Nelle ultime ore lo Shangai Film Festival ha lanciato un’iniziativa che farà scalpore nel panorama della cinematografia mondiale. Si tratta di un progetto finalizzato a rivitalizzare 100 capolavori della cinematografia cinese grazie all’intelligenza artificiale, dei remake AI insomma. Una decisione che sicuramente creerà una netta polarizzazione tra gli apocalittici e gli integrati dell’intelligenza artificiale. I titoli più importanti al centro di questa iniziativa sono Dalla Cina con furore, Drunkern Master, C’era una volta in Cina e tanti altri film con protagonisti Bruce Lee e Jackie Chan. Il nome di questo progetto è infatti Kung Fu Movie Heritage Project – 100 Classics AI Revitalization.
Altro traguardo pionieristico raggiunto dallo stesso festival è stato quello di presentare A Better Tomorrow: Cyber Border. Si tratta di un vero e proprio remake AI che implementa la tecnologia sviluppata da Quantum Animation per creare una rivisitazione futuristica del classico noir di John Woo. L’obiettivo di tale progetto secondo lo stesso presidente della China Film Foundation Zhang Pimin, è quello di aggiornare i tesori storici estetici con un linguaggio “più aderente alla sensibilità contemporanea”. L’intento dunque va oltre la semplice operazione nostalgia, si tratta infatti di una rivoluzione delle norme che riguardano la conservazione culturale con una chiara matrice futurista.
Il primo dei tanti remake AI
Il capolavoro di John Woo sarà il remake AI che farà da apripista a questa nuova frontiera del restauro. Negli ultimi anni, l’avvento di nuove tecnologie ha sollevato numerose controversie di natura etica, in particolare riguardo alla possibilità di riportare in vita attori tramite l’intelligenza artificiale. Un esempio emblematico è stato il dibattito sulla presenza di Ian Holm tra i tanti cameo del film Alien Romulus. A Better Tomorrow: Cyber Border è un lungometraggio animato, fondato sull’IA a partire da aspetti come la sceneggiatura e il rendering, anche per questo l’operazione ha coinvolto solo 30 persone. Il produttore Zhang Qing ha dichiarato “L’intelligenza artificiale ha abbattuto la barriera tra creatività ed esecuzione. Così il ciclo di produzione è passato da anni a mesi“ Una posizione diametralmente opposta a quella del maestro Hayao Miyazaki, apparso critico e certamente poco felice del trend che “ghiblinizzava” le foto degli utenti di Chatgpt.
Per quanto riguarda il film originale, il presidente di Shangai Caxing Culture and Media Tian Ming ha affermato che l’intervento sarà finalizzato al rispetto dell’anima originale del film nonostante lo stravolgimento a livello grafico, sonoro e soprattutto produttivo. Un progetto che ha richiesto un fondo iniziale di ben 100 milioni di yuan ovvero circa 13,9 milioni di dollari. Stiamo dunque per assistere a un nuovo cambio del paradigma produttivo? Probabilmente si tratta ancora solo della punta dell’iceberg della collaborazione tra Intelligenza Artificiale e cinema.
Voi da quale parte state di questo dibattito tra remake AI e realizzazione classica? Credete che sarà questo il futuro della cinematografia mondiale? Fatecelo sapere nei commenti.









