Jake Gyllenhaal non ha davvero bisogno di alcuna presentazione. Per uno che ha iniziato la carriera a soli 11 anni (il film era Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche) e che si è saputo affermare in tutti i campi cinematografici. Insomma a discapito del suo nome impronunciabile – o forse più o meno pronunciabile, ma impossibile da scrivere! -, l’attore californiano è ormai davvero noto a tutti.
Complice di questa notorietà è di sicuro il suo curriculum d’attore che conta ben 56 titoli. Jake Gyllenhaal ha infatti dato ampiamente prova della sua eclettica bravura attoriale, dando corpo a personaggi davvero diversi tra di loro. Dai ruoli più psicologici come il reporter de Lo sciacallo a quelli più fisici come il pugile di Southpaw. Senza dimenticare quelli che lo hanno reso davvero iconico. Due su tutti: il Donnie Darko dell’omonimo film cult e il Jack Twist del bellissimo e controverso I segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee. Insomma, in molti, e con molta ragione, affermano che l’Oscar sia ormai dietro l’angolo e che basti solo trovare il “film giusto”.
Ma se vi dicessimo che, tra i tanti ruoli che potrebbe aver ricoperto il giovane e provetto Jake Gyllenhaal, ci potrebbe essere stato anche quello di Frodo Baggins?!
Sì, esatto, proprio lo Hobbit più famoso del mondo, nonché il protagonista di una delle saghe fantasy più belle mai esistite sul grande schermo, Il signore degli anelli. Peccato però che il provino per il nostro Jake non andò proprio come previsto. Ed è pure dir poco, perché la performance andò talmente male da fare andare su tutte le furie il regista Peter Jackson.
Ora vi raccontiamo come.
L’evento del secolo

Provate ad immaginare di essere a Los Angeles, alla fine degli anni ’90. Il mondo è in fermento, il cambio di millennio è un evento epocale e di sicuro molte cose cambieranno. Pure tra gli studios hollywoodiani serpeggia – ma come sempre d’altronde – quell’aria di grande novità in arrivo.
Anche se questa volta sembra diverso: molto più epico. Ebbene il classico della letteratura fantasy per eccellenza, Il signore degli anelli di J. R. R. Tolkien, sta per diventare un’epocale saga cinematografica. Una produzione della durata di tre anni e mezzo per la realizzazione di tre pellicole molto innovative. Il tutto capitanato dal neozelandese Peter Jackson alle prese con un budget di ben 300 milioni di dollari. Ingenti mezzi e capitali stavano dunque per essere dispiegati in quel della West Coast. La fanbase tolkeniana era troppo potente e non poteva assolutamente essere delusa!
Insomma, tutto era pronto: mancava solo il cast. Fu proprio qui che entra in gioco il nostro Jake Gyllenhaal. L’attore, allora quasi 19enne, fu contattato dal suo agente per partecipare al provino per il ruolo del protagonista Frodo. O meglio, Gyllenhaal non fu contattato da UN agente, ma partecipò ad una conference call composta da tutti i suoi 14 agenti. Si può dunque solo immaginare la pressione, e l’impressione, che debba fare una riunione in cui tutte le persone addette a procurarti il lavoro si mettono a dire che devi assolutamente provare ad entrare nel “progetto del secolo”.
Jake, che si limita a commentare l’avvenimento con un “fu intenso”, accettò di partecipare al provino.
“Trova l’anello”

Probabilmente data la quantità di persone da visionare per un cast così numeroso come quello di un fantasy, i provini furono molto brevi. La prima parte infatti consisteva solamente in una parte di mimo. Jake Gyllenhaal si trovò così senza nessuna battuta a dover affrontare la scena aperta.
L’unica cosa che si trovava nella stanza adibita al casting infatti era semplicemente un forziere. L’unica indicazione che ricevette il provinato fu così: “Apri il forziere e trova l’anello!”. Un po’ semplicistica e paradossale come indicazione, ma non stava forse tutto lì l’intero senso della trilogia: quale potere ha su di te l’anello e che potere hai tu?
E forse sul povero Jake l’Unico non esercitò davvero alcun potere. L’attore infatti si limitò ad eseguire quello che gli era stato comunicato. In quattro e quattr’otto aprì il forziere e prese l’anello – unico oggetto all’interno – e, rivolgendosi prontamente a Peter Jackson, chiese ingenuamente: “Va bene così?”.
La risposta del regista fu mettersi la mano sulla faccia in segno di disperazione. Che non andasse bene così?!
Frodo Gyllenhaal Baggins – Take 2
Non andò meglio nemmeno con la seconda parte del provino. Se nella prima bisognava limitarsi a mimare l’azione, nella seconda era necessario interpretare un dialogo. Ma le cose non fecero che peggiorare progressivamente.
Jake Gyllenhaal lesse tutto il mini-copione con molto trasporto. Solo alla fine si accorse che qualcosa non stava andando per il verso giusto: Jackson infatti non sembrava contento nemmeno questa volta. E prontamente mostrò tutto il suo disappunto al giovane, definendolo apertamente “il peggior attore che avesse mai visto in vita sua”.
Le battute infatti sarebbero dovute essere recitate con un marcato accento britannico, abilità per niente dimostrata da Jake durante la lettura. Il regista neozelandese così gli chiese se nessuno l’avesse avvisato dell’accento. Alla risposta negativa di Gyllenhaal, Jackson prontamente rispose senza mezzi toni: “Beh, allora licenzia i tuoi agenti!”.
Forse non aveva tutti i torti. Sprecare così quella che era a tutti gli effetti un’occasione epocale – chiedete a Elijah Wood come stia vivendo ancora di rendita (scusa Elijah!). Chissà infatti come sarebbe stato il volto di Gyllenhaal nei panni dell’hobbit più eroico della Terra di Mezzo?
E per fortuna che al provino con Richard Kelly il nostro Jake ci è arrivato un pochino più preparato. Anche perché la “lezione di Jackson” non gli è servita troppo: l’attore nel tempo è stato anche sbalzato da Christian Bale per Batman e da Tobey Maguire per Spider-Man. Ma queste sono altre storie…
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