Quentin Tarantino sul figlio di un anno: “Presto gli farò vedere Kill Bill”

Quattro cose si possono dire di Quentin Tarantino: è sicuramente un eccentrico; non ha (esattamente) il senso della misura; ama i film; quelli che produce sono piuttosto violenti – seppur non gli piaccia che si rimarchi e nonostante siano piuttosto fumettistici. Oltre alle solite cose poi, che sia uno dei migliori registi della sua generazione non c’è bisogno di ricordarlo. Bene, mettete un attimo da parte queste quattro coordinate e date un’occhiata ad altre tre, che riguardano la sua sfera privata: nel 2009, anno di uscita di Bastardi senza gloria, ha conosciuto la cantante israeliana Daniella Pick; nel 2018 ci si è sposato; nel 2020 ci ha fatto un figlio, il suo primogenito, Leo Tarantino. Ora sommate il tutto e otterrete questo: un padre che, proiettandosi nell’educazione genitoriale del proprio figlio appena nato, già si prepara la lista di film da fargli vedere da qui a quattro anni. In questa lista, ovviamente, non poteva mancare una delle sue pellicole: Kill Bill.

I bambini in Kill Bill vol. 1 di Quentin Tarantino
Una bambina in Kill Bill vol. 1 di Quentin Tarantino

Uscito in due parti a cavallo fra il 2003 e il 2004 con protagonisti Uma Thurman, David Carradine, Lucy Liu, Daryl Hannah e Michael Madsen, il film narra della vendetta di una madre lasciata in coma dalla banda di sicari di cui faceva parte. Obiettivo, come da titolo, uccidere l’uomo che l’ha messa incinta e poi lasciata agonizzante con un proiettile in fronte: Bill, il capo della banda. Il film è un omaggio ai b-movie orientali di arti marziali tanto amati dal regista e, in termini di violenza, risulta come uno dei più esagerati (e quindi fumettistici). Basti pensare alla scena del massacro degli 88 Folli, per rendersi conto dell’assurdità della violenza, molto comica e poco efferata. Eppure, quando lo vidi a tredici anni – poco abituato com’ero al registro tarantiniano – pur essendo stato svezzato molto presto con titoli che oggi si terrebbero a distanza, mi fece un certo effetto.

Ciononostante, com’è venuto fuori da un’intervista a Deadline, Tarantino intende farlo vedere al figlio molto prima: “Dipende da quello che gli piacerà. Se devo giudicare basandomi su di me, ho visto un sacco di cose appena sono uscite quindi immagino anche lui sarà precoce. Se dovessi dirlo oggi, immagino che da piccolo sarei stato più attratto da Kill Bill tra i 5, 6 o 7 anni”. Cioè poco meno dell’età della figlie di Beatrix Kiddo e Vernita Green nel film. Il regista basa insomma gli step della crescita di Leo sulle proprie esperienze personali, e forse l’effetto potrebbe non essere così terribile, visto il risultato sortito sulla carriera del padre. Ma Daniella Pick, anche lei sarà d’accordo? E voi, cosa ne pensate?

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