Pochi minuti fa e piuttosto a sorpresa, Johnny Depp si è presentato sul red carpet della Festa del Cinema di Roma per la conferenza stampa quotidiana, in anticipo rispetto alla (lunga) masterclass che si terrà fra poche ore nell’ambito di Alice nella Città, della quale vi parleremo stasera più approfonditamente. L’attore ha presentato, assieme ai produttori Andrea Iervolino e Monika Bacardi, il suo ultimo lavoro, una web-serie d’animazione per i più piccoli dal titolo Puffins, spin-off del film Arctic – Un’avventura glaciale. Nella serie, Depp compare come doppiatore di un personaggio – uno dei pennuti – ispirato al suo Jack Sparrow.
La parola è andata inizialmente ai produttori, che hanno illustrato con minuzia di dati – fascicoli alla mano – tutti gli studi preparatori, dal marketing alla comunicazione linguistica, condotti in pre-produzione degli episodi, della durata di cinque minuti soltanto. Ma ben presto, con la sala che pendeva dalle sue labbra, il microfono è stato consegnato a Johnny Depp, forse la star più attesa di tutta questa dieci giorni di manifestazione.

L’attore – piuttosto laconico, per non dire confuso e non esattamente lucido – ha parlato inizialmente del suo ruolo nella web-serie, per poi rispondere al pressing dei giornalisti che, costretti (giustamente) al silenzio in quanto a domande sulla sua vita personale, hanno comunque incalzato Depp sulle recenti evoluzioni della sua carriera e sul futuro che vede davanti a sé.
Johnny Depp si è così espresso in una lunga dichiarazione che potrebbe rivelarsi nodale, nella quale si è definito un ex attore: “Non mi interessa più lavorare con i grandissimi nomi della regia o di cast. Magari mi piacerà di più lavorare con una ragazzina o un ragazzino di quindici anni, che ha un’idea in testa, magari una cosa girata con il telefonino. Ma che riesca a far capire finalmente che Hollywood è solo un luogo dove andare in vacanza. Credo ci sia tantissima mancanza di capacità e di conoscenza. Sono felice di potermi reputare fuori da questa macchina che sputa battute e cose banali“. In riferimento a questo star-system, Depp l’ha definita in conclusione una macchina di morte.
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