Perchè Interstellar è molto più di un semplice film di fantascienza

Un viaggio nell'immaginifico mondo di Interstellar, dove la tensione tra gli opposti genera una palingenesi catartica.

0
13893

Il fantasma ha scelto Cooper?

In un futuro nemmeno troppo lontano, forse un paio di generazioni, un pianeta Terra esanime è infelice e polverosa dimora di quel che resta dell’umanità.
Cooper è un astronauta addestrato dalla NASA che, per necessità, si adatta alle estreme condizioni in cui versa il pianeta, reinventandosi agricoltore.
Una strana sequenza di messaggi composti attraverso movimenti di sabbia e libri, da parte di quello che Murph, così si chiama la figlia di Cooper, definisce un fantasma, fornisce loro alcune coordinate.
Seguendole i due si trovano nella base segreta della NASA, dove a Cooper viene proposto di partire per una spedizione che potrebbe salvare il destino della specie umana.
Sfruttando un wormhole, ovvero una “scorciatoia” per una galassia lontana, lui e il suo equipaggio cercheranno di trovare un pianeta adatto ad ospitare l’uomo o, eventualmente, gli embrioni trasportati sulla navicella.

Per astra ad aspera

Interstellar

Per aspera ad astra è il celebre motto latino che sprona ad una strenua lotta alle avversità, per puntare in alto, alle stelle.
Per chi però è già arrivato alle stelle e si trova immerso nelle difficoltà il motto va ribaltato: per astra ad aspera, ecco quindi la descrizione di ciò che Interstellar rappresenta. Le stelle, che da irraggiungibili diventano improvvisamente molto più vicine, simboleggiano solamente un passaggio per trovare un nuovo pianeta da abitare ma, arrivati in una galassia lontana anni luce, le avversità, in un certo senso preventivate, non tardano a manifestarsi.

Il viaggio della navicella Endurance è l’ultima spiaggia della civiltà umana, la quale è impegnata nell’estremo tentativo di salvare se stessa; di non scomparire nella fredda, buia ed indifferente cornice dell’universo.
L’equipaggio della nave spaziale proverà a recuperare tre astronauti andati in esplorazione in tre pianeti con condizioni promettenti al fine di accogliere l’uomo.
La vicinanza al buco nero però rende i protagonisti soggetti alla teoria della dilatazione dei tempi della relatività: un’ora sul primo pianeta visitato, rivelatosi ben presto un buco nell’acqua, corrisponde a sette anni per gli abitanti della terra.
Il secondo pianeta porta Cooper e la squadra a conoscere il professor Mann.
Mann ha falsificato i dati per essere raggiunto da qualcuno, nonostante si trovasse su di un pianeta del tutto inospitale.
La facondia del professore millanta una possibilità di trasferimento inesistente, decidendo così la sorte dell’umanità: la falsificazione dei dati diminuisce drasticamente le probabilità di trovare un nuovo pianeta per la popolazione terrestre.

Il reprobo scienziato, reo di non essere rimasto coerente con la propria generosa scelta fino alla fine, una volta raggiunto e risvegliato dal suo sonno, non ha più nulla da perdere, letteralmente trasecola. Tenta di uccidere Cooper, ruba l’astronave, raggiunge la base e la sua tracotanza lo condanna a morte.

Un universo romantico

InterstellarLo stridente contrasto tra la smisurata grandezza e potenza dei fenomeni dell’universo, contrapposti all’incredibile piccolezza e impotenza dell’uomo, conferisce un’accezione fortemente romantica alla cifra estetica di Interstellar.
La stordente bellezza dello spazio e la scelta artistica di rappresentazione dei suoi componenti, come buchi neri e wormhole, almeno inizialmente, obnubilano la percezione di pericolosità che comporta l’avvicinamento a questi fenomeni sconosciuti.

Se normalmente la rappresentazione dell’intangibile sgomenta l’uomo, in Nolan questo discorso non trova applicazione pratica: il suo esasperato tentativo di soverchiare i seppur labili confini che separano lo scibile dall’ignoto, anziché spaventare attrae gli spettatori.
Cooper attraversa il wormole, visita un pianeta pericolosamente vicino a Gargantua, entra nel buco nero stesso, niente gli è precluso.

Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza“.

La perfetta descrizione che Dante ha riservato all’uomo dal multiforme ingegno (Odissea e spazio, il connubio vi ricorda qualcosa?) è calzante anche per il protagonista di Interstellar: le analogie tra i due si sprecano, entrambi guidano i loro compagni ed entrambi bramano il ritorno a casa, c’è però una sostanziale differenza.
Mentre per l’eroe omerico sono gli Dei a spingerlo con violenza lontano dalla terra natia, Cooper è protetto da un’entità superiore (Dio o chi ne fa le veci, Nolan non si esprime), sono stoltezza e codardia di altri esseri umani a non permettergli di riabbracciare i suoi familiari.

C’è però un altro aspetto che differenzia il laerziade di greca memoria dall’eroe nolaniano: Cooper è puro. Non mente, non inganna.
Mentre molti uomini, tra i quali il professore, dissimulano ritenendo la terra e i terrestri ormai spacciati, lui invece si indigna contro questo atteggiamento.
Homo sum: humanum nihil a me alienum puto. Sono un uomo e non ritengo estraneo a me nulla di umano. L’inno alla fiducia nell’uomo di Terenzio sembra scritto apposta per il protagonista del film. Quasi tutti danno ormai la terra per spacciata, non lui. Cooper si batte per la sopravvivenza della razza umana. Prende estremamente sul serio il suo incarico e lo porta fino in fondo, considerando ogni singolo essere umano come una risorsa preziosa, che deve essere protetta ad ogni costo.

Amore e circolarità del tempo

Interstellar
L’estremo sacrificio di Cooper, gettarsi nel buco nero per permettere ad Amelia, unica altra astronauta rimasta, di sopravvivere, è anche ciò che gli permette di compiere l’impensabile, ovvero comunicare con Murph. Egli si ritrova così in uno spazio pentadimensionale, costruito per comunicare solo ed esclusivamente con la stanza della figlia: è lei la prescelta delle entità superiori.
Cooper scopre di aver mandato lui stesso il messaggio con le coordinate. È il fantasma di Murph. La fine diviene principio.

È però necessario tornare al sommo poeta: “l’amor che move il sole e l’altre stelle“; la conclusione stessa della commedia è il Leitmotiv di Interstellar.
L’amore è ciò che ci tiene in vita, nonché il primo motore dell’universo. Laddove anche la scienza riconosce l’imponderabilità di alcuni fenomeni, il nobile sentimento costituisce l’intangibile proprio della fede. L’amore per l’umanità, per la scienza o, più semplicemente, l’amore di un padre per una figlia alla quale ha promesso di tornare, rappresentano la cieca credenza di tutti coloro che ritengono troppo arrogante pensare che ogni cosa possa essere spiegata scientificamente. Cooper lo sa perché ogni sua azione, anche la più estrema, è frutto dell’amore.

L’amore di un padre

Interstellar
Nolan riesce nell’impresa di rendere l’amore protagonista di un film di fantascienza, senza mai risultare stucchevole o, peggio, delirante.
Mette mano ai sentimenti, li giostra con incredibile maestria.
La scena in cui le vite di Cooper e Murph convergono di nuovo è quella in cui acuiscono tutti i sentimenti accumulati durante Interstellar.
Cooper entra nella stanza, la figlia è distesa, dimostra il doppio dei suoi anni, forse di più.
Ha tutta la sua famiglia al capezzale del letto, segno evidente che è riuscita, nonostante tutto, a costruirsi degli affetti propri.
Gli occhi dei due si incrociano, la commozione è evidente. Prevale però la consapevolezza di aver votato le proprie vite ad un bene più grande.
Murph mostra al padre l’orologio che le aveva regalato prima di partire e che lui ha usato per comunicare con lei. Sa già tutto. Quel fuggevole momento le è bastato. Lo esorta a ripartire: la salvezza del genere umano non può attendere, in fin dei conti ha sempre saputo che sarebbe tornato da lei.
“Nessuno voleva credermi, ma sapevo che saresti tornato”
“Come?”
“Perché il mio papà me lo aveva promesso”.
Omnia vincit amor. L’amore vince ogni cosa.

Vi è piaciuta la recensione di Interstellar? Per questo e altri articoli visitate Ciakclub.

 

 

 

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here