Mia Farrow: “Avrei preferito che mia figlia avesse taciuto sulle molestie subite da Woody Allen”

“Non volevo resuscitare il caso. È stato un periodo orribile per tutti noi”. Mia Farrow non voleva che il caso sullo presunte molestie subite dalla figlia Dylan dal padre, Woody Allen, tornasse a galla. L’attrice, ex compagna del regista, ha parlato al gala della rivista Time in onore dei cento personaggi dell’anno. “Avrei preferito che il caso venisse archiviato”. Ma l’attrice, comprensiva nei confronti della figlia, ha aggiunto: “Sentiva che doveva farlo, voleva far sentire la sua voce ed essere parte del movimento anti-molestie”.

“Sentivo dentro di me una voce che mi diceva: ‘Sono orgogliosa di te, sei stata molto coraggiosa’, mentre il mio stomaco si contraeva perché sapevo che molte persone cattive se la sarebbero presa con me” ha aggiunto. Al contrario della figlia, Mia Farrow non porta rancore verso le persone che hanno continuato a lavorare con Woody Allen: “Sarebbe stato diverso se fossero stati amici. Loro sanno cosa abbiamo sofferto. Ma sta agli individui decidere”.

Mia Farrow

Un altro capitolo della storia. Il caso era scoppiato con forza negli anni ’90, quando il regista newyorkese venne accusato proprio dalla compagna Mia Farrow di aver commesso delle molestie sessuali ai danni della figlia. Allen, che ha sempre negato tutte le accuse, è tornato nell’occhio del ciclone recentemente, in occasione dell’ondata di polemiche dell’ultimo anno seguite dalla nascita di #MeToo. Dylan Farrow aveva parlato pubblicamente della cosa per la prima volta solo nel 2014, per poi tornare alla carica negli scorsi mesi. La madre, nonostante fosse stata lei a denunciare per prima, non sarebbe evidentemente tornata sul fatto. Ricordiamo che il tribunale aveva assolto il regista da tutte le accuse già all’epoca della prima denuncia.

Leggi il nostro focus sull’argomento: Tutti contro Woody: gli effetti di Time’s Up su chi è stato già assolto.

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