Il pianista, la storia vera di Władysław Szpilman

In onda questa sera in TV, Il pianista diretto da Roman Polanski è uno dei più importanti film storici e bellici di sempre, anche grazie all’interpretazione di Adrien Brody. Il film racconta la storia del compositore e pianista polacco di origine ebrea Władysław Szpilman.
Adrien Brody in una scena del film Il pianista e Władysław Szpilman

La Palma d’Oro a Cannes, tre premi Oscar, tra cui quello di miglior attore protagonista che ancora oggi detiene il record per il più giovane interprete a conquistarlo, e tanti altri riconoscimenti. Il pianista però è molto altro e molto di più. Una struggente e veritiera trasposizione del dramma mondiale, narrata attraverso lo sguardo di Władysław Szpilman.

Attinta dall’autobiografia del compositore e pianista polacco di origine ebrea, il film, certamente compreso tra i film a tema bellico più importanti e belli del XXI secolo, racconta gli avvenimenti a partire dall’invasione polacca da parte dei nazisti e dall’istituzione del ghetto di Varsavia. Rimasto solo, senza alcun familiare, tutti trasportati nei campi di sterminio, Szpilman lotta per la sopravvivenza e per arrivare incolume alla fine del conflitto.

Il pianista è purtroppo la vera storia del compositore e della famiglia. Non c’è nulla di romanzato o eccessivo nel film, ogni avvenimento segue quanto accaduto in quei tremendi anni di guerra, anche perché al romanzo del compositore è stata affiancata parte del diario di un ufficiale tedesco coinvolto nella storia. Addirittura per restituire ancor più veridicità, Adrien Brody, che interpreta Szpilman, ha non solo imparato a suonare ma anche applicato in modo estremo il Metodo per rivivere le condizioni del suo personaggio.

Nato nel 1911 in una famiglia di musicisti, Władysław è introdotto al pianoforte ed ottiene all’inizio degli anni ‘30 una borsa di studio presso l’Accademia delle Belle arti di Berlino. Nel 1935 diventa il pianista della Radio di Stato polacca, svariando dal jazz alla musica classica. L’ultima esibizione in diretta radiofonica, prima che i nazisti obbligassero la chiusura dell’emittente, è stata proprio a cura di Szpilman. Condotto con tutta la sua famiglia nel ghetto di Varsavia, il pianista continua a guadagnarsi da vivere suonando in un locale, fino all’inizio delle deportazioni nei campi di sterminio a partire dal ‘42.

La famiglia è quindi trasportata a Treblinka, mentre Władysław riesce ad essere tratto in salvo da un poliziotto del ghetto che riconosce l’artista. Rimasto nascosto per quasi un anno nel ghetto, comincia a vagabondare in cerca di riparo finché nascondendosi non incontra un ufficiale tedesco, Wilm Hosenfeld. Questi è conquistato dalla musica del compositore e decide di proteggerlo e mantenerlo al sicuro fino alla fine del conflitto. Władysław non è stato l’unico ebreo salvato da Hosenfeld che però, al termine della guerra, è stato comunque condannato ai lavori forzati per crimini di guerra, morendo però in un campo di prigionia nel 1952.

Władysław Szpilman ha invece continuato a comporre e suonare fino alla sua morte, il 6 luglio del 2000. Un vero miracolo quello accaduto e raccontato nel magnifico film di Roman Polanski che, a sua volta, è scampato al ghetto. Il pianista è un capolavoro da non perdere e, a tal proposito, il film andrà in onda oggi 24 novembre 2023 a partire dalle 21 su Iris.

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