L’ultima legione, una storia vera ha ispirato il film?

L'ultima legione è il film un film di Doug Lefler del 2007. La storia della caduta dell'Impero Romano d'Occidente si intreccia con quella dei cicli arturiani, e la fa in modo ottimo. La fantasia e la storia creano un compromesso equilibrato e godibile per tutti.
Il cast de L'ultima legione nella locandina del film

Questa sera, 15 ottobre 2023, verrà trasmesso in TV su Rai 4 alle 21:20 L’ultima legione. Il film del 2007 è tratto dall’omonimo romanzo Valerio Massimo Manfredi, che ispira la sua storia alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente e alle leggende bretoni del ciclo arturiano. Una storia di finzione ma con un fondo di verità.

Il film ha inizio nel 460 poco prima che venga incoronato Romolo Augusto. Ambrosinus (Ben Kingsley), membro di una confraternita segreta che protegge la spada di Giulio Cesare, diventa suo tutore, vista la giovane età di Romolo. Qualche tempo dopo Roma viene attaccata dai Goti comandati da Odoacre. Odoacre vince contro la Nona Legione di Aurelio, ed essendo il “malvagio barbaro” vuole uccidere anche Romolo. Ambrosinus lo convince a risparmiare il ragazzo e lo fa mandare in una fortezza costruita da Tiberio a Capri insieme a lui. Forse un giorno tornerà a vendicarsi.

Non vorremo raccontare altro per evitare temibili spoiler. Vi basti sapere che in questa storia di vero ci sono solo gli avvenimenti, ma tutti i rapporti sono completamente stravolti per romanzare il film. In realtà anche la sconfitta della Nona Legione non ha un vero fondamento, visto che tuttora appare molto misteriosa la sua scomparsa. La connessione con il mito di Artù è realizzata bene, con Romolo che prende le parti di Uther Pendragon e Ambrosinus quelle di Merlino. L’ultima legione però non è il primo film che rielabora, in piena libertà storica, il mito di Re Artù. Un altro film precedente aveva seguito la versione in voga che collega Re Artù alla fine dell’Impero Romano.

Storicamente attendibile o meno, L’ultima legione di Doug Lefler è un buon film che può anche far particolarmente felici gli amanti delle storie di Re Artù (un po’ meno gli storici). Inoltre, il cast è eccezionale, e vede nei panni di Aurelio un grande Colin Firth, in netta controtendenza ai ruoli “classy” che l’hanno reso tanto famoso.

Facebook
Twitter