Robert Downey Jr.: il successo, la droga e la rinascita di un supereroe

Diciamocelo. Da quando Tony Stark aka Iron Man è morto, il mondo non è stato più lo stesso. Non è bastato piangere lacrime amarissime durante la visione al cinema di Avengers: Endgame, abbiamo pure assistito ad una pandemia globale, alla chiusura dei cinema… Insomma una tragedia dopo l’altra e chi più ne ha più ne metta.

Cinica ironia a parte, la morte di uno dei supereroi – ma sarebbe meglio dire: di uno dei personaggi – più amati di sempre è stata di sicuro un evento importante. E se un tale avvenimento riesce a lasciare così tanto vuoto (e devastazione!) dietro di sé, questo è merito indubbiamente anche di un grande interprete: Robert Downey Jr.

Robert Downey Jr. è certamente uno degli attori più popolari, nonché più carismatici e talentuosi di tutta Hollywood. Un divo che ha saputo conquistarsi la fiducia e l’amore del pubblico con una carriera davvero varia e ricca, e non priva di momenti bui. Ma si sa… gli eroi per ritenersi tali devono necessariamente attraversare le loro più profonde oscurità. Quindi ecco la storia della vita del nostro “Uomo di ferro”.

L’infanzia difficile e il mondo dello spettacolo

Il piccolo Robert Downey Jr. in Pound
“Pound” (1970)

Si può dire che Robert Downey Jr. sia praticamente parte integrante del mondo dello spettacolo. Suo padre, Robert Downey Sr., è un regista indipendente di origini ebreo/irlandesi, mentre la madre, Elsie Ann Ford, è un’attrice. I due si conobbero sul set di uno dei film di Downey Sr. e dalla loro relazione nacque il piccolo Robert, il 4 aprile 1965.

L’infanzia fu per il piccolo Jr. una piena immersione nel mondo dello star system, tanto che partecipò in molte produzioni del padre. A soli 5 anni Robert Downey Jr. debutta infatti con una piccola parte in Pound, pellicola scritta e diretta proprio dal padre e due anni dopo prese parte ad un’altra produzione paterna: Greaser’s Palace.

Ma l’infanzia di Robert non fu tutta rose e fiori. Sballottato tra Londra e New York, e in piena crisi di prossima rottura famigliare, l’attore ricorda i non facili rapporti con il padre. Robert Downey Jr. venne infatti spinto dal genitore a fumare marijuana già dalla tenera età di sei anni. Secondo l’attore, era questo l’unico modo del padre di dimostragli affetto e comprensione.

Le cose non migliorarono con la separazione dei genitori, per cui fu costretto a 13 anni a seguire il padre sulla costa ovest californiana, dove rimase fino a 17 anni. Trasferitosi infine a New York si dedicò e studiò arte performativa, che gli funse da base per la sua carriera successiva.

Il successo: dal Saturday Night Live a Charlot

Robert Downey jr. nei panni di Charlot con una donna vestita da sposa
“Charlot” (1992)

Sono gli anni ’80 quelli della svolta decisiva alla carriera di Robert Downey Jr. L’attore, ormai 20enne, entra a far parte del cast del Saturday Night Live nella stagione che si svolse tra l’85 e l’86. Nonostante la brevissima esperienza, e le numerose critiche ricevute, questa fu per lui un’esperienza fondamentale in cui poté affinare le sue doti sia comiche che performative in senso stretto.

Tra una partecipazione cinematografica e l’altra, è nel 1987 che Downey Jr. ottiene il suo primo ruolo da protagonista nel film adolescenziale con Molly Ringwald Ehi… ci stai?Questo gli apre le porte ai ruoli più impegnati. E in questo senso, il ragazzo tossicodipendente da lui interpretato nel film Al di là di tutti i limiti sembra quasi una premonizione del suo futuro.

Ma dobbiamo ancora arrivare a Charlot. L’interpretazione del vagabondo più famoso della storia del cinema diventa il culmine di questo intenso periodo di lavoro, nonché uno dei suoi ruoli più memorabili. L’intensa dedizione alla preparazione del personaggio, nonché una delle sue interpretazioni più azzeccate, infatti, lo portano ad ottenere la sua prima candidatura all’Oscar e al Golden Globe, nonché la vittoria del BAFTA.

La caduta

Robert Downey jr. e Calista Flockhart su sfondo rosa
“Ally McBeal”

Robert Downey Jr. assume ben presto i caratteri dell’attore travagliato e dell’anti-divo hollywoodiano. Lo spettro dell’alcool e della droga, che da sempre ha accompagnato la sua esistenza, diventa sul finire del millennio più vero che mai. Tra il 1996 e il 2001, l’attore viene infatti più volte arrestato in stato di ubriachezza e sotto l’effetto di stupefacenti, per questo processato e condotto in riabilitazione, senza grandi successi.

La prima volta avvenne nell’aprile del 1996, quando Downey Jr. fu trovato in possesso di eroina, cocaina e una pistola. Da qui ha inizio una lunga trafila che porta l’attore a fare la spola tra il commissariato, il tribunale, il carcere e i vani programmi riabilitativi a cui è sottoposto. Robert Downey Jr. si ritrova dunque costantemente catapultato sulle prime pagine dei tabloid americani ed è così costretto a rinunciare a moltissimi progetti in cantiere.

Condannato alla detenzione per 3 anni, nel 2000 viene rilasciato per buona condotta dopo appena 12 mesi. È qui che gli si presenta l’occasione della svolta: la partecipazione alla serie Ally McBeal. Il successo di pubblico e un Golden Globe vinto però non impediscono a Downey Jr. di redimersi e, prima della fine della prima stagione, viene di nuovo trovato in possesso di cocaina e benzodiazepine, il che lo porta ad una condanna alla riabilitazione e alla libertà vigilata per tre anni.

Era impossibile intravedere la luce. E infatti, come ebbe a dichiarare l’attore in futuro: “Era il mio punto più basso in termini di dipendenza. A quel punto non mi importava se non avessi più recitato”.

 Una nuova ri-salita

I due giornalisti Dave e Robert alla scrivania in Zodiac
“Zodiac” (2007)

Grazie all’aiuto della futura moglie Susan Levin e ad un’industria che non l’ha mai rigettato definitivamente, Robert Downey Jr. riesce lentamente a riabilitare la sua figura e il suo profilo d’attore. Il percorso è lento, costante, ma necessario per far uscire il divo dall’oscurità in cui era piombato.

I primi anni 2000 servono infatti all’attore a riprendere familiarità con il lavoro sul set. Per questo prende parte a numerose produzioni in ruoli da comprimario o da protagonista, ad esempio in: Kiss Kiss Bang Bang, Good Night, and Good Luck., A Scanner Darkly – Un oscuro scrutare, dove interpreta un tossicodipendente e Zodiac

La ripresa sarà definitiva, tanto che tra il 2005 e il 2007 parteciperà ad un numero esorbitante di pellicole: ben 11 in soli tre anni. La quantità giusta per far incuriosire Jon Favreau che, convinto che Downey Jr. fosse il volto giusto, gli vuole offrire il ruolo definitivo della sua carriera: Tony Stark.

Tony Stark: il nuovo Robert Downey Jr.

Tony Stark pronto per la missione in Avengers: Endgame
“Avengers: Endgame” (2019)

Nel 2006 Robert Downey Jr. viene scritturato per il ruolo di Tony Stark nel film che inaugurerà uno dei fenomeni cinematografici di maggior successo di sempre, Iron Man. Si potrebbe quasi dire che è grazie al suo carisma e alla sua convinzione nell’interpretare un ruolo fatto su misura per lui, che il Marvel Cinematic Universe è diventato così tanto amato dal pubblico. Per quello la sua scomparsa ha creato un vuoto che sarà molto difficile da colmare.

Nonostante il ruolo da supereroe gli calzasse perfetto, Downey Jr. non si è mai fatto “ingoiare” da questo. E, come un Tony Stark dalle mille risorse, anche lui si è reinventato in altri memorabili ruoli. Due su tutti: quello del sergente afroamericano in Tropic Thunder e quello dell’investigatore improbabile nella saga di Sherlock Holmes diretta da Guy Ritchie.

Quale trucco avrà ora in serbo il nostro supereroe?

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