Trafficanti: l’incredibile storia vera dietro al film con Miles Teller

Trafficanti (War Dogs), uscito nel 2016, narra la storia vera di due giovani americani che vincono un contratto da 300 milioni di dollari con il Pentagono per fornire armi agli alleati in Afghanistan. Diretto da Todd Phillips, il film drammatizza alcuni eventi ma rimane fedele alla realtà di fondo.
Scena del film Trafficanti

Trafficanti (War Dogs), uscito nel 2016, racconta una storia apparentemente assurda e difficile da credere: due giovani americani senza particolari qualifiche o esperienze vincono un contratto da 300 milioni di dollari con il Pentagono per fornire armi agli alleati statunitensi in Afghanistan. La pellicola, diretta da Todd Phillips e interpretata da Miles Teller e Jonah Hill, è basata su fatti realmente accaduti, anche se, come spesso accade nei film, alcuni elementi sono stati drammatizzati o modificati per aumentare il coinvolgimento del pubblico.

Tuttavia, il cuore della vicenda rimane fedele alla realtà, mostrando un’intricata rete di affari, inganni e avidità. Il film non solo racconta la straordinaria impresa di questi giovani trafficanti d’armi, ma solleva anche questioni etiche e legali sul sistema degli appalti pubblici negli Stati Uniti, soprattutto durante il periodo delle guerre in Medio Oriente. Ma quanto c’è di vero nel film? Scopriamolo insieme.

Trafficanti, di cosa parla

Trafficanti racconta la storia di due amici di vecchia data, Efraim Diveroli e David Packouz, che si ritrovano per caso a lavorare insieme in un ambito altamente controverso: il traffico d’armi. Efraim, un giovane scaltro e ambizioso, ha iniziato a muoversi nel mondo delle armi sin da adolescente, sfruttando il sistema di appalti del Dipartimento della Difesa statunitense. Insieme a David, che prima lavorava come massaggiatore, decide di approfittare della possibilità di partecipare a gare d’appalto per piccoli e medi contratti, spesso ignorati dalle grandi aziende del settore.

L’evento centrale del film è il contratto da 300 milioni di dollari che i due riescono a ottenere per fornire armi agli alleati degli Stati Uniti in Afghanistan. Tuttavia, la situazione si complica quando devono gestire la logistica e le implicazioni legali e morali del loro affare. Nel tentativo di massimizzare i profitti, Efraim e David si trovano a interagire con trafficanti internazionali, politici corrotti e persino a violare diverse leggi. La loro avventura assume contorni sempre più pericolosi, trasformando quella che sembrava una semplice opportunità di guadagno in un incubo di proporzioni globali. Trovate qui la nostra recensione del film!

La storia vera dietro al film

La vicenda raccontata in Trafficanti è tratta da una storia vera, anche se il film ha preso alcune libertà artistiche per renderla più cinematografica. Al centro della storia ci sono davvero Efraim Diveroli e David Packouz. Questi due giovani, senza particolari qualifiche o esperienze nel campo militare, sono riusciti a intrufolarsi nel complesso mondo del traffico di armi internazionali.

Efraim Diveroli ha iniziato a lavorare nel settore molto presto, trasferendosi a Los Angeles e lavorando con lo zio, già impegnato nella vendita di armi. Ha imparato in fretta le dinamiche del commercio. A soli 18 anni, era già un milionario grazie alla sua capacità di vincere appalti più piccoli, spesso ignorati dalle grandi imprese. David Packouz, d’altra parte, aveva un passato decisamente più ordinario: lavorava come massaggiatore e si dedicava a piccole attività commerciali, come la vendita di lenzuola. Quando i due si rincontrarono, decisero di unire le loro forze per approfittare di un’opportunità senza precedenti.

L’aspetto più sorprendente di questa storia è proprio la facilità con cui i due riuscirono a vincere un contratto multimilionario con il governo statunitense. Il Dipartimento della Difesa, sotto pressione per distribuire in modo più equo gli appalti e ridurre le accuse di favoritismo verso le grandi compagnie, aveva iniziato a pubblicare online le gare d’appalto, permettendo anche a piccole imprese di partecipare. Diveroli e Packouz sfruttarono questa apertura, presentando un’offerta che, pur essendo sorprendentemente bassa, riuscì a battere la concorrenza.

Tuttavia, la storia vera di Trafficanti differisce in alcuni punti chiave da quanto visto nel film. Nella realtà le loro attività erano per lo più gestite da dietro un computer. Non ci furono sparatorie né viaggi in zone di guerra. Il loro lavoro era molto più burocratico e meno spettacolare rispetto a quanto rappresentato sullo schermo.

Oggi, David Packouz ha cambiato completamente vita: lavora come musicista e gestisce una propria azienda che produce strumenti elettronici, dedicandosi anche alla sua famiglia. Diveroli, invece, ha scelto di abbracciare la sua storia controversa, continuando a lavorare sul racconto della sua vita.

Trafficanti è una pellicola che, pur prendendosi alcune licenze narrative, rimane fedele all’essenza della straordinaria storia vera che la ispira. Il film va in onda questa sera sul canale 20. Altrimenti ecco un altro film in onda questa sera!

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