Le morti che hanno traumatizzato la nostra infanzia/adolescenza

Non si esce indenni dall'infanzia. Ecco la nostra rassegna delle morti più traumatiche di cinema e serie tv, che più hanno segnato la crescita di tutti noi.

0
6000

La vita è dolore. E spesso lo si scopre nelle maniere più inaspettate. Ad esempio, quando ti stai rasserenando guardando un bel film d’animazione, oppure mentre stai tifando l’eroe della tua serie preferita arrivare all’obiettivo desiderato. Ecco che, tutto d’un tratto… zan-boom-bang… qualcuno muore inaspettatamente, e nulla è più come prima.

E noi delle giovani generazioni abbiamo di certo imparato a fare i conti fin da piccoli con la morte, in particolare se parliamo di morti cinematografiche. Sembra, infatti, che dagli anni 80 in poi sceneggiatori e registi si siano letteralmente divertiti ad infarcire contenuti per bambini o per tutta la famiglia di morti improvvise e sconvolgenti. Fulmini a ciel sereno nella tranquillità dell’intrattenimento casalingo, che hanno provocato in tutti noi grossi traumi. Traumi che rimangono tutt’oggi indelebili nelle nostre menti e nei nostri cuori.

Ma quale miglior modo di elaborare il trauma, se non ributtarsi a capofitto in esso?! Dunque eccoci qua con la lista delle 10 morti più traumatiche della nostra infanzia e della nostra adolescenza. Quindi, se non avete ancora dimenticato tutti quegli eroi, animali e persino dinosauri… armatevi di fazzoletti e iniziate a leggere.

P.s. Dovrei dirvi, ovviamente, anche occhio agli spoiler, ma credo fermamente che potrebbe essere un avvertimento inutile. Queste scene le abbiamo già viste tutti decine di volte, e siamo tutti qui per riviverle nostalgicamente, no?!

 

1. Boromir – Il signore degli anelli – La compagnia dell’anello

Il signore degli anelli

Il primo vero kolossal fantasy ha il grande pregio di presentare al pubblico tutti i personaggi che lo accompagneranno lungo la trilogia. Tra questi Boromir che, proprio ne La compagnia dell’anello, ha un ruolo maggiormente controverso e ambivalente rispetto agli altri. Il guerriero valoroso, ma anche estremamente fragile, appare più volte tentato dal potere dell’anello, tanto da mettere in pericolo mia vita di tutti i compagni.

Ma ecco che proprio quando la sua redenzione appare compiuta che il personaggio esce di scena con una morte dal potentissimo afflato epico. Tre frecce che trasformano il sacrificio di Boromir in un vero e proprio martirio. Ma non c’erano dubbi, quando si sceglie Sean Bean ad interpretare un personaggio – con il suo record di 23 morti sullo schermo – il destino sembra quasi scritto prima della sceneggiatura. Ne sa qualcosa un tale Ned Stark

 

2. Artax – La storia infinita

La storia infinita

Per ricordarci che La storia infinita è un film per ragazzi impregnato di temi oscuri, forse ci sarebbe bastato anche solamente il fatto che la minaccia principale si chiami Il Nulla. Ma ecco invece che arriva inaspettatamente una delle scene più strazianti che possano essere concepite, in particolare se si pone questa praticamente a inizio film. La morte di Artax, il nobile cavallo bianco compagno di viaggio di Atreyu.

L’inesorabile discesa di Artax nelle sabbie mobili delle Paludi della Tristezza è accompagnata dall’impotenza visibile negli occhi del bambino. Una scena dalla durata infinita che fa partecipare lo spettatore alla stessa tragedia raccontata. Mai nome fu più azzeccato di questo per traumatizzare intere generazioni di ragazzini.

 

3. Piton & Dobby – Harry Potter e i Doni della Morte Pt. 1 & 2

Harry Potter e i doni della morte

Appena ripresi dalla morte di Albus Silente – unico mago che Voldemort abbia mai temuto -, ecco che ci pensa il capitolo finale della saga di Harry Potter a ricordare che la battaglia non è ancora finita. Così, dopo aver salutato Edvige a pochi minuti dall’inizio, ecco che bisogna anche affrontare la morte del non-più-elfo domestico Dobby. Una morte che diventa ancora più straziante perché avviene quasi completamente in fuori campo, lasciando solo spazio al commiato finale. Così, quei grandi occhi che dicono “Dobby è felice di stare con il suo amico Harry Potter” sono impossibili da dimenticare.

Probabilmente Dobby vincerebbe il premio “morte più traumatica” a mani basse, se non ci fosse stata la Parte 2. Infatti se la frase finale di Dobby ci ha spezzato il cuore, il “Dopo tutto questo tempo? Sempre!” ce lo frantuma definitivamente. Stiamo ovviamente parlando della morte di Piton. L’anello di congiunzione finale della storia reso ancora più potente dalla magistrale interpretazione di Alan Rickman.

 

4. Neil Perry – L’attimo fuggente

L'attimo fuggente

Se c’è un film sottilmente abile a saper raccontare le costrizioni e le aspirazioni dell’adolescenza, questo è sicuramente L’attimo fuggente di Peter Weir. “Carpe diem” e “O Capitano, mio Capitano!” sono diventati, grazie a questa pellicola, slogan pressoché generazionali. E se la figura dell’insegnante interpretato da Robin Williams rappresenta il punto di vista alternativo a quello dominante, c’è chi a quest’ultimo è costretto a soccombere.

Stiamo parlando del suicidio di Neil Perry dovuto alla sua incapacità di contrastare l’educazione oppressiva del padre. Una scena ancora più cruenta perché concepita come un inesorabile rituale di addio. La rappresentazione definitiva della morte che ha lasciato generazioni di adolescenti attoniti e inermi di fronte alle possibili tragiche conseguenze di solitudine e silenzio.

 

5. Marley – Io & Marley

Io & Marley

Io & Marley potrebbe anche essere crudelmente intitolato: Come far commuovere per la morte di un cane anche i non amanti degli animali. Quella del labrador Marley e della sua famiglia di adozione Grogan è una di quelle storie con cui è impossibile non identificarsi. A chi infatti non è mai capitato di perdere un animale domestico?!

Eppure il film si spinge persino oltre, perché quella di Marley è una storia di fedeltà universale e incondizionata. Non bastava poi che lo spettatore seguisse punto per punto l’invecchiamento, la malattia e la morte del cane. A dare il colpo di grazia ci pensa anche il monologo finale fatto da John mentre sistema la tomba di Marley nel giardino. E tutte quelle lacrime che scorrono sul viso di chiunque riesca arrivare a fine film non si sa ancora se hanno lo scopo di ricordarci se un cane è meglio averlo oppure no.

 

6. Mamma di Piedino – Alla ricerca della Valle Incantata

Alla ricerca della valle incantata

Disney a parte, probabilmente stiamo parlando di una delle morti più strazianti proposte da un cartone animato. Non bastava proporre ai piccoli spettatori la devastante situazione di carestia che gravava su tutte le famiglia di dinosauri; non bastavano i catastrofici eventi naturali che devastavano le terra. Ad ostacolare il viaggio di Piedino e sua Madre verso la terra promessa della Valle Incantata, si interpone pure il terrificante “Dentiaguzzi”.

È proprio durante uno degli ultimi scontri che mamma brontosauro soccombe alla furia del grande carnivoro. E mentre lei è giacente a terra, priva di forze, sotto una raggelante pioggia torrenziale, il piccolo Piedino assiste impotente alla sua morte. Certo non dopo aver sentito le sue ultime strazianti parole: “Sarò con te, anche se non mi potrai vedere. Lascia che sia il tuo cuore a guidarti. Il cuore sussurra, perciò devi ascoltarlo attentamente…”

 

7. Marissa Cooper – The O.C.

The O.C.

Erano ancora lontani i tempi in cui eravamo abituati a veder scomparire i personaggi delle serie tv – leggi Game of Thrones – dall’oggi al domani. In particolare, se si tratta di un teen drama/soap opera in onda al pomeriggio dopo scuola come The O.C.. Ma le cose cambiarono definitivamente con il finale della terza stagione, in cui gli sceneggiatori “uccisero”, senza avvisarci, la protagonista Marissa Cooper.

Nessuno se lo sarebbe aspettato, ma quel finale di stagione all’apparenza infinito, e sottolineato dalla straziante voce di Jeff Buckley che canta Hallelujah, sarebbe rimasto un ricordo indelebile degli adolescenti anni 2000. La macchina che rotola fuori strada, l’incendio che divampa, Ryan che cammina con Marissa in braccio sono un crescendo fino al colpo di grazia del flashback finale.

 

8. Mamma di Bambi & Mufasa – Disney

Il re leone

Era il 1942 e la subdola Disney già aveva trovato la sua personale formula per traumatizzare intere generazioni di bambini. Non basta, infatti, che per il tempo fosse proibito mostrare esplicitamente la morte di un personaggio in prodotti destinati ai bambini, quella della mamma di Bambi risulta ugualmente cruenta. Mentre l’uccisione è ridotta al fuori campo, vediamo Bambi chiamare a gran voce e invano, sotto la neve, sua madre. Menzione speciale inoltre per il Padre che, annientando tutte le speranze del cerbiatto (nonché le nostre), ricorda perentorio che la Madre non tornerà più.

Ma probabilmente la Disney non era abbastanza appagata dal lavoro svolto per Bambi e ha deciso di replicare con Il Re Leone. Da molti definita come la morte più tragica della storia del cinema, quella di Mufasa riesce a colpire in egual modo sia gli adulti che i bambini. La ferocia di Scar; la caduta di Mufasa; lo sguardo attonito di Simba mentre gira attorno al cadavere del padre. Tutto è istantaneo, è triste, è vero e dunque fa male. Alla faccia dell’Hakuna Matata!

 

9. Tony Stark/Iron Man – Avengers: Endgame

Avengers: endgame

Poteva la Fase 3 del Marvel Cinematic Universe non concludersi con colui che ne aveva decretato l’inizio nel lontano 2008?! Eppure molti fan non hanno accettato che il dubbio fosse realizzabile fino a quando non l’hanno visto concretizzarsi sul maxi-schermo: Tony Stark sarebbe morto. Quell’unico universo intravisto da Doctor Strange era quello in cui Iron Man si doveva sacrificare. E in cuor nostro tutti lo sapevamo, senza però farcene una ragione.

Senza dubbi il personaggio più amato e più presente dell’intero universo fumettistico-cinematografico, Iron Man ha lasciato un mondo che ha contribuito a cambiare e salvare, fan compresi. Si sa che in un mondo con i supereroi il “per sempre” potrebbe anche non esistere, ma al momento questa è la realtà. E l’addio di Tony è stata la prova che si può piangere anche da adulti.

 

10. Jack Dawson – Titanic

Titanic

Ce lo aspettavamo praticamente fin dall’inizio del film che non sarebbe andata a finire bene. L’anziana Rose è infatti la sola a raccontarci la storia del suo amore perduto nel tempo. Eppure quando giunge il momento, dopo due ore di affiatato racconto, ancora non siamo pronti alla verità: Jack non ha mai visto l’alba dopo quella tragica notte del naufragio. Ed è proprio su quella famosa porta galleggiante che si consumano anche le nostre speranze di spettatori.

Siamo lì con Rose che fa la sua agghiacciante scoperta: Jack non apre più gli occhi, è morto, ma la sua mano è ancora stretta a quella della fidanzata. Una stretta da cui Rose si libererà per potersi salvare. Così, sulle delicate note della celeberrima colonna sonora, Jack viene dolcemente spinto via e lentamente sprofonda nell’oscurità degli abissi. E, insieme a lui vengono spinti nelle profondità della tragedia anche le nostre speranze.

Passato il magone, poi certo, il dibattito rimane: Rose non si sarebbe potuta fare un po’ più in là per fare spazio a Jack? O almeno non potevano fare a turno per evitare l’ipotermia? Magari questo dubbio lo lasciamo al prossimo approfondimento!

 

Per news e altri approfondimenti dal mondo del cinema e delle serie tv, continuate a seguirci su CiakClub.it!

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here