Durante una lunga e toccante intervista con il Los Angeles Times, Gary Oldman si è aperto raccontandosi nei suoi aspetti più intimi e profondi, soffermandosi anche sulla dipendenza da alcol.
Un problema che lo stava divorando, tanto da arrivare ad avere la lingua nera e sudare vodka. Un problema che Gary Oldman ha fortunatamente risolto e da ormai 24 anni è sobrio.
“La vodka era entrata a far parte di me. Addirittura sudavo vodka. Ogni mattina, poi, mi svegliavo con la lingua nera ma imputavo tutto ciò allo shampoo che usavo in quel periodo della mia vita” – ha dichiarato Gary Oldman ai giornalisti del Los Angeles Times – “Non auguro a nessuno l’inferno della battaglia all’alcolismo. E l’autoironia, spesso, è soltanto una maschera che nasconde l’inadeguatezza”.
Gary Oldman, vincitore del Premio Oscar come miglior attore ne L’ora più buia, ha poi proseguito il suo racconto: “Le persone rendono romantico l’alcolismo, e in passato, l’ho fatto anche io. Tutti i miei eroi erano alcolizzati o consumatori abituali di oppio. Per non parlare dei poeti, degli scrittori e degli attori con problemi di alcol”.
Da qui, l’intervista è poi dirottata sul personaggio di Herman J. Mankiewics interpretato nel film di Fincher per Netflix, Mank (qui trovate la nostra recensione) e in particolare su quanto Gary Oldman si sia sentito fragile senza strati e strati di trucco: “Spesso mi sento inadeguato e il trucco mi consente di calarmi meglio nei panni di un personaggio e di nascondermi, in un certo senso. Quando David Fincher mi ha chiesto di recitare senza trucco, m sono subito sentito privo di filtri e molto insicuro. Inizialmente ero terrorizzato. Poi mi sono rilassato ed è andato tutto bene”.
Ricordiamo che L’ora più buia sarà disponibile a breve su Netflix.
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