ATTENZIONE: SPOILER DI STAR WARS: GLI ULTIMI JEDI IN ARRIVO NELL’ARTICOLO!
Sembra proprio che non si possa stare senza parlare del nuovo corso di Star Wars, e tra la quasi imminente uscita dell’Episodio IX che concluderà la trilogia targata Disney e i recenti annunci di nuovi progetti (l’ultimo è quello di un’ulteriore trilogia ispirata al videogioco Knights of the Old Republic), le chiacchiere si fanno sempre più numerose. E se poi ci si mettono gli stessi attori dei film…
I protagonisti dei nuovi film hanno spesso espresso le loro idee sulle storie di cui fanno parte, e soprattutto Mark Hamill si è dimostrato logorroico non facendosi mai mancare l’occasione per lodare o per criticare il lavoro della Disney. L’ultimo attore che ha espresso delusione per come sono andate le cose è Tim Rose. Il suo nome non è certo tra i più celebri all’interno di Guerre stellari, eppure si tratta di un personaggio molo noto.
Rose, infatti, è stato, in diversi film della saga, l’ammiraglio Ackbar, uno dei leader della Ribellione che nonostante il ridotto spazio a lui dedicato è diventato amatissimo dai fan, anche per la sua celebre battuta ne Il ritorno dello Jedi: It’s a trap!

Ackbar è riapparso prima ne Il risveglio della forza, poi ne Gli ultimi Jedi, dove rimane ucciso durante una battaglia spaziale. Chiunque abbia visto e amato i film originali, non può non aver lasciato la sala con l’amaro in bocca ripensando alla fine dell’ammiraglio: il personaggio appare per pochissimo sullo schermo e muore in un attimo, risucchiato nello spazio senza che a questo tragico evento venga dato il minimo rilievo drammatico.
A quanto pare, lo stesso Rose si è dispiaciuto non poco dell’essere stato così maltrattato, come ha rivelato ieri in un’intervista: «Abbiamo finito tutte le nostre parti e mi hanno chiesto di andare verso la camera, così ho pensato: “Oh bene, magari mi ringrazieranno per essere stato uno dei personaggi storici ed essermici dedicato 30 anni”, invece mi hanno chiesto di guardare in camera e dire “It’s wrap” [gioco di parole con l’espressione inglese utilizzata per indicare la fine delle riprese]. Stavo proprio piangendo sotto la tuta, perché ho pensato che alla fine di tutto, dopo aver sperato che avrebbero fatto qualcosa, dopo aver saputo che non ci sarebbe stato nient’altro, il momento finale di Ackbar prima di essere riposto nella sua scatola sarebbe stato una battutaccia. E questa è stata la summa finale della mia vita come Ackbar».
Insomma, Rose e Ackbar meritavano decisamente di meglio, fuori e dentro al film!
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