Woody Allen: “Se i film saranno solo in tv, potrei smettere di farne”

Woody Allen ha vissuto un’annata a dir poco tormentata. Dalle accuse di violenza, al ritiro e poi distribuzione del suo ultimo film, non è certo un periodo tranquillo per l’84enne regista newyorkese. Ora arriva anche una sua uscita a far discutere: egli si dice pronto a smettere di fare film.

In una recente intervista rilasciata al Financial Times, Woody Allen ha a lungo dibattuto sulla suo ultimo lungometraggio in uscita (on demand). Per l’occasione si è anche dilungato in una disamina del cinema contemporaneo. Il regista ha poi concluso il suo intervento dicendo che la sua carriera cinematografica potrebbe essere al capolinea e potrebbe smettere di fare film.

La motivazione di questa sua improvvisa decisione, che tutti ci auguriamo non porti a termine, sarebbe alquanto giustificata (e triste). I motivi principali sarebbero dunque: la chiusura di molti cinema e le sue difficoltà recenti nel trovare finanziamenti e persone disposte a collaborare. Queste le parole di Woody Allen: “Le sale sono tutte chiuse e non so se molte di queste ritorneranno. La gente dice che non è così male, si può cenare e poi vedere un film sul televisore, ma a me non interessa fare film per la TV, quindi può darsi che smetta di farli, punto.”

Woody Allen - Un giorno di pioggia a New York

 

Molte delle dichiarazioni del regista sono scaturite dalle difficoltà incontrate nella produzione del suo ultimo lungometraggio, già pronto: Rifkin’s Festival. Il film avrebbe dovuto debuttare a Cannes quest’anno, edizione che non avrà luogo. Al momento Allen sta invece cercando di presentarlo in anteprima al prestigioso, ma più piccolo, Festival del cinema di San Sebastian, in Spagna. Proprio nella nazione iberica è infatti ambientata la sua ultima commedia, anche se tuttora non esiste un accordo di distribuzione per il film ancora inedito.

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