La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler è un film storicamente accurato?

Torna in programmazione tv questa sera, venerdì 9 febbraio 2024 su Rai 3 alle ore 21:20, La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler, film del 2004 diretto da Oliver Hirschbiegel con protagonista Bruno Ganz. Il film si è spesso distinto per l’accuratezza della messa in scena degli eventi. Ma quali dettagli si discostano dalla realtà?
Bruno Ganz in una scena del film è un film La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler

La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler (Der Untergang) è il film diretto da Oliver Hirschbiegel nel 2004, incentrato sugli ultimi giorni di vita di Adolf Hitler (interpretato da Bruno Ganz), prima del suicidio nel bunker di Berlino (il cosiddetto Führerbunker), il 30 aprile 1945. Il film torna in programmazione tv questa sera, venerdì 9 febbraio 2024 su Rai 3 alle ore 21:20. Acclamato dalla critica, ci chiediamo oggi, quanto è accurato dal punto di vista storico il film di Hirschbiegel?

Il film è stato ben accolto da pubblico e critica per la messa in scena, sul piano drammatico, degli ultimi momenti che precedono la morte di Hitler. Il regista e lo sceneggiatore, Bernd Eichinger, sono riusciti a concentrare nell’aria rarefatta del bunker tedesco, tutta la tensione e la paura della fine, anche grazie alle registrazioni personali di Hitler, di cui Burno Ganz si è servito per restituire tale tensione emotiva. Generalmente, il film è stato acclamato anche per la fedeltà, sul piano storico, degli eventi narrati, con pochi dettagli meno accurati. 

Anche in tal caso, si trattava spesso di scelte dovute ad un’eccessiva umanizzazione dei protagonisti e degli eventi narrati che, altresì, difficilmente riuscirebbero a catturare l’empatia dello spetattore, nonostante la drammaticità degli eventi. Uno dei cambiamenti più importanti adottati dal regista, è stata la messa in scena della fine di Traudl Junge, la segretaria di Hitler. Mentre nel film (ATTENZIONE: seguono spoiler) Traudl, fuggita dal bunker con altri ufficiali SS, decide di lasciare Berlino con l’ufficiale Peter, nella realtà le cose furono ben diverse. Peter è infatti un personaggio fittizio, lascia con lei la città con una bicicletta ritrovata per caso. 

Ma nella realtà, ben più tremenda, la ragazza fu rapita dall’esercito russo per molti giorni, violentata ripetutamente e poi liberata. Perchè omettere tale dettaglio? Il regista non si è mai pronunciato nel dettaglio su tale scelta, ma anche in quel caso, si è deciso di dare maggior peso al lato umano del film (decidere di concentrare il finale del film sull’altro versante mostruoso della faccenda, quello dal lato russo, avrebbe distolto l’attenzione dello spettatore dai veri protagonisti del film: Hitler, Eva Braun, gli ufficiali nazisti. Mostri umanizzati che affrontano gli ultimi attimi di vita con la consapevolezza della fine). 

Vi è poi la cosiddetta “Operazione Clausewitz”, nel film è il nome che viene affibiato alla città di Berlino all’indomani dell’attacco dei sovietici. Secondo il piano infatti, Berlino sarebbe stata la città di attacco, quella in prima linea nel corso della guerra. Nella realtà, però, si chiamava precisamente Panzer-Division Clausewitz (corazzata Clausewitz), era l’ultima unità tedesca creata sul fronte bellico prima della disfatta e avrebbe affrontato diversi eserciti, primi tra questi, quello britannico. Infine, come Peter per Traudl, anche l’ufficile tedesco Obergruppenführer Tellermann, fu un personaggio non realmente esistito. 

Attraverso una narrazione particolare (qui un altro titolo sul tema, piuttosto fuori dal comune), La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler rimane una delle più affascinanti e ben realizzate rappresentazioni dei momenti finali di Adolf Hitler. E voi lo avete già visto? In ogni caso, potete recuperarlo questa sera in programmazione oppure, darvi ad un classico del cinema, con il ritorno in tv di Balla coi lupi

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