Andrea Occhipinti abbandona l’ANICA in seguito alle polemiche per la distruzione del film Sulla mia Pelle, in contemporanea nelle sale e su Netflix.
Andrea Occhipinti, Presidente della sezione Distributori dell’ANICA – Associazione Nazionale industrie cinematografiche Audiovisive e multimediali – che riunisce i distributori italiani, ha deciso di lasciare il suo posto alla guida dell’Associazione a causa delle polemiche sorte in seguito alla decisioni di distribuire il film Sulla Mia Pelle in contemporanea nelle sale cinematografiche e sulla piattaforma di streaming, Netflix.
La scelta, resa nota durante il Festival de Cinema di Venezia, ha suscitato malcontento tra gli esercenti, alcuni dei quali hanno scelto di non inserire il film in catalogo o di ritirarlo prima del dovuto, scenario a cui si sono aggiunte alcune proiezioni nei centri sociali non autorizzate da Netflix o da Lucky Red.
Andrea Occhipinti rende nota la sua risoluzione attraverso un comunicato, precisando che il grande successo del film ha inasprito le polemiche:
“Ho deciso di dimettermi perché la nostra scelta di distribuire Sulla mia pelle di Alessio Cremonini in contemporanea nelle sale e su Netflix ha creato molte tensioni tra gli esercenti che lo hanno programmato (pochi) e quelli che hanno scelto di non farlo (molti). II successo del film ha aumentato queste tensioni. Nonostante esistessero dei precedenti in Italia e ci sia un acceso dibattito a livello internazionale, non voglio che una scelta puramente aziendale venga considerata come una posizione della sezione distributori dell’Anica, visto il mio ruolo. Per non creare ombre o imbarazzo ai miei colleghi, ritengo quindi opportuno lasciare la carica di Presidente“.

Occhipinti fa inoltre sapere che Sulla mia Pelle è stato prodotto da LuckyRed e Cinemaundici con il solo contributo del tax credit previsto dalla Legge Cinema, mentre l’accordo con Netflix, subentrato in un secondo momento, ha permesso un distribuzione su più ampia scala, coinvolgendo ben 190 paesi, seguendo il modello consueto del film-evento che non esclude l’uscita del lungometraggio in contemporanea nelle sale e sulle piattaforme di streaming.
Nello stesso comunicato, non lesina di difendere la sua decisione poiché, sostiene, la visione on line è il segno di un mondo che cambia e la proposta Netflix avrebbe concesso una maggiore visibilità ad un prodotto che si propone quale “opera prima”.
Evidentemente Andrea Occhipinti non immaginava il successo che Sulla mia Pelle, magistralmente interpretato da Alessando Borghi, avrebbe riscosso.
“Per i primi venti, trenta film del mercato italiano non ha senso parlare di Netflix, ma per tutti quei film italiani, opere prime e seconde che spesso rimangono in sala, quando va bene, quattro o cinque giorni senza trovare pubblico, questo ragionamento va fatto. Per film come Sulla mia pelle la visione su Netflix non ha cannibalizzato la sala. Sono utenze e modalità di visione diverse“.

In merito alle dimissioni di Occhipinti, il Presidente ANICA Francesco Rutelli, la Presidente dei Produttori Francesca Cima, il Presidente delle Imprese Tecniche Ranieri De Cinque, i Vicepresidenti Tilde Corsi e Richard Borg pubblicano un comunicato nel quale asseriscono che la via dell’innovazione è una strada da percorrere attraverso il dialogo e una solida capacità di condurre il cambiamento.
- Andrea va ringraziato per l’ottimo lavoro svolto in cinque anni, nell’interesse di realtà produttive molto importanti per l’industria del cinema e dell’audiovisivo.
- Prendiamo atto e rispettiamo la sua scelta, assunta per evitare che le sue decisioni da imprenditore creino tensioni nel settore e nei rapporti tra esercizio, distribuzione e produzione.
- Vogliamo confermare con chiarezza e forza che le parole-chiave nella filiera creativa e industriale che rappresentiamo sono: condivisione e innovazione.
Occorre prendere le decisioni assieme agli stakeholder e in un dialogo fruttuoso con le istituzioni e i regolatori.
Di fronte ai giganteschi cambiamenti globali (che impattano inevitabilmente sulle abitudini e i gusti del pubblico) non si tratta di erigere barricate, ma di contribuire a guidare le trasformazioni nella filiera del cinema e dell’audiovisivo, nei rapporti con l’esercizio, i broadcaster e le nuove piattaforme.









