Fra gli incontri di ieri alla Festa del Cinema di Roma, l’attenzione è stata tutta focalizzata su Johnny Depp. Ma per chi è riuscito ad assistere a entrambi gli eventi, il quarto giorno di festival ha visto ospite anche il regista di Chiamami col tuo nome, Luca Guadagnino. E’ stato un incontro decisamente alternativo rispetto a tutti quelli susseguitisi fino a questo momento, più una lezione di cinema altrui che su quello di Guadagnino, regista ormai assorbito dal sistema estero che abbiamo continuato ad amare anche in Italia.
Avvalendosi di una verve davvero impagabile, Guadagnino ha commentato una lunga serie di clip estratte da film a lui particolarmente cari, a volte impattanti più sul suo percorso da spettatore e amante del cinema, che su quello da mestierante. Tutte scene accomunate da storie d’amore, qualcuna leggermente scabrosa, diverse tratte (paradossalmente o no) dai maestri dell’horror underground come Carpenter, Cronenberg, Romero.
Nel corso dell’incontro però, proprio in riferimento a Cronenberg, guadagnino è tornato a parlare di un suo lavoro, completamente sceneggiato ma mai messo in lavorazione, che sarebbe potuto diventare un grande cult, viste le guest star coinvolte. Tratta dal romanzo di Don DeLillo, la sceneggiatura di Body Art raccontava dell’elaborazione della perdita, da parte di una body artist, del marito suicida. Come dimostrato anche dalle parole spese durante l’incontro sull’era pre e post Trump, Guadagnino è grande conoscitore dell’America e già il nome di DeLillo, sommato al suo, sarebbe bastato per portare gli spettatori al cinema.
Il grande sogno di Luca Guadagnino, però, era coinvolgere proprio David Cronenberg come guest star: nel ruolo del marito (regista) della protagonista, l’autore di Crash avrebbe, di fatto e almeno parzialmente – tolto il suicidio insomma – interpretato sé stesso. Presentatosi direttamente a casa sua, nel giro di pochi minuti il regista italiano ottenne il favore di quello canadese. Numerosi gli altri grandi nomi già scelti dalla fase di casting: Isabelle Huppert, Denis Lavant e Sigourney Weaver. Purtroppo, Guadagnino abbandonò il progetto nel 2015 in favore di Benoît Jacquot, che avrebbe scelto Mathieu Amalric come suo protagonista in À jamais.
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