Inception è uno dei film più enigmatici e apprezzati del regista Christopher Nolan. Uscito nel 2010, si tratta di un thriller fantascientifico che esplora la dimensione onirica. Protagonista Leonardo DiCaprio, affiancato da nomi come Tom Hardy, Ken Watanabe, Joseph Gordon-Levitt, Ellen Page e Cillian Murphy. Dalla trama tanto intricata quanto interessante, il film ancora oggi viene sviscerato in tutti i suoi possibili significati.
Soprattutto, chi ama Nolan sa che nulla di ciò che viene messo in scena è per caso; c’è sempre una spiegazione e i più curiosi si divertono a parlarne. Cerchiamo anche noi di fare chiarezza sul possibile significato del finale. Va da sé che, da adesso in poi, ci saranno SPOILER!
La trama di Inception

Il protagonista è Cobb abilissimo nell’innovativa quanto pericolosa arte dell’estrazione. Il suo lavoro consiste nell’infiltrarsi nei sogni delle persone ed estrarre segreti dalle loro menti. All’inizio del film, insieme al suo socio Arthur, Cobb entra nella mente di un potente uomo d’affari giapponese, Mr. Saito, con l’intento di estrarre delle informazioni. La missione fallisce quando appare la proiezione onirica di Mal, defunta moglie di Cobb.
La storia legata a Mal è centrale nel film, condizione di vincolo per il protagonista. Con lei Cobb ha esplorato la maggior parte la dimensione onirica, spingendosi forse un po’ troppo oltre. La causa del suicidio della moglie è legata proprio a questo, portando il marito a essere accusato di omicidio e costretto ad abbandonare sia gli Stati Uniti, sia soprattutto i suoi due figli.
Mr. Saito affida una missione, mai provata prima e sicuramente la più complicata, a Cobb in cambio di esaudire il più grande desiderio del protagonista: riabbracciare i suoi figli. Questa volta, invece di estrarre, Cobb dovrà impiantare un’idea nella mente di Robert Fischer, giovane erede del rivale d’affari di Mr. Saito. La squadra d’azione è formata, oltre che dal protagonista, dall’amico Arthur e da Arianna, Eames, Yusuf e lo stesso Mr. Saito.
La missione corrisponde a un complicato sogno a scatole cinesi. I partecipanti, una volta addormentati, si addormenteranno una seconda e una terza volta, entrando in sogni di secondo e terzo livello. Sarà in quest’ultimo che avverrà l’innesto, ma nei precedenti lasceranno delle memorie fittizie, funzionali allo scopo. Ogni livello corrisponde al sogno di uno dei partecipanti, incaricato di sorvegliare e svegliare gli altri da quella dimensione.
Uno degli elementi fondamentali, a cui si lega il finale del film, è il totem. Si tratta di un oggetto, il cui comportamento è stato modificato in un modo che solo il proprietario sa, a seconda se si trovi nella dimensione del sogno o della realtà. Se per Arthur si tratta di un dado che in sogno dà sempre lo stesso risultato, e per Arianna un alfiere dorato che cade sempre dallo stesso lato, per Cobb è una trottola che in sogno gira all’infinito.
La spiegazione del finale di Inception

Proprio con la trottola si conclude il finale del film. (Qui le dichiarazioni di DiCaprio sul finale a dieci anni dall’uscita di Inception). La missione ha avuto diverse complicazioni, che hanno portato a dover entrare in un quarto livello di sogno, appartenente alla mente ancora instabile di Cobb. Alla fine, riescono tutti a risvegliarsi al primo livello, tranne Saito e Cobb, morti nel terzo e quarto livello. Il protagonista si trova ora nel Limbo insieme a Saito, concludendo la scena iniziale del film. L’uomo d’affari giapponese afferra la pistola per uccidersi ed entrambi si risvegliano nell’aereo, poco prima dell’atterraggio.
Mr. Saito onora la sua promessa e il film si conclude con Cobb che, tornato negli Stati Uniti, riabbraccia i suoi figli. L’ultima inquadratura è sulla trottola che Cobb aveva tirato fuori un minuto prima e fatto girare, ma la scena viene tagliata prima di rivelare se il protagonista si trovi davvero nella realtà o stia ancora dormendo.
Il finale ha lasciato il pubblico in sospeso, portando a innumerevoli congetture e possibili spiegazioni che il regista, Christopher Nolan, avrebbe potuto voler comunicare. Vediamo ora le tre per noi più probabili.
La trottola non è più importante
La prima ipotesi è forse la più accreditata, nonché risposta rilasciata anche dallo stesso regista. Con questa, si rovesciano tutti i paradigmi di valutazione, spostando il focus. Nolan costringe lo spettatore a concentrarsi sulla trottola e a voler capire se effettivamente il protagonista si trovi o meno nella realtà, a porsi una domanda destinata a rimanere in dubbio. Ma non è questa domanda quello che conta. Concentrandosi sulla trottola, il pubblico si perde il dettaglio fondamentale: Cobb non la sta più guardando.
Finalmente, il protagonista si arrende a quella condizione di realtà. Il suo vero obiettivo era infatti abbracciare nuovamente i suoi figli, che cosa importa se nella dimensione reale o onirica?
La trottola non è il totem di Cobb
Colpo di scena. La trottola non è il vero totem di Cobb, non è quella a dirci se il protagonista è sveglio o no. Arthur spiega all’inizio del film che quando si vede il proprio totem si ha la certezza di non essere nel sogno di qualcun altro; allo stesso tempo, se si tocca il totem di qualcun altro, questo smette di funzionare. Il totem non è trasferibile, per questo motivo già si dovrebbe capire che la trottola non è quello di Cobb, bensì di Mal (a dimostrazione, la scena in cui mette la trottola nella cassaforte).
Ad avvalorare la tesi, entra in gioco la fede nuziale. Cobb, in una scena, afferma che per lui è così importante sognare perché nei suoi sogni Mal non è morta. “Nei miei sogni, noi siamo ancora insieme”. Prestando attenzione a questo dettaglio, si potrà notare che in tutte le scene in cui sta sognando, Cobb porta la fede al dito, nella realtà no. Conoscendo Nolan, può essere questo un dettaglio insignificante?
E se avesse ragione Michael Caine sul finale di Inception?

L’ultima spiegazione arriva da un attore del cast, Michael Caine. Nel film, lui è Miles, suocero e mentore di Cobb. Tempo fa si fece sfuggire un dettaglio che gli rivelò il regista stesso. Non avendo ben capito la sceneggiatura, Caine chiese delucidazioni a Nolan, il quale rivelò che le scene in cui lui era presente corrispondevano alla realtà. Nel finale lui è effettivamente presente quindi dovrebbe essere la realtà.
E voi, cosa ne pensate? Quale tra queste possibili spiegazioni vi convince di più? Se ancora non avete visto il film o vi è venuta voglia di rivedervelo, Inception andrà in onda stasera, 25 luglio 2023, alle 21.05 sul canale 20 di Mediaset. Questo e altro su CiakClub.it









