Auguri Quentin Tarantino: per gli anni, la carriera, il tuo ultimo film…

Quentin Tarantino compie 60 anni e noi abbiamo deciso di ripercorrere la sua carriera e le sue opere, con un occhio ben fisso sul proseguimento della sua carriera. Il suo decimo e potenzialmente ultimo film sembra infatti essere ufficiale e le domande su cosa il regista potrebbe fare in futuro si sprecano già. Proviamo quindi a farci un'idea.
Auguri Quentin Tarantino: per gli anni, la carriera, il tuo ultimo film

“Faccio gli ultimi poi mi ritiro” questa volta non è il verso di una canzone di Marracash, ma è una frase che, probabilmente, rappresenta quello che sta pensando oggi Quentin Tarantino. “A sessant’anni faccio il decimo e ultimo film, poi mi ritiro” questo il mantra che ha sempre ripetuto il regista statunitense. Ma sarà davvero così?

Impossibile dirlo. Di certo c’è che l’autore, fucina di idee sia dal punto di vista cinematografico che artistico in senso lato, non è certo a corto di idee, come non lo è mai stato nel corso di trent’anni di carriera. Con il decimo film, The Movie Critic, che sembrerebbe finalmente in pre-produzione, è lecito dunque chiedersi cosa potrebbe fare dopo il regista. Prevederlo con esattezza non è certo fattibile, ma qualche suggerimento ci potrebbe arrivare proprio dalla sua carriera e, in particolare, da questi ultimi anni, con il regista statunitense che si è dedicato a vari ambiti artistici.

Pertanto, in occasione del suo sessantesimo compleanno, che potrebbe essere un vero e proprio momento spartiacque nella carriera di Quentin Tarantino, ecco una summa del “corpus tarantiniano”. Con un occhio particolare ai “pronostici” su quello che potrebbe essere la carriera del regista dopo The Movie Critic.

Quentin Tarantino: il regista cinefilo che ha scelto il pulp

Quentin Tarantino ritira un premio
Quentin Tarantino ritira un premio.

Su Quentin Tarantino si è creata nel corso degli anni una vera e propria mitologia. Autodidatta, cinefilo, amante del cinema di Serie B ma anche dei grandi autori, ex dipendente di un noleggio di videocassette e col feticcio dei piedi. Si sono spese talmente tante parole che rimarcare la particolarità della sua figura può sembrare ripetitivo. Ma è necessario per inquadrare un artista, un regista, uno sceneggiatore che, lo si voglia ammettere o no, ha rivoluzionato il cinema.

Tarantino è riuscito a creare uno stile originale, assorbendo e rielaborando tutto quanto potesse da altri autori e facendolo proprio. Creando mondi (o, meglio, un mondo) che non può appartenere ad altri che a Quentin Tarantino. Attraverso uno stile talmente personale da essere inimitabile e diventato ben presto un patrimonio del cinema, il regista è riuscito ad imporsi nell’industria dal nulla e a diventare una tra le figure più influenti del cinema (ma, ci sbilanciamo, anche dell’arte e della cultura pop) a cavallo tra due millenni. Che sia attraverso nomi di personaggi leggendari, battute epiche, meme o brani della Bibbia inventati di sana pianta, oggi citiamo Tarantino senza neanche accorgercene. Segno di un ingresso trionfale delle opere del regista nella cultura moderna.

Iniziamo quindi questo percorso attraverso (e oltre?) la carriera di Quentin Tarantino.

L’arte di fare il c*zzo che ti pare

Quentin Tarantino ha diretto dieci lungometraggi (se contiamo Kill Bill: Volume 1 e Kill Bill: Volume 2 come entità separate) e ha dimostrato in quasi trent’anni di film la sua capacità di innovare e rinnovarsi. Oltre ad aver dimostrato una capacità non comune di spaziare con saggezza su più generi e tematiche, mantenendo però uno stile preciso e identificabile. Non ha mai concesso troppo al mainstream ma si è sempre tenuto sulle sue posizioni, catalizzando l’amore o l’odio degli spettatori di tutto il mondo che, nel tempo, lo hanno rinnegato o follemente amato.

Abbiamo deciso di dividere i dieci lungometraggi in blocchi in base alla relazione che hanno tra loro, sia dal punto di vista contenutistico, che di linguaggio e di tematica, per avere una panoramica completa di Quentin Tarantino regista.

Il corpo e il tempo: due entità da rielaborare

Prima ancora di Christopher Nolan, Quentin Tarantino aveva creato una vera e propria rielaborazione di tempo e di “storia cinematografica”. Al diavolo primo, secondo e terzo atto, così come il concetto di eroe positivo. Tutto da cambiare. Attraverso Le iene, Pulp Fiction e, qualche anno dopo, i due film di Kill Bill, Quentin Tarantino ha distrutto e rimodellato la storia cinematografica, prendendosi gioco degli spettatori con sceneggiature brillanti, ultra-citazionistiche e capaci di creare dei veri e propri vortici che solo arrivando alla fine del film lo spettatore può considerare compiute. Il tempo non è più lineare, ma frammentato e disposto secondo la volontà creativa dell’autore.

A questo, si unisce una nuova concezione del corpo e della violenza, visti come elementi chiave del cinema. Quentin Tarantino tuttavia non mette tanto in scena una celebrazione della violenza stessa, quanto una sua versione, dichiaratamente fittizia ed esasperata. Una traccia di stile. Violenza fumettistica e, come dice lo stesso Tarantino, “divertente”. Non un’ostentazione, dunque, quanto un modo di fare cinema come gli altri. Una specie di rivoluzione, come Fino all’ultimo respiro o Ultimo tango a Parigi, seppur in ambiti diversi.

Sergio Leone un faro: il western come filo conduttore

Django/Jamie Foxx e Franco Nero in Django, scena con la quale Tarantino rende omaggio al film del 1966 .

Quentin Tarantino si è sempre mantenuto a cavallo tra più generi, senza mai dare al proprio cinema un unico verso. Tuttavia, il regista non ha mai nascosto il suo amore per il cinema italiano e, soprattutto, per Sergio Leone e il genere western. Non si può quindi negare che Tarantino abbia fatto suo il genere e, come gli appartiene, lo abbia rielaborato e tarantinizzato. Lo ha fatto attraverso Django e The Hateful Eight (in cui, addirittura, ha collaborato col sommo compositore di musica per film western, Ennio Morricone), esplicitamente. Ma anche con Bastardi senza gloria (più implicitamente, ma da lui stesso confermato) e con C’era una volta a… Hollywood, vera e propria celebrazione dei western anni Sessanta e del cinema di quegli anni in generale.

Tarantino, come suo solito prende il genere e lo disfa, riscrivendo secondo le sue regole i personaggi, le battute e le scelte registiche. Ribaltando e dando nuova linfa ad un genere finito un po’ in disparte, Quentin Tarantino è riuscito ad appropriarsene e a farlo suo (tanto che, pare, sul set di Le iene, per avere primi piani stretti dicesse al suo direttore della fotografia: “Give me a Leone!”, intendendo una inquadratura sul modello di Sergio Leone). Senza mai dimenticare i suoi maestri.

La storia come un materiale plastico

Shoshanna/Melanie Laurent in Bastardi senza gloria, una delle migliori opere di Quentin Tarantino
Shoshanna/Melanie Laurent in Bastardi senza gloria, una delle migliori opere di Quentin Tarantino.

Ma Tarantino non si è limitato a riscrivere le regole del cinema e di un genere, il western. Anche la Storia fa infatti parte del materiale che Quentin Tarantino ha usato (e, a quanto sembra, userà ancora in The Movie Critic) per plasmare il suo mondo. Nei film che abbiamo sopra citato, Django (tutto di Tarantino, a differenza di quanto detto da Kanye West, qui il nostro articolo), Bastardi senza gloria e C’era una volta a… Hollywood, Tarantino riscrive la storia a suo piacimento. Che sia facendo trionfare uno schiavo di colore in piena epoca schiavista, dar fuoco al teatro in cui Hitler si trova o salvare Sharon Tate, Quentin Tarantino si appropria del materiale storico e lo fa suo, rielaborandolo e giocandoci. Secondo i suoi canoni e mostrando con efficacia il suo messaggio e i suoi intenti.

Qualcuno ha ritenuto questo modo di scrivere e riscrivere i fatti ambiguo e scorretto ma, in fin dei conti, cos’è il cinema se non creare un mondo diverso da quello in cui ci troviamo. E magari, renderlo diverso. E migliore anche.

Bonus track: Jackie Brown

https://youtu.be/HlAECQzTkfY

Jackie Brown è probabilmente il meno citato tra i film di Tarantino. Sia perché è quello che ha avuto meno successo nelle sale, sia perché è quello meno tarantiniano dei suoi film. Perché non è ideato da lui. Ma adattato da un romanzo, Punch al rum, di Elmore Leonard. Unico tra i film scritti e diretti da Tarantino.

In effetti, il film non è così estremo come i due film precedenti (Le iene e Pulp Fiction) e come i due successivi (Kill Bill: Volume 1 e Kill Bill: Volume 2) ma riesce comunque a mantenere in pieno lo stile e i personaggi “alla Tarantino”, senza mai scadere nella banalità. Ma anzi, proseguendo in pieno il lavoro di Quentin Tarantino di citazioni e rielaborazioni di generi (il blaxploitation, in questo caso) un po’ dimenticati. Da riscoprire.

Quentin Tarantino e le sceneggiatura

Quentin Tarantino, prima ancora di essere un regista, è uno sceneggiatore. Autodidatta, come per la direzione, Tarantino ha scritto le sceneggiature per i suoi film (e ha vinto due Oscar, per Pulp Fiction e Django) ma anche per altri, specialmente nei primi anni di carriera. Sue infatti le sceneggiature di film di culto quali Una vita al massimo, Natural Born Killers e Dal tramonto all’alba.

Le sceneggiature di Tarantino sono la base perfetta per i suoi film e sono state una vera rivoluzione nel cinema. Oltre allo “spezzettamento” della narrativa dei film (di cui abbiamo parlato sopra), i suoi script sono veri saggi di dialogo e creatività, al limite surreale. Giochi linguistici, battute, slang, poliglottismo (Bastardi senza gloria, in questo, è incredibile) e una scrittura dei personaggi e della loro caratterizzazione perfetta per il suo cinema sono alla base delle sue sceneggiature.

Un dialogo sul dare o meno la mancia ad un cameriere (Le iene) diventa un capolavoro ed entra direttamente nell’immaginario collettivo, senza risultare di peso al film. Ma, anzi, dando un tocco ancora più incisivamente personale. Qui il video.

Quentin Tarantino e quell’amore per la Serie B

Non stiamo parlando di calcio, bensì dei film di Serie B. Quei film che in passato, specialmente nelle sale americane, passavano a tarda sera o dopo altri film. Quasi per tappare i buchi. Spesso realizzati a basso budget, con attori di genere, i film di Serie B sono sempre stati una fonte d’ispirazione dichiarata per Quentin Tarantino. Lo ha dimostrato più volte attraverso citazioni esplicite o brani dei suoi film, ma lo ha dimostrato anche nella pratica.

L’esperimento Grindhouse

Quentin Tarantino, nel 2007, realizza un esperimento con l’amico e collega Robert Rodriguez. Con Grindhouse, i due hanno dato vita ad un tentativo di creare (o, meglio, ricreare) quel tipo di film che rientrano sotto la classificazione di “film di Serie B”.

Nel film Grindhouse, sono infatti contenuti due film. Il primo, Planet Terror, di Robert Rodriguez, si rifà al filone fantascientifico dei B-movie, mentre il secondo, Death Proof, scritto e diretto da Quentin Tarantino, si rifà invece al pulp e ai film d’azione di serie B (sul “modello Roger Corman”).

Sebbene i due film non siano certo le opere migliori dei due registi, Grindhouse è un tentativo interessante che va elogiato. Oltre al citazionismo di cui abbiamo parlato, il progetto è curato nei minimi dettagli. Dalle sceneggiature, alla recitazione esasperata e sopra le righe, fino alla presenza di brevi fake trailer, girati da registi amici dei due e che citano ulteriormente i film di Serie B. A completare l’opera, la simulata presenza di parti di pellicola rovinate, così com’era spesso nei film a cui l’esperimento si rifà.

Quentin Tarantino scrittore: tra passato e futuro

C'era una volta a...Hollywood, primo libro di Quentin Tarantino
C’era una volta a…Hollywood, primo libro di Quentin Tarantino.

Quentin Tarantino è sempre stato uno scrittore. Lo abbiamo già detto. Le sue sceneggiature sono veri e propri “romanzi per lo schermo”. Ma negli ultimi anni, il regista ha dimostrato che il suo interesse va oltre la scrittura per il grande schermo. Non è un caso infatti che si sia incentrato sulla narrativa e sulla saggistica.

Nel 2021 è infatti uscito anche in Italia C’era una volta a… Hollywood, il romanzo, che racconta i “dietro le quinte” dei personaggi che compaiono nei film e approfondisce il background e il futuro dei personaggi, oltre ad ampliare le vicende che compaiono nel film con la solita brillantezza scanzonata. Opera che dimostra, ancora una volta, la sua capacità narrativa e la sua enorme conoscenza cinematografica.

Mentre ora, nel 2023, è in arrivo il secondo libro Cinema Speculation, che lo stesso Tarantino presenterà anche in Italia il mese prossimo. L’opera dovrebbe raccontare il punto di vista di Tarantino sul cinema stesso, a partire dai film che il regista vede come ispirazione.

Il decimo film sembra in arrivo: e poi?

Ma Quentin Tarantino non è solo questo. Lui stesso ha sempre dimostrato grande interesse nell’ampliare la propria visione artistica e la propria area di interesse. Lo dimostrano le sue partecipazioni a film (iconici i suoi cameo), le sue numerose interviste, il suo interesse nel riscoprire e salvaguardare il cinema, oltre alla sua partecipazione ai dibattiti cinematografici contemporanei, tra cui la battaglia per il cinema in pellicola e in sala. E allora, se davvero The Movie Critic fosse il suo ultimo film, cosa potrebbe fare della sua carriera?

Un suggerimento ci potrebbe arrivare dagli ultimi anni stessi della sua carriera che lo ha visto impegnato specialmente sul fronte romanzi e saggi. Ma attenzione anche alla critica, non ci stupirebbe vedere infatti Quentin Tarantino nelle vesti di un moderno Peter Bogdanovich, regista e critico di intelligenza e cultura fuori dall’ordinario.

Ma, in realtà, Quentin Tarantino non ha mai fatto rimanere i propri fan senza sorprese. Anche per questo, visti anche i tanti progetti incompiuti, abbozzati e non realizzati, non è da escludere un ripensamento sulla prosecuzione della sua carriera da regista. D’altronde  Tarantino ha sempre dimostrato che il suo amore per il cinema è viscerale e noi non possiamo far altro che sperare che questo amore lo porti a continuare a fare quello che ha sempre fatto da trent’anni a questa parte: regalare perle.

Facebook
Twitter