Woody Allen racconta la sua verità sulle accuse di molestie contro Dylan

Woody Allen si racconta nella sua autobiografia "A proposito di niente" e parla anche delle accuse di molestie contro Dylan.

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woody allen

A proposito di niente: è questo il titolo dell’autobiografia di Woody Allen, in cui il regista si racconta in tutto e per tutto, soffermandosi anche sulla questione delle molestie sessuali alla figlia adottiva, Dylan Farrow. Nel memorial Woody Allen racconta la sua versione dei fatti; tuttavia la pubblicazione del libro non ha avuto vita facile.

Difatti, A proposito di niente (titolo originale: Apropos of Nothing) che sarebbe dovuto essere pubblicato dal gruppo editoriale Hachette, è stato ritirato dalle stampe per poi successivamente essere mandato definitivamente al macero. Le motivazioni stanno nel fatto che il figlio naturale del cineasta, Ronan Farrow, il quale in passato aveva pubblicato con il medesimo gruppo editoriale un’inchiesta che gli era valsa il Premio Pulitzer, ha contestato la mancanza di attenzione da parte della Hachette circa quanto riportato nel libro e pertanto di non aver verificato la veridicità delle stesse affermazioni.

Tuttavia, Arcade, altro editore, ha fatto sapere che A proposito di niente uscirà lo stesso in America, esattamente come in Europa. In Italia sarà edito da la Nave di Teseo di Elisabetta Sgarbi, la traduzione sarà ad opera di Alberto Pezzotta e le illustrazioni di copertina saranno affidate a Tullio Pericoli.

woody allen

Di seguito vi riportiamo le parole dedicate al capitolo delle molestie presenti in A proposito di niente: <<Come mai me la cavai in questa ordalia? Il termine è adeguato: false accuse, un’orrenda campagna stampa contro di me, enormi spese legali. Eravamo tutti nel seminterrato a guardare la televisione, bambini e baby-sitter comprese. Siccome non c’era posto per sedermi, mi piazzai sul pavimento e per un attimo posso avere appoggiato la testa in grembo a Dylan, che era sul divano. Di certo non feci nulla di inopportuno. Era metà pomeriggio, ero in una stanza piena di persone, stavo vedendo la TV. Mia aveva detto a Alison, la nervosa baby-sitter della figlia di una sua amica, di fare particolare attenzione; e Alison disse alla sua datrice di lavoro, Casey, che a un certo punto avevo appoggiato la testa in grembo a Dylan. Anche se l’avevo fatto davvero, era una cosa del tutto innocua e non morbosa. nessuno disse che avevo molestato Dylan ma, quando Casey telefonò a Mia il giorno dopo, riferendole quello che le aveva detto la sua baby-sitter, Mia si precipitò da Dylan. Secondo Monica, un’altra tata, avrebbe detto: “L’ho incastrato”. La testa in grembo con il tempo si sarebbe trasformata nelle molestie in soffitta>>. 

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