Us: è morto il protagonista della storia vera dietro l’horror di Jordan Peele

Si è spento alla veneranda età di 85 anni, per cause naturali, Ken Kragen, un vero e proprio gigante nel panorama produttivo statunitense, sia cinematografico che discografico, della fine del secolo scorso. Un nome probabilmente sconosciuto ai più, che invece conosceranno senz’altro in buona parte gli artisti, gli attori e le band a cui ha fatto da manager e di cui ha gestito le carriere. Nel panorama cinematografico, nomi del calibro di Burt Reynolds (Boogie Nights) e Olivia Newton-John (Grease); in quello musicale invece, gruppi come i Bee Gees e i Commodores di Lionel Richie.

Proprio con l’aiuto di Richie, convogliando quasi ogni artista di punta dell’epoca (Michael Jackson, Stevie Wonder, Bruce Springsteen, Bob Dylan e decine di altri che sarebbe impossibile elencare), fu l’organizzatore dell’evento We Are the World, progetto musicale e umanitario che raccolse 64 milioni di dollari in beneficenza per sfamare le popolazioni dell’Africa. Per lo sforzo fu insignito della Medaglia della Pace delle Nazioni Unite nel 1985, uno dei pochi privati cittadini a riceverla. A fianco di questo, ha anche prodotto un paio fra film e show televisivi: uno in particolare con protagonista Kenny Rogers, di cui è stato il manager e che conta un brano nella colonna sonora de Il Grande Lebowsky dei Fratelli Coen.

Hands Across America in Us
Hands Across America in Us

Di fronte a tutti questi meriti accumulati negli anni, sia in campo lavorativo che filantropico, accostare Ken Kragen a una storia dell’orrore non sembra il link più diretto, né apparentemente il più lusinghiero. Ma in certo senso, Kragen poteva fregiarsi di un’ultima, storica iniziativa umanitaria che ha in qualche modo ispirato l’ultimo horror sociale e politico di Jordan Peele con protagonista Lupita Nyong’o: Us, tradotto in Italia come Noi. All’inizio del film infatti, un televisore inquadra l’iniziativa Hands Across America, un progetto benefico nuovamente organizzato da Kragen nel 1986.

L’iniziativa, riproposta in tempi moderni dai doppioni in rosso del film di Peele, coinvolse 6,5 milioni di persone che, tenendosi per mano in una lunghissima catena umana, riuscirono a coprire la superficie degli Stati Uniti da costa a costa. Noto per il suo approccio di denuncia sociale e razziale nelle sue pellicole, Peele ha scelto questo espediente come forma di protesta da parte dei doppelgänger di Us, rappresentazione dei vari schiavi e ghettizzati di questo mondo.

Questo e altro su CiakClub.it

Facebook
Twitter