Studio Ghibli contro ChatGpt: cosa sta succedendo?

L’Intelligenza Artificiale inizia a toccare il cuore degli appassionati di cinema. Questa volta il trend partito sul web ha provato a trasformare scene, soggetti e persone della vita quotidiana - sia pubblica che privata - degli utenti, rendendoli la versione disegnata dallo Studio Ghibli. Ecco com’è andata la sfida con Chat-GPT!
Un'immagine generata dall'AI e Hayao Miyzaki

Che l’Intelligenza Artificiale sia sempre più performante non è ormai più una novità. Quanto questa performatività sia capace di evolversi e in quanto breve tempo, è una preoccupazione di molti e soprattutto in diversi ambiti. Uno di questi è naturalmente l’arte in generale – ancor di più la scrittura, il disegno, le immagini. E quindi il cinema. A essere bersaglio dell’efficenza dell’IA in questi ultimi giorni è lo Studio Ghibli, in particolare i film di Miyazaki. Ecco cosa sta succedendo.

Lo scontro tra Studio Ghibli e AI

Con la diffusione di GPT-4o l’Intelligenza Artificiale ha promosso i propri aggiornamenti a tutti gli utenti. Oltre alla capacità di recepire prompt più complessi e dare come risultato testi più accurati, il punto di forza della nuova versione pare essere il livello delle immagini. Chat-GPT è stato addestrato a produrre una più vasta gamma di tipologie e stili di immagini, aumentando la propria flessibilità e precisione nelle “cifre distintive”.

Questo è sembrato subito sbalorditivo, a cominciare di un video diffuso sul web con lo stile di South Park. Nessuna sommossa popolare. Finché non sono iniziate a circolare immagini che cercavano di replicare lo stile, le atmosfere e il disegno degli amati film d’animazione firmati Studio Ghibli (che ha anche un museo).

Milioni di utenti su X o Instagram hanno iniziato a far moltiplicare esperimenti con Chat-GPT in grado di replicare ed emulare il tratto di Miyazaki e gli altri. A partire dalle scene di film come Il castello errante di Howl.

Da esperimento si è passati presto a divertimento. Così l’Intelligenza Artificiale è stata utilizzata per ricreare personaggi della cultura popolare provenienti da tutti gli ambiti “come fossero usciti” da un film Studio Ghibli. C’è davvero di tutto, da Elon Musk ai soggetti dei meme più famosi del web.

A proteggere lo Studio Ghibli e Miyazaki sono intervenuti altri utenti che, invece, hanno reso di nuovo virale una datata video-intervista al regista del 2016. Il co-fondatore dello Studio in quell’occasione definiva l’Intelligenza Artificiale “un insulto alla vita stessa” e dichiarava che non l’avrebbe mai voluta integrare come tecnica del suo lavoro. Non dovremmo temere nessuna ingerenza nella lavorazione al suo prossimo film quindi.

Oltre all’aspetto più “sentimentale”, di chi si è sentito offeso per aver visto replicati i tratti del disegnatore di cui si amano i film, è subentrata una discussione etica e legale. Quali sono i limiti del diritto d’autore rispetto al materiale con cui addestrare l’Intelligenza Artificiale? Questa è sicuramente la frontiera delle discussioni attuali e urgenti tra gli addetti ai lavori. Per ora si limitano a concedere un uso libero e gratuito di Chat-GPT finché ne sia garantita la lealtà e il mancato ricavo economico o concorrenziale col prodotto originale.

Virali o no, per noi i disegni dello Studio Ghibli e la maniacale precisione di Miyazaki, ricercata fotogramma per fotogramma, vincono ancora la sfida con l’Intelligenza Artificiale. Anche con quella di ultima generazione. Voi siete team Miyazaki o Chat-GPT?

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