Quentin Tarantino, figlio della tradizione cinefila più di qualunque altro regista di Hollywood, non ha mai fatto mancare le sue opinioni sui film da lui amati (o, talvolta, odiati). Sulle sue opinioni sui film che lo hanno formato, ci ha anche scritto un libro (Cinema Speculation, ndr).
Dopo più di trent’anni di carriera alle spalle (il suo secondo film, Pulp Fiction, ne ha fatti giusto giusti trenta quest’anno, due Oscar e infinite dimostrazioni di amore per la Settima arte, ormai non ci sono più dubbi: le opinioni del regista californiano non sono solo tra le più autorevoli di tutto il mondo cinematografico, ma anche le più ambite da podcasters e intervistatori di tutto il mondo. Ed è proprio ad un podcast, in particolare, a quello di Bill Maher, Club Random, che Tarantino ha affidato la sua opinione su una delle saghe d’animazione più amate della storia del cinema: quella di Toy Story. Ecco quello che ha detto.
“Non sono un grande appassionato di film d’animazione” ha esordito il regista, la cui carriera è già leggenda. “Ma sono innamorato di Toy Story e dei suoi due sequel. La trilogia iniziale è quasi perfetta, quasi come quella che credo sia la miglior saga di sempre: la Trilogia del Dollaro di Sergio Leone”. Un vero e proprio attestato di amore (quasi) incondizionato per la saga ideata da John Lasseter, Pete Docter, Andrew Stanton e Joe Ranft. Ma le dichiarazioni del regista non sono certi finite qui.
“La trilogia è incredibile, fa qualcosa di unico: il primo film, molto bello, viene superato dal secondo; il secondo dal terzo. Un continuo crescendo. Il terzo è davvero un capolavoro, uno dei migliori film che io abbia mai visto”. E sulla potenziale del quarto capitolo, qui da noi recensito: “Non lo voglio vedere. Dopo il terzo, che è un capolavoro, non c’è più niente da vedere. Non mi interessa se sia bello o meno: il terzo è una conclusione perfetta”.
Opinioni forti e frizzanti, come sempre, quelle di Quentin Tarantino. Ma ora chi glielo dice che la saga avrà anche un Toy Story 5? Magari, le dichiarazioni di un altro maestro del cinema (di un cinema molto diverso, però… ) come Pete Docter potrebbero fargli cambiare idea sulla visione dei seguiti. Chissà. Appuntamento alla prossima intervista.









