Interstellar, cosa dice la legge di Murphy? L’interpretazione di Nolan

In onda questa sera in TV, Interstellar è tra i film di Christopher Nolan più approfonditi e studiati per le molte teorie scientifiche presenti al suo interno. Una di queste è la fantomatica legge di Murphy che il regista ha in qualche modo interpretato e adattato alla storia.
Matthew McConaughey e Mackenzie Foy in una scena del film Interstellar

Tra le molte teorie attorno cui ruota Interstellar è presente una centrale nello svolgimento dei fatti ma non solo. Una centralità lampante anche per la presenza di un personaggio chiamato proprio come la teoria stessa. In onda questa sera 20 ottobre alle ore 21 sul Canale 20, scopriamo il significato della legge di Murphy.

Se qualcosa può andare storto, lo farà”. Così può essere riassunto in breve l’insieme di paradossi pseudoscientifici ideato dall’umorista e scrittore Arthur Bloch. Il suo intento non era quindi effettivamente scientifico, ma bensì un modo per deridere quanto di negativo accade nelle nostre giornate. L’origine della frase e del concetto è però riconducibile allo scienziato Edward Murphy che l’ha pensata in riferimento al calcolo delle probabilità. Secondo Bloch infatti se una cosa deve accadere, anche dopo diversi tentativi, si verificherà.

All’interno del film il personaggio interpretato da Jessica Chastain e da Mackenzie Foy non è per niente entusiasta del nome datogli dai genitori. Murph infatti considera la legge di Murphy in accezione negativa mentre il significato dato dal padre Cooper è che “tutto quello che può accadere, accadrà”, come avere una figlia. 

Spostandosi in ambito fisico e focalizzandosi sugli avvenimenti del film, la legge di Murphy si collega a tutto il viaggio compiuto dall’ex pilota della NASA per trovare un pianeta abitabile. Come spiegato in un’altro nostro approfondimento, il contatto di Cooper con il Tesseratto (ipercubo pentadimensionale) permette di comunicare con la giovane Murph e di dare seguito a tutti gli eventi successivi. In pratica il viaggio della nave Endurance è inevitabile per risolvere l’equazione, dando vita ad un paradosso.

Quel che doveva accadere è effettivamente accaduto ed è così che Nolan regala uno dei finali più commoventi e chiacchierati della sua filmografia insieme all’iconica trottola di Inception. Quindi voi ancora non lo sapete ma il fatto che voi vediate nuovamente Interstellar è già stabilito, proprio per la legge di Murphy.

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