Per Kevin Spacey sembra cominciata una nuova fase, dopo che le numerose accuse di molestie e violenze sessuali nate in seno al MeeToo erano state ritirate e una serie di nuovi ingaggi erano arrivati negli ultimi mesi. Ma ora il nuovo processo aperto a Londra segna una falsa (ri)partenza: è stato licenziato da 1242 – Gateway to the West, il primo film che l’avrebbe riportato sulle scene. Nel frattempo, proprio oggi l’attore si è dichiarato non colpevole per tutti e cinque i capi d’imputazione dopo essersi presentato volontariamente in aula.
Le nuove accuse riguardano il periodo trascorso da Kevin Spacey all’Old Vic Theatre di Londra, dove è stato direttore artistico dal 2004 al 2015. A seguito degli scandali negli Stati Uniti, il teatro ha intrapreso un’indagine interna che, secondo la BBC, ha portato ben 20 presunte vittime a farsi avanti, denunciando comportamenti inappropriati nei loro confronti. L’attore è stato incriminato a maggio, ma solo qualche settimana prima era stato ingaggiato nel dramma storico 1242.
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Ora il produttore Bill Chamberlain della Chelsea Pictures fa sapere che il ruolo da co-protagonista è attualmente vacante, mentre Spacey mantiene invece l’altro ingaggio – annunciato quasi in contemporanea – che l’avrebbe riportato su schermo. Si tratta del thriller Peter Five Eight, i cui produttori si sono schierati a spada tratta dalla parte di Spacey: “Alcuni desiderano che non reciti, ma sono in inferiorità numerica rispetto ai fan di tutto il mondo che aspettano che un artista che hanno apprezzato per decenni torni sullo schermo“.
Continuava la nota: “La produzione non è a conoscenza o commenta le varie accuse vorticose e ritiene che spetti ai tribunali dimostrarne la validità, se esiste. Peter Five Eight è un film per i fan che si preoccupano più dell’arte che dello scandalo“. Nonostante alcuna sentenza sia mai stata emessa, il tono è senz’altro discutibile. Entrambi i film di Spacey emergono dal Cannes Market di quest’anno, che in termini in “impresentabili” o riabilitati dell’ultima ora, non ha badato a spese: dal Mace con James Franco al False Awakening di Alec Baldwin, dal The Palace di Roman Polanski al Jeanne Du Barry con Johnny Depp.
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