Eddie Hudson confessa la tortura psicologica subita da parte della Produzione di Ghostbusters. Il film cult del 1984 narra le vicende di tre ex-parapsicologi che, dopo il loro licenzimento dalla Columbia University, si reinventano iniziando a dare la caccia ai fantasmi. Quando conoscono Winston Zeddemore (Hudson) lo assumono per poter sconfiggere insieme una terribile creatura.
Nonostante l’enorme successo di pubblico e di critica della pellicola, e la conseguente gloria per i suoi interpreti (soprattutto Bill Murray, Dan Aykroyd), Hudson lamenta di aver ricevuto un trattamento diverso. Ghostbusters, infatti, ha generato un franchise molto generoso (del remake del 2021 ne parliamo qui), da cui però Hudson si è sentito escluso. Ecco le sue parole rilasciate in un’intervista al The Howard Stern Show:
“Io ero quello che era stato portato dentro, e quindi mi sono ritrovato in mezzo a tutto questo, loro erano tutti accoglienti e inclusivi. Lo studio non lo era, e ha continuato a non esserlo. Quindi è stato molto, molto difficile, perché pur facendo parte del film sono stato messo da parte in modo molto selettivo.
Lo sfogo continua così:
Nella sceneggiatura originale, il personaggio di Winston era all’inizio del film. Quando ci siamo preparati a girare il film, Winston è stato messo a metà film. Tutte queste cose… Sembravano decisamente volute. Quando sono usciti i poster, non c’ero io sul poster. C’è voluto molto tempo. Sono andato all’uscita del film per il 30° anniversario e tutti i poster erano di tre uomini.“
L’intervista va avanti con Hudson che insiste sulla difficoltà nel riuscire a riprendersi da questa ingiustificata repulsione. Infine però rivela di essersi riunito alla famiglia dei Ghostbusters con grande gioia. Rircordiamo, infatti, che l’attore è tornato nei panni di Wiston in Ghostbusters II e in Ghostbusters: Afterlife.









