Kyle Eastwood al TFF41: la musica, suo padre ed Ennio Morricone

Tra gli ospiti del 41esimo TFF figura anche Kyle Eastwood. Musicista e compositore, ci ha raccontato, tra aneddoti e curiosità, come sono nate le sue grandi passioni. Passioni che lo hanno portato dove è oggi, con all’attivo una carriera che vanta colonne sonore di successo e una band jazz con cui organizza concerti in giro per il mondo.
Kyle Eastwood

Il 41esimo Torino Film Festival accoglie Kyle Eastwood nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale. Tra gli appuntamenti del compositore nel capoluogo piemontese è poi anche previsto un concerto con il suo complesso in un locale dei Murazzi del Po.

Figlio del grande Clint (di cui vi lasciamo qui la nostra TOP 10 dei suoi film più “spietati”) e di Maggie Johnson si è aperto, davanti ad un pubblico di giornalisti e appassionati, a domande sui suoi nuovi progetti, sulle sue due grandi passioni, la musica (prima) e il cinema (poi) e ovviamente sul suo rapporto con il padre, fuori e dentro il set. Per buona pace dei più curiosi. Del resto, quando si è figli di Clint Eastwood, bisogna accettare in partenza il compromesso di ricevere qualche domanda a riguardo. Anzi molte.

Ma a chi gli chiede se trova la personalità e notorietà del padre troppo ingombranti, risponde così: “Io ho sempre visto mio papà e non la grande star del cinema. Fin da piccolo ho imparato a rendermi conto che il mestiere di mio padre era diverso, che poteva suscitare interesse e curiosità. E io sono ben felice di rispondere a tutte le domande al riguardo. Mio padre ha avuto una grande ed invidiabile carriera e non potrei esserne più orgoglioso”.

Kyle Eastwood e la musica, il suo primo amore

Kyle Eastwood durante uno dei suoi concerti

La grande passione per la musica il giovane Kyle l’ha ereditata dai genitori. Insieme a quella per il cinema naturalmente. In casa sua le giornate trascorrevano sulle note dei classici del jazz e su quelle country di Johnny Cash. Comincia a studiare pianoforte a 5 anni e il padre inizia a fargli fare qualche piccola comparsata nei suoi film. “Il mio primo piccolo ruolo sul set con mio padre è stato in Breeze, dove avevo una scena con William Holden. Poco dopo sono però stato ucciso“. Kyle quindi si appassiona sì al mondo del cinema, ma più a ciò che sta nel backstage di una produzione, che alla recitazione. Aveva anche pensato di diventare regista, ma l’amore per la musica ha poi prevalso. E non c’è dubbio che, nella sua carriera, sia riuscito ad unirle fruttuosamente.

Il sodalizio Kyle-Clint su schermo è stato, come ben sappiamo, più che proficuo. Dalla collaborazione tra padre e figlio sono nate le colonne sonore di alcune delle pellicole di maggior successo con Clint Eastwood alla regia. Da Mystic River a Million Dollar Baby. Da Lettere da Iwo Jima a Invictus. Se gli si chiede però qual è il film su cui ha lavorato a cui è più legato, risponde senza esitazione Gran Torino: “Si è trattato di un progetto davvero speciale. Tutti i pezzi si sono messi insieme come per magia e non sempre è scontato. La musica si interseca perfettamente con il film”.

Tutto in famiglia

Clint Eastwood e Kyle Eastwood

Kyle e Michael Stevens hanno elaborato le melodie della colonna sonora di Gran Torino proprio a partire da un’intuizione al piano di Clint. Jamie Cullum ha poi realizzato (e interpretato) il testo della canzone che accompagna i titoli di coda in una sola settimana, a partire dallo script del film. E la versione che sentiamo nella pellicola è proprio la prima ad essere stata incisa. Sul pianoforte di casa Eastwood. Ed è infatti il pianoforte ad essere il punto di partenza e l’ispirazione di tutti i lavori di Kyle per il cinema. Sia quando ha carta bianca che quando papà Clint mette il suo zampino. In questo secondo caso, Kyle registra le improvvisazioni al piano di Eastwood senior e poi inizia a sperimentarci sopra.

Non si poteva poi non menzionare Ennio Morricone, colonna portante delle musiche dei mitici spaghetti western di Sergio Leone. Film che hanno cambiato la percezione del genere e che hanno lanciato la carriera di Clint Eastwood verso il successo. “Ho incontrato Morricone a Parigi – dice Kyle – dove suonava per un concerto. Se dovessi scegliere un qualsiasi film di cui mi piacerebbe aver composto le musiche direi Nuovo Cinema Paradiso. Anzi direi che mi piacerebbe aver composto tutto quello che ha fatto Ennio”. Tornatore nel 2021 gli dedica un documentario che ne omaggia la gloriosa carriera, Ennio, di cui vi lasciamo qui la nostra recensione.

Negli ultimi anni ti stai allontanando dal cinema? Gli chiedono. “Non è stata una scelta consapevole. Semplicemente mi sono fatto assorbire dai progetti insieme al mio quintetto. Abbiamo in programma un tour che omaggerà le musiche dei film di padre, rilette in chiave jazz. Se dovessi riapprocciarmi alle colonne sonore, non mi dispiacerebbe sperimentare con thriller e horror.”

Il film preferito di suo padre come attore? “Se peschiamo nell’era cowboy, Il texano dagli occhi di ghiaccio. Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!, tra i polizieschi”. Se infine ci stessimo chiedendo se Clint Eastwood preservi il suo sguardo impenetrabile e l’aria da duro anche fuori dal set, la risposta è no. “Nonostante mio padre abbia sempre messo parti di sè nei suoi ruoli, il personaggio che più si avvicina al suo reale carattere è quello di Robert Kincaid ne I ponti di Madison County“, dice Kyle Eastwood.

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