossica e psicologicamente malsana con il suo ragazzo, Simon. Quando le sue due amiche storiche Sophie e Tess, da cui il fidanzato tenta di allontanarla, le propongono di concedersi una settimana di vacanza in un cottage nei pressi di un lago, Alice è costretta a mentire a Simon, dicendogli che la motivazione della sua partenza è legata a motivi lavorativi.

Sarà un periodo di disintossicazione. Alice rifletterà sulla propria condizione, sia sentimentale che sulla gabbia mentale nella quale è costretta a vivere, supportata anche dalle sue compagne, che con grande sforzo tenteranno di farle aprire gli occhi e ritrovare il proprio equilibrio. Giusto quando le cose sembrano andare per il verso giusto, la protagonista dovrà fare i conti con l’invadenza del fidanzato che, venuto a conoscenza della verità, metterà a dura prova la sua forza interiore e il rapporto con Sophie e Tess.

Alice, Darling e la solidarietà femminile

Alice, Tess e Sophie in Alice, Darling
Alice, Tess e Sophie in Alice, Darling

Il film diretto da Mary Night non parla solo di un opprimente rapporto di coppia. O meglio, questa è di certo la tematica principale e particolarmente delicata. Tuttavia, l’asfissiante e turbata relazione tra la protagonista e il suo fidanzato non è altro che il motore necessario per permettere, sia inizialmente alla sceneggiatrice che poi alla regista, di spostare il focus del racconto anche altrove, soprattutto sul forte legame d’amicizia tra la fragile Alice e le sue due compagne di viaggio.

Tess, interpretata da Kaniehtiio Horn, è forte e a tratti spigolosa, mentre Wunmi Mosaku – attrice della serie Marvel più vista di sempre, Loki – si cala nei panni della dolce Sophie. Conoscono molto bene Alice. Entrambe si accorgono del disagio che la affligge. Quando questa tenta di abbandonare la casa per tornare dal fidanzato, usando ancora una volta la scusa di un impegno lavorativo, la fermano. Nonostante l’enorme difficoltà, con tanta buona volontà, la protagonista decide di aprirsi, abbandonandosi tra le braccia delle due amiche, che si trasformano nel miglior sostegno di cui aveva bisogno.

D’altronde si sa, se l’amicizia è già di per sé un mezzo potente, immaginate quanto lo possa essere quella tra donne, soprattutto in queste situazioni. E in verità non c’è nemmeno bisogno di immaginarlo, poiché la regista riesce a rendere l’idea in modo chiaro ed esaustivo, costruendo attorno alla solidarietà femminile almeno tre quarti del racconto.

Alice e Andrea

Anna Kendrick in Alice, Darling
Anna Kendrick in Alice, Darling

Nel lungometraggio scritto da Alanna Francis, Alice è in gabbia. La sua relazione con Simon non è violenta a livello fisico, ma sul piano mentale ed emotivo. Non per questo, però, meno dilaniante. Lungo la strada verso la casa al lago, la protagonista si imbatte in un minimarket, dove nota il volantino per Andrea, una ragazza recentemente scomparsa. Questa notizia la consuma. La attrae e la respinge allo stesso tempo, tanto che in alcuni brevi spezzoni del film, si unisce nella ricerca della dispersa.

Chi è Andrea?

Ma chi è Andrea? Cosa rappresenta davvero? E perché è scomparsa? Forse si trova in una situazione simile a quella di Alice, ma spinta ancor più in là, fino a un punto di non ritorno. Decide di cercarla. È mossa da un’irrefrenabile voglia di far del bene o è solo spinta da una viscerale curiosità? Alice è Andrea, Andrea è Alice. La ricerca della ragazza scomparsa è allegoria della volontà di ricongiungersi con la propria individualità, mentre il ritrovamento di un rossetto, probabilmente della povera sventurata, rappresenta la propria indipendenza, ormai persa da tempo.

Mary Night mette in scena questa linea narrativa parallela a quella del personaggio centrale, senza però arricchire davvero l’intreccio in modo convincente. La storia di Andrea è solo accennata, quanto basta per lasciarci intendere il suo reale significato, ma senza darle una direzione ben precisa, se non quella di qualcosa che resta un po’ incompleto.

Il finale

Il battesimo di Alice
Il battesimo di Alice

Nel corso della storia, Mary Night sottolinea spesso il turbamento interiore della protagonista. Lei si strappa i capelli in modo nevrotico, ha continui attacchi di panico, disturbi alimentari e sovrastata da un continuo malessere, come se fosse attanagliata da una camicia di forza. La regia riesce a donare abbastanza bene questo senso di disagio che corrode la giovane donna.

Il battesimo

ATTENZIONE, DA QUESTO PUNTO IN POI SEGUONO SPOILER  

All’inizio del film, in corrispondenza con i titoli di testa, vediamo Alice sott’acqua. Ancora non sappiamo dove si trova. Ancora non conosciamo il motivo. È un flashforward, che ci mostra l’ultima scena del film. A bordo di un paddle board, decide di tuffarsi nel lago. L’ultima volta che lo aveva fatto era nel panico, preoccupata di aver perso gli orecchini regalati da Simon, ma questa volta è diverso. È spensierata. Ha riconquistato la libertà. Una volta riuscita a recuperare la propria identità, si immerge. È il suo battesimo, l’inizio di una nuova vita, la sua rinascita.  

Alice, Darling è in fin dei conti un film discreto, che tuttavia non riesce del tutto a coinvolgere su un piano empatico, se non chi ci è passato davvero. Nonostante le buone riprese capaci di suscitare tensione e la convincente prova interpretativa di Anna Kendrick, che riesce indubbiamente a dare forma alla drammaticità della storia, il film non sempre asseconda gli eventi del racconto. Di base sappiamo ben poco della storia con Simon, dei loro pregressi. La trama ha voluto soffermarsi quasi esclusivamente sugli effetti di uno scambio nocivo, tralasciandone le cause. Una scelta che fa così risultare l’intreccio, per certi versi, poco approfondito. 

Facebook
Twitter