Idris Elba: “Il mio James Bond? È diventata una questione razziale”

Sono ormai anni che Idris Elba viene indicato come uno dei possibili successori di Daniel Craig per l’iconico ruolo di James Bond. L’attore prescelto non è stato ancora deciso, ma nel frattempo Elba ha esposto una sua amara riflessione sui rumor che lo hanno accompagnato in questi anni
Idris Elba: "Il mio James Bond? E' diventata una questione razziale"

L’eredità è di quelle pesanti da raccogliere: dopo 15 anni e 5 fortunatissimi film, Daniel Craig ha dato definitivamente l’addio al suo James Bond alla fine dell’ultimo capitolo, No Time To Die. Il film, uscito nelle sale cinematografiche nell’autunno del 2021, dopo un anno e mezzo di rimandi causati dal Covid, è stato un trionfale saluto ai fan, con un incasso di 775 milioni di dollari e un’ottima accoglienza critica. 

I 5 film con Craig, nei cui cast si sono alternati volti iconici come Judi Dench, Mads Mikkelsen, Javier Bardem, Christoph Waltz, Rami Malek ed Ana De Armas, hanno fatto fare alla saga il definitivo salto di qualità e di accoglienza critica. Dunque, è molto alta l’attesa per la scelta del nuovo 007.

Idris Elba, attore britannico classe 1972, è da anni indicato tra i papabili per il ruolo, ma per ora ci sono stati solo una valanga di rumors, che peraltro lo hanno anche abbastanza esasperato. Adesso, l’attore ha elaborato una riflessione più approfondita – ed amara – sulla questione.

Le dichiarazioni di Idris Elba sul suo ipotetico James Bond

Idris Elba, indicato come papabile James Bond
Idris Elba, indicato come papabile James Bond

Essenzialmente, è stato un grande piacere per me che ogni angolo del mondo, tranne qualche parte di cui non parleremo, fosse contento all’idea che io sia stato considerato per il ruolo. Chi non è stato contento, tuttavia, ha reso il tutto disgustoso e scoraggiante, perché è diventata una questione razziale. Una situazione paradossale, di cui ho sentito il peso”.

Queste recenti dichiarazioni sembrerebbero mettere definitivamente una pietra sopra all’opzione di vedere l’attore all’opera nei panni dell’agente 007. Elba si riferisce, naturalmente, al fatto che i detrattori della sua candidatura al ruolo non lo fossero per le sue doti attoriali o per la fisionomia del suo volto, ma per il colore della sua pelle. Alcuni “puristi” della saga, insomma, non potevano accettare l’idea di un agente James Bond nero. 

La problematicità delle etichette

Lo stesso Elba, d’altro canto, ha dichiarato di non volersi più etichettare come “attore nero”, ma soltanto come attore, percependo che questa definizione spesso finisca per limitarlo, inserirlo in un determinato recinto. “Dobbiamo crescere. Dobbiamo. La nostra pelle non è altro che questo: è solo pelle”.

Purtroppo il mondo d’oggi, fin troppo social e in cui le opinioni spesso finiscono per polarizzarsi, lascia poco spazio a sfumature e confronti sereni sugli argomenti. Come sottolinea l’attore, al momento attuale un sereno e sano senso d’appartenenza (ad un’etnia, ad una comunità…) rischia di venire preso a bersaglio da detrattori ed hater che troveranno sempre un pretesto per attaccare e criticare questa appartenenza.

E se da un lato è comprensibile che per personaggi già iconici come James Bond il pubblico si aspetti un determinato tipo di volti, senza grandi stravolgimenti, dall’altro lato l’importante dovrebbe sempre essere valutare la validità di un interprete e della sua performance: nel 2023, allargare i propri orizzonti di vedute non può far male a nessuno.

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