Correva l’anno 2019, “The Irishman” stava per invadere le sale e Martin Scorsese, durante un evento di promozione del suo ultimo lavoro, si era lasciato sfuggire una critica – non da poco – ai film Marvel.
I film Marvel? “Non li capisco, ci ho provato sapete? Ma quello non è cinema. Davvero, per quanto siano fatti bene, con attori che fanno del loro meglio in quelle circostanze, la cosa più vicina a cui mi fanno pensare sono i parchi di divertimento. Non è il cinema di quegli esseri umani che cercano di trasmettere esperienze emotive e psicologiche gli uni agli altri”
In passato la dichiarazione ebbe un certo impatto mediatico, raccogliendo tanti consensi quanto malumori.
Ford Coppola fu uno dei primi a schierarsi dalla parte del regista di Taxi Driver: “Quando Martin dice che i film della Marvel non sono cinema, ha ragione perché noi ci aspettiamo di imparare qualcosa dal cinema, di ricevere qualcosa, un’illuminazione, conoscenza, ispirazione… Ma non conosco nessuno che abbia imparato qualcosa dal vedere lo stesso film in continuazione. Martin è stato generoso a dire che [quei film] non sono cinema – ha concluso – non ha detto che fanno schifo, come io penso”.
Oggi, a distanza di due anni, la disputa è stata ripresa da Paul Schrader: regista, sceneggiatore(tra l’altro di molti film del regista italo americano) e critico cinematografico.

“Sono cinema esattamente come lo sono quei video di gattini su YouTube”, ha spiegato. “È di certo sorprendente che quello che un tempo consideravamo come intrattenimento per adolescenti sia oggi diventato il genere dominante al box office. Ogni generazione si forma attraverso strumenti differenti, che possono essere la letteratura, il teatro, la televisione, le scuole di cinema. Oggi abbiamo una generazione che si forma attraverso i videogiochi e i fumetti. Non sono i registi ad essere cambiati, è il pubblico che è cambiato. E quando il pubblico preferisce guardare film meno impegnati, allora è molto, molto difficile realizzarne uno. Negli anni ’50, ’60, ’70 abbiamo realizzato diversi film che trattavano questioni sociali. E hanno avuto anche un discreto successo finanziario, perché il pubblico li voleva vedere. Poi qualcosa è cambiato a livello culturale. Quella tipologia di film vengono ancora realizzati, ma non rappresentano più il centro della conversazione.”
Il cinema è in continuo cambiamento, si evolve costantemente e così si passa dai western, ai film di gangster, alle saghe sui viaggi spaziali e, oggi, ai supereroi.
Del resto ognuno cerca nella settima arte ciò che preferisce.
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