The Incal: Taika Waititi regista del fumetto di Jodorowsky, tratto da Dune

Per quelli di voi già al corrente del mare magno di creatività e genio inventivo che fa capo ad Alejandro Jodorowsky, la copertina di questo pezzo su The Incal potrebbe suonare decontestualizzata. Si tratta infatti di una concept art scelta come copertina di Jodorowsky’s Dune, il bellissimo e commovente documentario di distribuzione recente – ma ben più stagionato – che narra del tentativo, mai riuscito da parte del regista cileno de La montagna sacra ed El Topo, di realizzare già agli inizi degli Anni ’70 il primo adattamento cinematografico – e primo vero kolossal di fantascienza, sette anni in anticipo su Star Wars – del Dune di Frank Hebert.

Il progetto, uno dei più vicini della storia alla fine della fase di pre-produzione a vedersi affossato dalle major, era qualcosa di proporzioni mai viste e poteva contare su collaboratori impensabili: nomi come Moebius, Giger e Chriss Foss all’art direction; George Orwell, Salvador Dalì e Mick Jagger a fare da attori; musiche dei Pink Floyd. Qualcuno lo definì: “Il più grande film della storia che nessuno ha mai visto“. Ma cosa c’entra questo con Taika Waititi?

The Incal
The Incal

E’ notizia recente di Deadline che il regista di JoJo RabbitThor: Ragnarok, impostosi per il suo stile postmoderno e steampunk, adattissimo per un progetto del genere, ha firmato per dirigere l’adattamento di The Incal, graphic novel realizzata da Jodorowsky e Moebius dopo il naufragio di Dune, che avrebbe influenzato una miriade di autori successivi – lo stesso George Lucas – e sarebbe stato realizzato prima da David Lynch, con risultati nefasti, poi da Denis Villeneuve.

L’Incal è qualcosa di simile alla Spezia di Arrakis in Dune: è un oggetto dai poteri e gli effetti mistici, agognato da tutta la galassia, in lotta per accaparrarselo. Finirà nelle mani di un miserrimo investigatore privato in un futuro distopico. The Incal divenne ben presto la space opera a fumetti più redditizia di sempre. Lo stesso Jodorowsky, ormai molto anziano, si è detto entusiasta della scelta di Waititi a guida del progetto, regista che ha definito perfetto per il ruolo, grazie al suo tocco, e che curerà anche la fase di sceneggiatura.

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