Oppenheimer: il finale sarà “complesso” come quello di Inception

Ad un mese circa dall’uscita nelle sale del tanto atteso 12esimo film di Christopher Nolan, è iniziato il toto-finale di Oppenheimer che, come da tradizione, lascerà attoniti gli spettatori. Il regista britannico getta le basi per una teoria secondo cui il finale sarebbe in certi aspetti simile ad Inception.

L’attesa sta per finire. Il film biografico su Oppenheimer targato Christopher Nolan sembra divertirsi a concedere elementi per creare ipotesi da distruggere in modo geniale non appena si spegneranno le luci in sala.

Nonostante la fama del regista londinese di creatore di universi intricati, dall’overthinking vorticoso e geniale, non si è mai realmente pronti per affrontare una sua pellicola. L’asticella di stupore è stata alzata ai massimi storici dopo l’artificio cervellotico di Tenet, ma in soccorso ad Oppenheimer verrà sua maestà Storia. Stando alle ultime dichiarazioni sul finale del film, Nolan sembra far fare uno step in avanti al suo cinema. Anzi, uno step sintetico nell’accezione hegeliana del termine. 

Nolan parla così del finale del film in uscita il 23 agosto. “Penso che ci sia una relazione interessante tra i finali di Inception e Oppenheimer da esplorare” e continua “Oppenheimer ha un finale complicato. Sentimenti complicati.” Ad incuriosire tutti è stato ovviamente il parallelismo con Inception che, dunque, se aggiunto alla ripresa del tema storico rielaborato di Dunkirk e alla componente meta-scientifica di Interstellar, mostra quanto suddetto circa la sintesi evolutiva cinematografica. Il tutto condensato con la miglior risoluzione visiva di sempre. E’ obbligo intellettuale dire che va visto in un cinema IMAX.

Cosa aspettarsi da Oppenheimer

Robert Oppenheimer (Dx) e Cillian Murphy (Sx).
Robert Oppenheimer (Dx) e Cillian Murphy (Sx).

Come se non bastasse già il grandissimo hype attorno ad Oppenheimer, Nolan ha fatto intuire attraverso il prosieguo delle sue dichiarazioni che il film mantiene assolutamente la cifra stilistica del regista inglese. Egli infatti ha fatto sapere che “alcuni degli spettatori si sono allontanati dalle proiezioni di prova del film devastati” 

Altrettanto interessante però è la frase successiva, riguardo le motivazioni di questa “devastazione” che non sarebbero da rintracciare nell’eccesso di ragionamento, bensì dal fatto che “c’è un elemento di paura che è presente nella storia e nelle basi”. Questo potrebbe essere la vera novità di Oppenheimer nell’economia del cinema nolaniano. Per il resto però si potrà definire un dramma sentimentale, con “l’amore per i personaggi, l’amore per le relazioni, più forte che mai”.

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