A giudicare dal titolo, premesse di questo genere potrebbero far pensare a un sequel di Paura e delirio a Las Vegas. Storie di furti in banca, giocate milionarie o tavoli da poker. Soprattutto se si considera il rapporto non esattamente salutare che unisce Nicolas Cage alla Città del Peccato, sia in vita che nella filmografia. Ci dispiace deludervi, perché quella volta a Las Vegas che Elon Musk soffiò 80 milioni a Nicolas Cage, non si stavano giocando una scala reale contro un poker d’assi. Fu solo una questione d’affari.
L’attore che ha fatto le sue prime fortune proprio con film della serie Via da Las Vegas e Mi gioco mia moglie… a Las Vegas – sono anche ottimi film, per il primo fu candidato all’Oscar – è tornato con la memoria, durante il Jimmy Kimmel Live!, a quando tentò di fondare degli studios cinematografici a Las Vegas, città in cui si era anche trasferito (e vive tutt’ora), inizialmente per aggirare dei problemi fiscali. Potrebbe sembrare cosa da poco, ma mettere su degli studios con 80 milioni di partenza in una città statunitense diversa da Hollywood significa sfidare la corte dei Re, un po’ come quando Luigi XIV depauperò Parigi in favore della Reggia di Versailles.

Las Vegas è sempre stata considerata, infatti, un luogo dove girarli, i film, non certo dove produrli. Anche se Cage racconta: “Las Vegas è stata buona con me, lo è davvero. È una piccola città, ma anche una grande città. È probabilmente uno dei luoghi più unici al mondo. Se vuoi andare sullo strip e partecipare, puoi. Se vuoi semplicemente stare con la gente del posto e andare nei ristoranti alla moda, puoi farlo“. E lui voleva ricambiare, fondando degli studios per cui aveva già trovato gli 80 milioni di fondi che gli servivano.
Poi entrò in scena Elon Musk, che catturò l’interesse degli investitori, non ancora legati da alcun contratto con Cage, che racconta: “Ho imparato ad amarla, quella città. Ho avuto grandi esperienze nel fare film lì. Via da Las Vegas è stato fantastico. Mi gioco la moglie… a Las Vegas è fantastico. Ho provato a far costruire uno studio cinematografico lì e poi è arrivato Elon Musk e tutti i soldi che avevo ottenuto per gli studios – avevo ricevuto 80 milioni di dollari – li hanno dirottati nella società Tesla, che poi ironicamente ha prosciugato tutta l’acqua dal città. Ma ce l’avevo quasi fatta, ho quasi avuto uno studio cinematografico”. Noi, sinceramente, non riusciamo a immaginare il seguito.
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