Questo articolo potrebbe anche essere intitolato: “La maledizione del reboot fantasma”. Nonostante sia simile al titolo del primo fortunato film della saga, qui non c’è proprio l’ombra di una qualche buona speranza per il sesto capitolo dei Pirati dei Caraibi.
Per Pirati dei Caraibi 6 arrivano altre cattive notizie dopo la rinuncia da parte di casa Disney alla presenza di Johnny Depp, dovuta a una crescente domanda di cachet da parte dell’attore. Secondo Disney il franchise, del valore complessivo di 7 miliardi di dollari (tra box office e merchandise), avrebbe dovuto ricevere nuova linfa vitale attraverso un netto cambio di rotta.
Per fare questo Sean Bailey, presidente della Walt Disney Studios Motion Pictures, decise ad ottobre di assoldare gli sceneggiatori di Deadpool: Rhett Reese e Paul Wernick. Le premesse c’erano tutte. I due, complici di aver portato a casa i due maggiori incassi della storia nel weekend di apertura per due film vietati ai minori, la sanno lunga su come scrivere film d’azione irriverenti. Il loro stile fresco e innovativo, abile nel mescolare diversi intenti e rigistri narrativi e stilistici, ha saputo rinnovare il genere dei cinecomic e l’intrattenimento in casa Marvel.
Proprio per questo motivo, l’arrivo di Reese e Wernick nel franchise era stato salutato dai fan con molto entusiasmo, facendo ben sperare nel “nuovo corso” della saga piratesca. Ma ora, tutto sembra svanito. Deadline, nel suo report, afferma che Rhett e Paul non faranno più parte del progetto. Non si conoscono le vere motivazioni, ma non è difficile pensare che le divergenze creative, e soprattutto di tono, tra gli sceneggiatori e la casa di Topolino abbiano avuto la meglio. Anche eprché la saga dei Pirati dei Caraibi ha sempre voluto mantenere una sorta di “dimensione familiare” nel suo pubblico di riferimento.

Al momento Disney sembra essere indecisa sulla direzione da prendere. Da un lato proseguire nella ricerca di un nuovo cast creativo, dall’altra rinunciare completamente all’opzione reboot.
All’analisi dobbiamo anche aggiungere la netta discesa di prestazioni al box office del franchise. L’ultimo capitolo della saga, Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar, ha tenuto solamente grazie al mercato estero. Se ciò dimostra una perdita di interesse sul fronte domestico, si conferma invece la potenza del brand a livello internazionale. Ed ecco che viene valutata, come ormai va di moda fare, anche l’opzione della sua trasformazione in serie tv; la cosa rimane però alquanto improponibile sia per la logistica sia per i costi che una serie ad alto impatto scenotecnico come questa comporterebbe.
Insomma, molte idee, ma difficilmente particabili per i nostri pirati. Chissà allora se la cassa da morto su cui balleremo con le nostre bottiglie di rum non sarà proprio quella della saga dei Pirati dei Caraibi!

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