Festa del Papà: dieci titoli per celebrare i Padri del Cinema

19 marzo, Festa del Papà.

Saggi, protettori, affettuosi, disposti a tutto per rendere migliore il futuro dei propri figli. I papà nella storia del cinema fanno sognare, amare, ci lasciano un insegnamento e talvolta ci danno anche la possibilità di sperare in un mondo migliore. Così il cinema ci regala potenzialmente infiniti titoli e innumerevoli nomi per festeggiare e ricordare il ruolo paterno, partendo dalla produzione animata, passando poi per la drammaticità e toccando anche note di comicità.

La redazione di CiakClub ha deciso di presentarvi dieci film che, per un motivo o per un altro, rappresentano e celebrano al meglio questa figura, consapevoli, però, di aver lasciato indietro qualcuno. Ma non importa, tutti i papà del grande schermo meriterebbero considerazione e di essere citati. Qui troverete un po’ i nostri preferiti, quelli a cui siamo più affezionati e che meritavano un posto d’onore.

Da Marlin di Alla ricerca di Nemo a Henry Jones, fino al personaggio di Cooper di Nolan in Interstellar, per non parlare delle parole pronunciate dal Signor Perlman in Chiamami col tuo nome o della furia di Bryan Mills, tutti ci hanno lasciato dentro qualcosa, tutti ci hanno trasmesso l’amore e la protezione paterna.

Buona Festa del Papà!

Il Padrino

il padrino scena matrimonio

La saga di Coppola viene fin troppe volte confusa con una trilogia di Gangster Movie, quando in realtà ha più la struttura del melodramma familiare con vari risvolti legati al Romanzo Storico. Centrale è il ruolo di Vito, figura paterna onnipresente. Nella saga lo si vede accudirli in culla, educarli, mentre elargisce consigli, in veste di padre della sposa e li piange una volta scomparsi. Come ogni padre ha un debole per la figlia (Connie), è più protettivo nei confronti del più fragile (Alfredo), è orgoglioso che Michael stia cercando di trovare la sua strada in modo indipendente, ha un rapporto più duro con il primogenito e suo successore (Santino). Non è un caso che Coppola con il proseguo della saga si concentrerà molto sul rapporto di Michael con i suoi fratelli (in veste di nuova figura di riferimento/paterna) e con i suoi figli. Il vero cuore de Il Padrino è proprio lì, nella famiglia e nel ruolo del padre.

Commento a cura di Giacomo Lenzi.

Il re leone

il re leone simba e mufasa scena grandi re del passato

Ricordati chi sei. Tu sei mio figlio, e l’unico vero Re.”

Se Il re Leone è uno dei classici Disney più apprezzati di sempre gran parte del merito va soprattutto al rapporto fra Simba e il padre Mufasa.
La pesante eredità che Simba si trova ad affrontare ne Il re Leone è quella di un padre saggio e buono venuto a mancare troppo presto. Un padre che è scomparso troppo presto, ma che spera di poter rivivere nelle scelte di suo figlio grazie all’insegnamento e ai consigli che gli ha impartito.
Mufasa e Simba sono probabilmente la coppia padre-figlio più importante e più intensa che i film Disney abbiano mai presentato, capace ancora oggi di impartire grandi insegnamenti e di far piangere chiunque.

Commento a cura di Arturo Garavaglia.

La vita è bella 

la vita è bella roberto benigni campo concentramento film

Fra i tanti difetti di un film destinato a far discutere e i tanti pregi di un film destinato a essere amato, La vita è bella è prima ancora di una pellicola sull’olocausto, una stupenda dichiarazione d’amore di un padre (Roberto Benigni) a un figlio (Giorgio Cantarini). Mentre fuori si consumano gli orrori del regime e si scrive il pezzo più terrificante della storia della (dis)umanità, Guido protegge il suo bambino, Giosuè, trasformando le minacce naziste in regole da seguire per completare un gioco. Il sacrificio di un papà disposto a tutto pur di rendere cieco il giovane della malignità del campo di concentramento e non fargli rendere conto di ciò che nella realtà sta accadendo. Perché La vita è bella e andrebbe vissuta esattamente come un gioco.

Big Fish – Le storie di una vita incredibile 

big fish edward protagonista locandinaUn padre che racconta storie a un figlio: un evento decisamente romantico, forse oggi sempre più raro, è punto di partenza di uno degli ultimi capolavori di Tim Burton. Quando la fantasia del regista di Burbank incontra la penna di David Wallace il risultato non può che essere una piccola grande storia in grado di raccontare, con la solita delicatezza dei film di Tim Burton, la storia del complesso rapporto di conflitto e di amore fra un padre con una grande immaginazione e un figlio che sembra aver perduto la capacità di credere al fantastico che è insito nel reale.
Big Fish presenta una delle figure paterne più interessanti e commoventi della storia del cinema, merito anche delle grandissime prove attoriali di Ewan McGregor e Albert Finney.

Commento a cura di Arturo Garavaglia.

Vi presento Joe Black 

vi presento joe black discorso amore aereo

Lo so che ti sembra smielato ma l’amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi. Io ti dico: ‘Buttati a capofitto! Trovati qualcuno che ami alla follia e che ti ami alla stessa maniera!’ Come trovarlo? Beh, dimentica il cervello e ascolta il cuore. Io non sento il tuo cuore perché la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo. Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente, beh, equivale a non vivere. Ma devi tentare perché se non hai tentato non hai mai vissuto”.

Bill Parrish è un padre (Anthony Hopkins) con un impero fra le mani, una casa bellissima, due figlie che ama follemente e francamente niente di più da chiedere. La morte (Brad Pitt) bussa inesorabile alla sua porta, senza domandare troppi permessi, ma proponendo un patto: vivere da essere umano in cambio di tempo, unica cosa al mondo a non poter essere acquistata o garantita da nessuno. Un tempo prezioso che metterà a dura prova le capacità di Bill e che lo costringerà a rimettere in ordine i pezzi della sua esistenza prima di varcare la soglia e abbandonare la terra. In Vi presento Joe Black, Bill trova spazio per tutto, ma soprattutto per sua figlia, l’adorata Susan (Claire Forlani), per cui nutre un amore senza confini e a cui lascia la raccomandazione più importante: accogli la felicità con l’amore, o quantomeno non respingerla.

Armageddon

armageddon bruce willis scena sacrificio

Diciamocelo, il film di Michael Bay (come tutti quelli del regista poi) non fa della caratterizzazione dei personaggi il suo forte. In Armageddon però Harry Stamper (Bruce Willis) e sua figlia Grace (Liv Tayler) riescono a creare una forte empatia nello spettatore. Harry è il più classico dei padri, estremamente protettivo e diffidente nei confronti del nuovo fidanzato della figlia (Ben Affleck). Arrivato però nel momento decisivo non esita a fare la scelta giusta, con tanto di classico discorso finale e soprattutto con quell’ultima frase che strappa più di qualche lacrima: “Vinciamo noi, Grace”.


Commento a cura di Giacomo Lenzi.

Ladri di biciclette 

ladri di biciclette film protagonisti bruno antonioA tutto se rimedia… meno che alla morte!”. Sembra non crederci neanche lui, Antonio, alle parole che pronuncia al figlio Bruno in un’osteria troppo cara. Ladri di biciclette, capolavoro massimo del Neorealismo italiano, si ricorda anche per un padre emblematico che solo nella scena descritta trova la totale complicità con il figlio. Per il resto, il bambino è un po’ l’ombra del padre, sempre al suo seguito, mentre il distratto genitore diventa vittima dell’ossessione per la sua bicicletta perduta. Il rapporto fra il papà e il ragazzino qui si delinea nel dramma insito nel quotidiano: cosa può insegnare il grande al piccolo nella desolazione del dopoguerra romano? Forse a crescere il più in fretta possibile. Il classico di Zavattini e De Sica ci invita a osservare il rapporto nella storia e nel sociale, ma con la solita costante: ciò che fa il miglior papà è sempre nell’interesse del figlio. Tant’è che a Bruno è concesso addirittura il lusso del dolce e del vino nel ristorante sopracitato: “Se te vedesse tu’ madre che te faccio beve!”.

Commento a cura di Tiziano Angelo.

Boyhood 

boyhood scena film

Ecco la vita di Mason, un giovane le cui vicende vengono narrate nel lungo periodo. L’impresa di girare la pellicola in dodici anni risulta funzionale e sempicemente straordinaria. Lo scopo è infatti quello di seguire passo passo gli attori nella crescita nella loro esistenza, per ottenere maggior realismo all’interno della storia. Un racconto di vita, sintesi perfetta del cinema di Linklater, che scioglie i nodi del cambiamento del giovane protagonista, dai suoi sentimenti, al rapporto con i genitori che non riescono a trovare equilibrio, toccando l’altalenante rapporto con la sorella, le difficoltà e i dubbi in cui tutti noi possiamo ritrovarci. Ecco qui che arrivano le emozioni autentiche e profonde che ci regala il film. Un padre vero, reale, quello interpretato magistralmente da Ethan Hawke, con conversazioni, riflessioni sulla vita e consigli che rimangono indelebili.

Mrs. Doubtfire – Mammo per sempre

mrs. doubtfire film protagonista

Prima licenziato e poi rimasto solo a causa del divorzio, il papà di questo classico anni ‘90 con Robin Williams, pur di trascorrere del tempo con i figli, decide di travestirsi da donna e bussare alla loro porta in qualità di tata diventando Mrs. Doubtfire. Una commedia divertente in grado di toccare argomenti delicati e di fondamentale rilevanza e che presenta tutta la versatilità di cui il grande Robin Williams era dotato. La separazione di questa coppia spacca dunque la terra su cui poggia l’intero assetto familiare e il giovane papà innamorato dei suoi figli è costretto a camuffarsi e destreggiarsi fra mille peripezie casalinghe pur di rimanere a contatto con loro e godersi ogni attimo della loro esistenza.

La ricerca della felicità 

la ricerca della felicità film muccino scena

Inutile ricordare la quasi ossessione di Gabriele Muccino per la famiglia, pilastro centrale di ogni sua pellicola e base di ogni dinamica intrasoggettiva. Ma qui, il regista va oltre, raccontando per la prima volta nel dettaglio il rapporto fra un papà e un figlio. Entrando con la telecamera negli angoli più remoti e privati della vita del protagonista, Chris Gardner (Will Smith), l’elemento emotivo e centrale è la diade con il piccolo Christopher. Il coraggio di un genitore, premuroso e affettuoso, la felicità da garantire prima di tutto a un bambino di cinque anni e un amore paterno sconfinato. Un rapporto che nessuno potrà mai portargli via, che lo condurrà a lottare e conquistare per far brillare ancora e ancora gli occhi del figlio.

Per tutti gli altri focus, continua a seguirci sul nostro sito, CiakClub.

Facebook
Twitter