Magnolia, spiegazione e significato del finale del film con Tom Cruise

Nel 1999 Paul Thomas Anderson scrive e dirige il suo terzo film, il cult corale Magnolia. Un intreccio di nove vite, nove storie e nove drammi che terminano con un finale improbabile - ma non impossibile: una pioggia improvvisa di rane, un elemento biblico che riporta la pace tra i protagonisti della narrazione.
Tom Cruise e Robert Downey Sr. in una scena del film Magnolia

Magnolia, il film cult del 1999 scritto e diretto da Paul Thomas Anderson con protagonisti, tra i tanti, Jeremy Blackman, Tom Cruise, Melinda Dillon e Philip Seymour Hoffman, si aggiudicò l’Orso d’oro in occasione del Festival di Berlino nel 2000. Un film corale che esplora e mette a nudo le relazioni umane nel modo più originale possibile. Tanto originale, da premettere nell’incipit del film una distinzione tra cose impossibili e cose improbabili. E se il finale del film (le rane che piovono dal cielo), sembra appartenere alla categoria di cose impossibili, ripensateci. 

Ripensateci non tanto perchè all’atto pratico, per via di uno stranissimo fenomeno di tipo meteorologico le rane possono davvero piombare dal cielo, trasportate dagli alberi a terra per chilometri. Nove vite che si intrecciano, due casi di omicidio e un caso di suicidio che poi volge in omicidio. Sugli intrecci del finale cade la pioggia di rane, mettendo così temporaneamente fine al dramma e alla solitudine in cui ognuno è immerso, dal dramma di Frank e del padre morente al tentativo di suicidio di Jimmy Gator.

Suicidio a cui sfugge, neanche a dirlo, proprio grazie ad una rana che, caduta dal cielo, non gli permette di mandare a segno il colpo di fucile. Le rane che piovono dal cielo hanno sicuramente una connotazione biblica, parte della grammatica particolare dell’opera, parte dei versi narrati nell’Esodo dall’Egitto, le rane permettono ai protagonisti di ridimensionare la propria sofferenza di fronte ad un evento tanto più grande di loro quanto casuale, improbabile ma non impossibile. Magnolia sembra dirci, in fondo “non è colpa tua”. Le cose accadono e possono sconvolgere positivamente o negativamente l’esistenza di un uomo. 

Ci si imbatte in strane storie, fatte di coincidenze e di fatalità, di vicende che si intersecano, e di come e di perché, e di chi può saperlo. E noi di solito commentiamo: “beh, se l’avessi visto in un film, non ci avrei creduto!” Il parente di qualcuno incontra l’amico di qualcun altro e così via. L’umile opinione di questo narratore è che di cose strane ne accadono in continuazione, è sempre così, è sempre stato così e il libro dice: “noi possiamo chiudere col passato, ma il passato non chiude con noi“. 

Però la casualità cede poi il passo al modo di reagire dei personaggi, cede il passo alla capacità di reazione e alla speranza, quasi biblica, rappresentata da un fiore, la Magnolia che dà il titolo al film. D’altronde lo sappiamo, Tom Cruise non è mai stato del tutto estraneo all’elemento “della fede”.

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