Stronca «The Shape of Water di Benecio Del Toro»: social scatenati contro il critico Rex Reed

The Shape of Water, l’ultimo film di Guillermo Del Toro che uscirà in Italia il 15 febbrario 2018, sta ottenendo un grandissimo successo: prima il Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia, accompagnato dalle lodi di tutta la critica, poi gli ottimi incassi negli Stati Uniti, dove è stato distribuito l’8 dicembre.

Una delle poche recensioni negative ha però scatenato i fan del regista messicano, e lo stesso Del Toro è intervenuto criticando con sarcasmo l’articolo apparso sul New York Observer scritto da Rex Reed, penna di tante importanti riviste statunitensi come Vogue e The New York Times.

Rex Reed

Cosa ha generato una risposta così veemente sui social? Sappiamo che talvolta i fan, non solo del cinema, hanno difficoltà ad accettare critiche ai loro idoli, ma è difficile pensare che anche Del Toro, pur amatissimo, abbia un pubblico così intransigente da non sapere accettare anche le opinioni negative, soprattutto quando si perdono in un mare di elogi come è capitato per La forma dell’acqua.

In effetti è così. A fomentare la rabbia di chi ha amato il film non è infatti stata la recensione in sé, quanto l’atteggiamento di Reed e gli errori marchiani fatti dal critico.

Benecio Del Toro

Basta leggere il titolo e poche righe: a Reed non sarebbe piaciuto «The Shape of Water dello spagnolo Benecio Del Toro». Non solo Reed ha confuso il regista con un attore di tutt’altra nazionalità, ma ne ha persino sbagliato il nome. Come qualcuno ha fatto notare su Twitter «non ha saputo nemmeno scrivere correttamente il nome scorretto».

Con l’ironia che lo contraddistingue, Del Toro (Guillermo, ovviamente) ha scritto, sempre su Twitter, che «sarebbe un onore ricevere una recensione negativa da Rex Reed. Ahimè per ora se la può godere solo Benecio».

A indignare i lettori non è però stato solo questo errore, ma anche il modo in cui Reed ha parlato dei personaggi. Se possiamo anche sorvolare sul suo non aver compreso la protagonista, che tutto è tranne che patetica come lui sostiene, il critico è riuscito a chiamarla, in quanto muta, «handicappata». Una definizione poco elegante, oltre che sbagliata.

Del Toro

Le reazioni hanno travolto Reed e l’Observer, costringendo la rivista a cancellare articolo e tweet annesso, ripubblicandolo in una nuova, più corretta, versione.

Nonostante sia ancora piuttosto quotato come recensore, Reed non è nuovo a simili critiche. Nel 2012 aveva parlato molto male di Quella casa nel bosco, ma la recensione che ne aveva scritto dimostrava che il film non lo aveva visto, o per lo meno non tutto, dato che buona parte delle informazioni che dava sulla trama erano semplicemente sbagliate. L’anno successivo era finito di nuovo nell’occhio del ciclone perché nella sua recensione a Io sono tu aveva speso molte parole per insultare la protagonista femminile Melissa McCarthy, da lui definita «un ippopotamo delle dimensioni di un trattore», continuando a più riprese a criticarla non per l’interpretazione ma per l’aspetto.

La critica cinematografica italiana pullula di giornalisti che hanno dimostrato la propria incompetenza, ma a quanto pare nemmeno negli Stati Uniti la situazione è poi così rosea. Tutto il mondo è paese, dopotutto.

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