George R.R. Martin contro gli adattamenti: “99% dei film peggio dei libri”

George R.R. Martin torna a far parlare di sé. Il celebre scrittore di Cronache del ghiaccio e del fuoco, da cui è stata tratta la serie Il Trono di Spade, ha infatti di recente detto la sua su una questione scottante come quella degli adattamenti cinematografici!
George R.R. Martin a una presentazione di House of the Dragon

George R.R. Martin torna a far parlare di sé. Diventato famoso per il ciclo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, che è stato adattato nella serie HBO Il Trono di Spade, George R.R. Martin è uno scrittore, sceneggiatore e produttore televisivo. Le sue opere sono state tradotte in tedesco, francese, italiano, spagnolo, svedese, norvegese, olandese, giapponese, portoghese, croato, russo, polacco, rumeno, ungherese, finlandese ed esperanto.

Nel 2005 il giornalista Lev Grossman lo ha definito il “Tolkien americano” e la rivista Time lo ha inserito nella lista delle 100 persone più influenti del pianeta: quando George R.R. Martin parla, il pubblico ascolta. Di recente, infatti, il celebre scrittore americano è tornato al centro dell’attenzione. In un post del 24 maggio, Martin ha condiviso sui social la sua opinione personale su un argomento da sempre oggetto di discussione, ovvero quello degli adattamenti. Cosa ne pensa George R.R. Martin? Scopriamolo insieme!

Le parole di George R.R. Martin contro gli adattamenti

Sul suo blog personale Martin è tornato a parlare di serie televisive e di adattamenti: “Ovunque si guardi, ci sono sempre più sceneggiatori e produttori desiderosi di prendere grandi storie e “farle proprie”. Non sembra importare se il materiale originale sia stato scritto da Stan Lee, Charles Dickens, Ian Fleming, Roald Dahl, Ursula K. Le Guin, JRR Tolkien, Mark Twain, Raymond Chandler, Jane Austen o… beh, chiunque” ha dichiarato George R.R. Martin.

“Non importa quanto sia importante uno scrittore, non importa quanto sia bello il libro, sembra che ci sia sempre qualcuno a portata di mano che pensa di poter fare meglio, desideroso di prendere la storia e “migliorarla”“, ha continuato Martin. “Il libro è il libro, il film è il film ti diranno, come se dicessero qualcosa di profondo. Poi realizzano la loro versione della storia. Non la migliorano mai, però. Novecentonovantanove volte su mille peggiorano le cose. Di tanto in tanto, però, otteniamo un adattamento davvero buono di un libro davvero buono, e quando ciò accade, merita un applauso”.

Sul suo blog Martin ha quindi riconosciuto che su 99 pessimi adattamenti, c’è sempre quell’1 % di possibilità di trovare un buon lavoro, come con Shōgun, di cui potete leggere la nostra recensione: “Devo confessare che ero dubbioso quando ho sentito per la prima volta che stavano realizzando un’altra versione del romanzo di Clavell. È passato molto tempo, ma ho letto il libro quando è uscito per la prima volta alla fine degli anni ’70 e sono rimasto molto colpito. E la miniserie del 1980 con Richard Chamberlain è stata un punto di riferimento della televisione; perché rifarlo da capo, quando quella versione era così buona?“.

Martin ha però continuato dicendo: “Il nuovo Shōgun è superbo… Sebbene la vecchia e la nuova versione presentino alcune differenze significative, sono entrambe fedeli al romanzo di Clavell a modo loro. Penso che l’autore ne sarebbe stato contento. Sia i vecchi che i nuovi sceneggiatori hanno onorato il materiale originale e ci hanno fornito adattamenti straordinari, resistendo all’impulso di farli propri”.

E voi cosa ne pensate delle parole di George R.R. Martin? Fateci sapere la vostra nei commenti e recuperate qui le sue dichiarazioni sui prossimi progetti in arrivo de Il Trono di Spade!

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